Raccolta porta a porta: la logistica spiega perché i costi continuano ad aumentare

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Raccolta porta a porta: perché dal punto di vista logistico è il sistema più costoso?

Negli ultimi anni molti Comuni italiani hanno adottato il sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta”. L’obiettivo è chiaro: aumentare la raccolta differenziata, migliorare la qualità dei materiali recuperati e ridurre il ricorso alle discariche.

Dal punto di vista ambientale i risultati sono evidenti. Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2025 di ISPRA, nel 2024 la raccolta differenziata nazionale ha raggiunto il 67,7%, con l’Emilia-Romagna che sfiora il 79%, tra i migliori risultati in Italia. (ISPRA)

Ma esiste un aspetto di cui si parla molto meno: la logistica.

La logistica non perdona

Chi lavora nella Supply Chain conosce bene una regola fondamentale.

Più i punti di consegna (o di raccolta) sono numerosi, maggiore è il costo del servizio.

È il motivo per cui Amazon ha investito miliardi negli Amazon Locker, nei punti di ritiro e negli hub logistici.

Concentrare le consegne significa:

  • meno chilometri percorsi;
  • meno fermate;
  • maggiore produttività dei mezzi;
  • minor impiego di personale;
  • minori consumi di carburante;
  • migliore saturazione dei veicoli.

Il principio vale anche al contrario.

Se invece occorre fermarsi davanti a migliaia di abitazioni, raccogliendo pochi chilogrammi di rifiuti per ogni sosta, il costo logistico cresce inevitabilmente.

La raccolta porta a porta rappresenta infatti uno dei modelli distributivi più complessi esistenti.

Il costo della frammentazione

Dal punto di vista logistico ogni abitazione diventa un “punto di prelievo”.

Un operatore deve:

  • arrestare il mezzo;
  • movimentare i contenitori;
  • effettuare lo svuotamento;
  • riposizionare i bidoni;
  • ripartire.

Moltiplicando questa operazione per migliaia di utenze si comprende immediatamente come aumentino:

  • i tempi di percorrenza;
  • il numero di operatori;
  • il consumo di carburante;
  • l’usura dei mezzi;
  • il costo del lavoro.

In logistica questa viene definita frammentazione dei punti di servizio, uno dei principali fattori che determinano l’aumento dei costi operativi.

I numeri nazionali

Secondo ISPRA, nel 2024 il costo medio sostenuto dai Comuni italiani per il servizio di igiene urbana ha raggiunto 214,4 euro per abitante, contro i 197 euro del 2023 e i 192,3 euro del 2022. (Indicatori Ambientali)

L’incremento è stato quindi superiore all’11% in soli due anni.

Sempre nel 2024:

  • produzione di rifiuti urbani: 29,9 milioni di tonnellate (+2,3%);
  • raccolta differenziata nazionale: 67,7%;
  • Emilia-Romagna: 78,9% di raccolta differenziata. (ISPRA)

Questi dati dimostrano che la raccolta differenziata continua a migliorare.

Non dimostrano però che il sistema sia automaticamente il più economico.

Ambiente ed efficienza non sono sinonimi

È importante evitare un equivoco.

Affermare che il porta a porta sia costoso non significa sostenere che sia sbagliato.

Significa semplicemente riconoscere un principio logistico.

Ogni servizio altamente capillare comporta costi maggiori rispetto a un servizio concentrato.

È esattamente ciò che accade nelle consegne e-commerce, nella distribuzione dell’ultimo miglio, nei servizi postali e nelle reti di assistenza tecnica.

La logistica segue regole matematiche prima ancora che politiche.

La vera domanda

Forse la discussione pubblica dovrebbe cambiare prospettiva.

Non chiedersi soltanto:

“Il porta a porta aumenta la raccolta differenziata?”

Ma anche:

“Esistono modelli organizzativi che consentano di ottenere risultati ambientali analoghi con costi logistici inferiori?”

La risposta potrebbe arrivare da soluzioni ibride:

  • isole ecologiche intelligenti;
  • contenitori ad accesso controllato;
  • tariffazione puntuale;
  • ottimizzazione dei percorsi mediante algoritmi;
  • sensori di riempimento;
  • pianificazione dinamica dei giri di raccolta.

Sono tutte tecnologie già impiegate nella moderna logistica.

Conclusioni

Il dibattito sui rifiuti non dovrebbe essere ideologico.

La raccolta porta a porta rappresenta una scelta che offre importanti benefici ambientali, ma comporta inevitabilmente costi logistici più elevati.

Comprendere questi costi significa affrontare il tema con strumenti di analisi, dati e competenze organizzative.

Perché, alla fine, la gestione dei rifiuti è soprattutto un grande problema di logistica.

E come ogni problema logistico, può essere migliorato soltanto misurando, confrontando e ottimizzando i processi.

Fonti consigliate

  • Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 2025. (ISPRA)
  • Indicatori ambientali ISPRA – Costi di gestione dei rifiuti urbani. (Indicatori Ambientali)
  • Indici ISTAT dei costi di gestione dei rifiuti 2024. (Istat)

GazzettaLogistica.it

DavideLega.com

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Davide Lega

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