Ripartizione modale delle merci UE: dati e metodo

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Illustrazione di una nave portacontainer, un treno merci e un camion in un terminal intermodale.

La ripartizione modale delle merci cambia significato quando cambia il denominatore. Una percentuale isolata può raccontare una storia sbagliata.

Nel settembre 2026 Eurostat ha pubblicato nuovi risultati su strada e ferrovia. Riguardano il 2025, ma misurano grandezze differenti.

Questo dossier distingue dati osservati, definizioni statistiche ed esempi didattici. L’obiettivo è rendere verificabili i confronti utilizzati nelle decisioni logistiche.

Aggiornamento: 27 settembre 2026. Le date delle pubblicazioni sono distinte dagli anni dei dati.

Che cos’è la ripartizione modale delle merci

La ripartizione modale esprime la quota di ciascuna modalità sul trasporto complessivo, entro un perimetro definito.

Nel confronto Eurostat fra cinque modalità, il denominatore comprende strada, ferrovia, vie navigabili interne, mare e aereo. L’unità è la tonnellata-chilometro. [1]

Una tonnellata-chilometro, abbreviata tkm, rappresenta il trasporto di una tonnellata per un chilometro. Misura quindi massa e distanza insieme. [2]

Esempio didattico: dieci tonnellate percorrono cento chilometri e producono mille tkm. Le stesse dieci tonnellate, trasportate per cinquecento chilometri, producono cinquemila tkm.

La quantità di merce resta identica. La prestazione di trasporto aumenta cinque volte. Per questo tonnellate e tkm rispondono a domande differenti.

Il quadro europeo: cinque modalità, anno 2024

La pubblicazione Eurostat del 26 marzo 2026 riporta questa distribuzione delle tkm per il 2024: [1]

  • Trasporto marittimo: 67,0%.
  • Trasporto stradale: 25,7%.
  • Trasporto ferroviario: 5,4%.
  • Vie navigabili interne: 1,7%.
  • Trasporto aereo: 0,2%.

Sono quote della prestazione di trasporto. Non rappresentano percentuali del valore commerciale, degli ordini consegnati o del numero di spedizioni.

Rispetto al 2014, la strada guadagna 3,3 punti percentuali. Il mare perde 2,5 punti, la ferrovia 0,3 e le vie navigabili 0,5. [1]

Il confronto comprende il mare. Affiancarlo a una percentuale calcolata soltanto sulle modalità terrestri richiede una verifica del denominatore.

Perché il territorio conta quanto la modalità

La serie segue il principio territoriale: considera il trasporto svolto nel territorio, indipendentemente dalla nazionalità del mezzo. [1]

Per il mare, il calcolo utilizza le distanze percorse nelle zone economiche esclusive. Comprende quindi anche traffici di passaggio. [3]

Eurostat segnala che posizione geografica ed estensione di queste zone influenzano i risultati nazionali. Una quota marittima elevata non descrive soltanto l’attività portuale. [3]

Anche il dato stradale richiede attenzione. Le rilevazioni basate sull’immatricolazione del veicolo vengono adattate per attribuire le percorrenze ai territori attraversati. [3]

Di conseguenza, due serie entrambe chiamate “trasporto stradale europeo” possono avere perimetri differenti. Prima del confronto occorre leggere i metadati.

Le novità di settembre 2026: strada e ferrovia nel 2025

Strada: cresce il peso trasportato

Il comunicato del 24 settembre indica 13,29 miliardi di tonnellate trasportate su strada nel 2025. L’aumento sul 2024 è dell’1,8%. Malta è esclusa. [4]

Per peso, il gruppo principale comprende minerali metalliferi e altri prodotti delle miniere e delle cave: 3,04 miliardi di tonnellate. [4]

La graduatoria cambia usando le tkm. In questo caso primeggiano alimentari, bevande e tabacco, con 311,1 miliardi di tkm. [4]

La differenza mostra perché il criterio di misura deve accompagnare ogni classifica. Il settore più pesante non coincide necessariamente con quello dalla maggiore prestazione.

Ferrovia: diminuisce la prestazione

Il comunicato del 14 settembre riporta 368,2 miliardi di tkm ferroviarie nel 2025. Erano 375,1 miliardi nel 2024: il calo è dell’1,8%. [5]

La rilevazione riguarda le principali imprese ferroviarie. La soglia è almeno 200 milioni di tkm oppure 500.000 tonnellate di merci. [5]

Germania, Polonia e Francia registrano rispettivamente 123,5, 54,3 e 34,4 miliardi di tkm. Il dato aggregato non descrive ogni corridoio. [5]

Che cosa non dimostra questo confronto

Il +1,8% stradale misura tonnellate. Il −1,8% ferroviario misura tkm. La simmetria numerica non dimostra un trasferimento equivalente dal treno al camion.

