I primi Transpallet a pedana: l’origine della movimentazione moderna

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Prima delle forche: una pedana su ruote

Quando si parla di storia del Transpallet, si pensa a forche e idraulica. In realtà, l’origine della movimentazione moderna è molto semplice e affascinante.

Prima dei Transpallet a forche, troviamo i Transpallet a pedana: carrellini dotati di piattaforma rettangolare, progettati per inserirsi sotto slitte  (chiamate skid) in legno a quattro piedi o con traverse, per sostenere il carico e spostarlo in sicurezza. Non si tratta di strumenti per la logistica distributiva. Nascevano per officine meccaniche, magazzini di tabacco e ambienti industriali, dove il carico doveva essere trasportato e lavorato.

Il primo brevetto: Walter Knight (1902)

Il primo brevetto riconducibile a un  Transpallet a pedana è attribuito a  Walter Knight, depositato il 13 gennaio 1902 a Hamilton, Ohio, con il numero seriale 702969.

Per Knight, un transpallet è:

  • capace di muoversi in qualsiasi direzione
  • utilizzabile come base di lavoro
  • progettato per resistere a sollevamenti gravosi

Il Transpallet per Knight era composto da una piattaforma montata su ruote piroettanti, sostenuta da barre mobili con supporti a manovella. Il sollevamento avveniva tramite un unico albero continuo a doppia manovella.

Non era solo un mezzo di trasporto, ma un piano operativo mobile.

In un’epoca in cui il pallet standardizzato non esisteva ancora, il piano di lavoro era sollevato in altezza e posizione necessaria.

Transpallet a pedana: L’evoluzione americana: John B. Martin (1918)

Dopo la Prima guerra mondiale, un brevetto analogo viene depositato da John B. Martin, anch’egli residente a Cincinnati, nella contea di Hamilton. La coincidenza geografica non è casuale: l’area dell’Ohio, fortemente industrializzata, rappresentava un laboratorio di innovazioni legate alla movimentazione merci.

Il Transpallet a pedana inizia, così, a diffondersi come soluzione trasversale per:

  • officine meccaniche
  • magazzini industriali
  • impianti di imballaggio

Si consolida il concetto di piattaforma mobile inseribile sotto il carico.

L’interpretazione inglese: Donald Munro (1922)

Nel 1922, in Inghilterra, Donald Munro propone un transpallet  più evoluto.

La base rettangolare è ben definita. Il transpallet viene spinto sotto il pianale del carico e una componente elevatrice integrata ne consente il sollevamento.

Munro evidenzia tre elementi fondamentali:

  • semplicità costruttiva
  • robustezza
  • affidabilità nel sollevamento

Compare il riferimento a un controllo idraulico: porterà ai transpallet con forche e sistemi idraulici moderni.

 

I Transpallet a pedana: fondamenti della logistica

I primi Transpallet a pedana rappresentano un passaggio cruciale perché:

  1. introducono il concetto di carrello
  2. integrano trasporto e funzione operativa
  3. preparano la strada alla standardizzazione del pallet

Il Transpallet a pedana precede quello a forche.

L’esigenza produttiva di movimentazione favorisce i flussi logistici.

Dalla pedana alle forche: l’inizio della logistica moderna

Con la diffusione del pallet standardizzato nel Secondo dopoguerra, la piattaforma a pedana lascia progressivamente spazio alle forche, più leggere e funzionali all’inserimento sotto i carichi.

Senza i primi transpallet a pedana però:                                                                 

  • non ci sarebbe stato il sollevamento integrato
  • non ci sarebbe stata l’abbinamento tra movimentazione e processo produttivo

La storia del Transpallet inizia molto prima delle forche: una pedana su ruote, pensata per resistere al lavoro nella nascente industria.

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Davide Lega

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