Magazzino multi-canale: come un’azienda del foodservice ha messo ordine tra e-commerce, marketplace e GDO

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Magazzino foodservice organizzato per spedizioni e-commerce, pallet e distribuzione

Gestire un magazzino con circa 10.000 SKU e ordini che arrivano contemporaneamente da e-commerce, marketplace, clienti tradizionali e grande distribuzione è una delle sfide più comuni — e più sottovalutate — per le PMI del settore.

Non è tanto il volume giornaliero a complicare il lavoro, quanto la convivenza di regole diverse nello stesso spazio fisico: un ordine B2C da pochi pezzi, una preparazione marketplace con cut-off stretto, una consegna al cliente storico e un pallet verso la GDO. Se i canali non condividono giacenze, ubicazioni e priorità, il magazzino diventa un insieme di procedure parallele.

È il caso di Graziano s.a.s., azienda specializzata in decorazioni per dolci e prodotti per il foodservice, che movimenta in media 35 ordini al giorno con un team di 8 operatori in magazzino.

Il problema: troppa conoscenza, troppo poca tracciabilità

Prima dell’introduzione di un WMS strutturato, gran parte delle attività di magazzino in Graziano veniva gestita manualmente o attraverso procedure separate. La preparazione degli ordini dipendeva fortemente dall’esperienza dei singoli operatori, con conseguenze tipiche di questo scenario:

  • difficoltà a conoscere in tempo reale giacenze e ubicazioni esatte dei prodotti
  • tempi di picking più lunghi
  • maggior rischio di errore in fase di spedizione
  • gestione sempre più complessa al crescere di articoli e canali di vendita

Un pattern che chi lavora in logistica riconosce facilmente: finché il magazzino è piccolo, «lo sa l’operatore storico» funziona. Appena il catalogo e i canali si moltiplicano, quel modello smette di reggere. Non perché le persone siano meno capaci, ma perché la conoscenza individuale non scala: va in ferie, non si trasferisce in due minuti a un nuovo assunto e non è interrogabile da chi, in ufficio, deve promettere una data di spedizione.

Cosa è cambiato con l’introduzione del WMS

Con l’adozione di SWEET WMS, Graziano ha centralizzato la gestione del magazzino attorno a un flusso guidato: gli operatori vengono accompagnati nelle attività di prelievo, controllo e preparazione ordini, con tracciabilità delle movimentazioni e visione aggiornata delle giacenze in tempo reale.

I risultati riportati dall’azienda non sono percentuali di laboratorio, ma effetti operativi riconoscibili:

  • tempi di preparazione ordini ridotti
  • maggiore ordine fisico e organizzativo in magazzino
  • miglior coordinamento tra ufficio, reparto logistico e spedizioni
  • minor dipendenza dalla conoscenza individuale dei singoli operatori
  • riduzione del rischio di errore

Come sintetizza Cosimo Graziano: «WMS Sweet ci ha permesso di rendere il magazzino più organizzato, veloce e controllabile, riducendo gli errori e semplificando il lavoro quotidiano degli operatori.»

Il punto interessante, per chi legge da fuori, non è lo strumento in sé. È il passaggio da un magazzino che “sa fare” perché qualcuno se lo ricorda, a un magazzino che sa fare perché il processo è visibile, ripetibile e controllabile.

I numeri del progetto

Il progetto ha previsto l’avviamento operativo in circa 20 settimane, comprese le integrazioni con PrestaShop e Amazon per il fronte e-commerce/marketplace, oltre ai principali corrieri nazionali (GLS, BRT, TNT) e ai sistemi gestionali già in uso in azienda.

Tra i moduli attivati: gestione ordini B2B/B2C, picking multi-ordine, ubicazioni e percorsi di prelievo, dashboard operativa con radiofrequenza, gestione ordini fornitore e documenti di trasporto/fatturazione.

Venti settimane non sono un “go-live lampo”. Sono il tempo tipico di un avviamento in cui il software deve parlarsi con shop, marketplace, corrieri e anagrafiche già esistenti. In altre parole: il progetto non è installare un WMS, è unificare il flusso degli ordini.

Una tendenza più ampia

Il caso Graziano riflette una dinamica che vediamo sempre più spesso tra le PMI italiane della logistica e del foodservice: l’e-commerce e i marketplace non sostituiscono i canali tradizionali, si sommano ad essi — e ogni canale in più, senza un sistema che lo gestisca in modo unificato, aumenta esponenzialmente la complessità operativa e il margine di errore.

Per chi sta valutando se “è il momento” di strutturare il magazzino, la domanda utile non è se il volume di 35 ordini al giorno giustifichi un WMS. È se il mix di canali, SKU e persone rende ancora sostenibile un modello basato sulla memoria operativa. Quando la risposta inizia a essere no, i sintomi sono già quelli descritti sopra: picking più lento, giacenze incerte, errori in spedizione e un ufficio che chiede conferme a voce.

La case history completa, con il perimetro tecnico del progetto, è pubblicata su gestionalemagazzino.com.

Nota

Fatti, moduli, integrazioni e citazione ripresi dalla case history Graziano s.a.s. L’inquadramento editoriale è a cura di Gazzetta Logistica.

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Francesco

Ingegnere informatico, Consulente logistico e co-founder di Gazzetta Logistica. Mi occupo di Logistica dal 2012. Da alcuni anni lavoriamo alla realizzazione del software gestionale SWEET per la gestione del magazzino e dei trasporti, il quale sta riscontrando un buon successo nelle varie installazioni.

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