Questa è una conseguenza delle unità utilizzate, non una conclusione causale pubblicata da Eurostat. Per dimostrare uno spostamento servirebbero flussi confrontabili.

Inoltre, i risultati settoriali del 2025 non aggiornano automaticamente la distribuzione a cinque modalità riferita al 2024.

Quota e volume: un esempio riproducibile

Consideriamo due modalità ipotetiche. Nel primo anno, A produce 20 unità di trasporto e B ne produce 80.

La quota di A è 20 diviso 100: 20%. Nel secondo anno A resta a 20, mentre B sale a 100.

La nuova quota di A è 20 diviso 120: circa 16,7%. A perde 3,3 punti percentuali senza perdere trasporto.

L’esempio è inventato per illustrare il calcolo. Non rappresenta un Paese, un’impresa o una previsione.

Quando una quota diminuisce, occorre quindi controllare anche il valore assoluto. Il solo rapporto non identifica la causa della variazione.

Container e intermodalità: indicatori da distinguere

Eurostat pubblica anche indicatori sull’unitizzazione: trasporto in container e altre unità intermodali rispetto al totale della modalità. [6]

Questi indicatori descrivono l’uso delle unità di carico. Non coincidono con la distribuzione complessiva fra camion, treno e nave.

Per il potenziale trasferimento modale, Eurostat considera anche container carichi trasportati su strada per almeno 300 chilometri. [6]

Si tratta di un indicatore statistico di potenziale. Da solo non certifica la fattibilità commerciale di una specifica catena intermodale.

La lettura operativa proposta qui richiede verifiche aggiuntive: terminal disponibili, orari, capacità, costi e vincoli della merce.

Errori comuni nella lettura dei dati

  • Presentare l’anno di pubblicazione come anno del fenomeno osservato.
  • Confrontare una quota sulle cinque modalità con una quota soltanto terrestre.
  • Confondere crescita delle tonnellate e crescita delle tkm.
  • Interpretare una perdita di quota come prova di un calo assoluto.
  • Attribuire ai porti tutto il trasporto marittimo conteggiato territorialmente.
  • Trasformare un indicatore aggregato in una previsione per una singola rotta.

Soluzioni operative: una scheda per ogni indicatore

Per i report aziendali proponiamo una scheda di accompagnamento. È una raccomandazione redazionale, non uno standard Eurostat.

La scheda dovrebbe conservare fonte, collegamento, data di consultazione, anno osservato, territorio, unità e modalità incluse.

Occorre annotare anche eventuali esclusioni, stime e revisioni. Un valore copiato senza queste informazioni diventa difficile da verificare successivamente.

Per valutare un corridoio, suggeriamo poi di affiancare ai dati generali informazioni sul servizio effettivamente acquistabile.

Un confronto utile comprende frequenza, tempi complessivi, affidabilità, movimentazioni ai terminal e disponibilità di capacità. Non basta la quota europea della modalità.

Domande frequenti

Il 25,7% significa che un quarto delle spedizioni viaggia su camion?

No. La percentuale riguarda tkm nel confronto Eurostat fra cinque modalità per il 2024. Non conta le spedizioni. [1]

I dati pubblicati nel 2026 descrivono tutti il 2026?

No. Il quadro modale qui riportato riguarda il 2024. I comunicati settoriali di settembre riguardano il 2025. [1][4][5]

Questi numeri dimostrano un trasferimento dalla ferrovia alla strada?

Da soli non lo dimostrano. Le variazioni richiamate utilizzano unità differenti e non ricostruiscono il percorso delle stesse merci.

Una modalità con quota piccola è poco importante per ogni impresa?

La quota aggregata non risponde a questa domanda. Per una scelta aziendale servono dati relativi a merci, rotte e servizi pertinenti.

Fonti e metodo

Questo dossier confronta pubblicazioni ufficiali e relative definizioni. Non presenta un’indagine sul campo né stime originali sul mercato.

I calcoli didattici sono esplicitamente separati dai dati osservati. Le raccomandazioni operative rappresentano proposte redazionali.

Fonti consultate il 27 settembre 2026:

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Francesco

Ingegnere informatico, Consulente logistico e co-founder di Gazzetta Logistica. Mi occupo di Logistica dal 2012. Da alcuni anni lavoriamo alla realizzazione del software gestionale SWEET per la gestione del magazzino e dei trasporti, il quale sta riscontrando un buon successo nelle varie installazioni.

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