Ryanair cancella voli per la Sardegna

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ROMA – Vita non facile per gli abitanti sardi per quel che riguarda i collegamenti aerei.
A inizio mese l’assessorato dei Trasporti, sulla base di quanto stabilito dal decreto 10 Agosto 2023 (Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici) aveva segnalato all’autorità garante della concorrenza e del mercato, la tariffa di vendita del biglietto della compagnia aerea Volotea che per la tratta Olbia-Roma veniva chiesta una somma di 410,17 euro.
Una tariffa superiore di cinque volte quella massima applicabile ai titoli di viaggio in continuità territoriale per i residenti in Sardegna.

“La tariffa proposta -aveva commentato l’assessore dei Trasporti, Antonio Moro– è figlia di quelle politiche di prezzo e di profitto, caratterizzate da un alto tasso di speculazione che, in un momento di picco della domanda, come è quella che si manifesta nel cosiddetto controesodo, praticano alcune compagnie che operano sulle rotte da e per la Sardegna. Il fenomeno in danno della nostra Isola è ancor più grave, perché si manifesta in uno dei collegamenti della continuità territoriale, dove come è noto, il vettore opera in regime di esclusività”.

Oggi la nuova stangata arriva da Ryanair che annuncia di essere “costretta a ridurre dell’8% il proprio operativo invernale ‘23 per la Sardegna a seguito dell’introduzione di un decreto che fissa un limite illegale sui prezzi emanato dal Governo Italiano, a causa del quale sono state cancellate tre rotte nazionali per Trieste (da Cagliari), Bari e Treviso (entrambe da Alghero) e ridotte le frequenze su altre 7 rotte, compresi 6 collegamenti nazionali essenziali per Roma, Milano (Bergamo e Malpensa), Catania, Napoli e Venezia, oltre a Bruxelles Charleroi”.
Un decreto che in una nota la società giudica “illogico, fissando un tetto illegale sui prezzi”.
Questo quello che sarà garantito per l’inverno: “L’impegno di Ryanair verso la Sardegna è sostenuto dal rapporto di lunga data con aeroporti regionali come Cagliari e Alghero, dove trasporteremo circa 3,2 milioni di passeggeri quest’anno avvalendoci di 2 aerei basati, che rappresentano un investimento di 200 milioni di dollari a Cagliari, supportando circa 2.700 posti di lavoro in loco inclusi 60 nel settore dell’aviazione, altamente retribuiti. Purtroppo Ryanair non sarà in grado di sbloccare il vero potenziale della Sardegna se il Governo Italiano continua ad introdurre unilateralmente decreti illogici ed illegali da Roma che, come evidenziato dall’annuncio di oggi, servono solo a danneggiare la connettività insulare, in particolare nei mesi invernali non di punta, quando compagnie aeree efficienti come Ryanair in genere scontano fortemente le tariffe per stimolare la domanda”.
L’operativo invernale sarà inferiore dell’8% rispetto allo scorso anno, con oltre 200 voli settimanali da/per Cagliari ed Alghero, con oltre 180 voli settimanali tra la Sardegna e l’Italia continentale,
“In qualità di compagnia aerea low cost n. 1 in Europa, Italia e Sardegna, Ryanair chiede al Governo Italiano di ritirare il decreto che impone un tetto massimo ai prezzi” commenta il chief commercial officer di Ryanair Jason McGuinness.
“A seguito di questo decreto, Ryanair è stata costretta ad annunciare un operativo invernale ’23 ridotto per Cagliari (-6% rispetto a Winter ’22) e Alghero (-16% rispetto a Winter ’22) inclusa la cancellazione dei collegamenti nazionali con Trieste, Bari e Treviso e le riduzioni di frequenze su 6 rotte nazionali essenziali verso Roma, Milano (Bergamo e Malpensa), Catania, Napoli e Venezia, nonché Bruxelles Charleroi.
I principi economici di base impongono che l’unica soluzione credibile ed a lungo termine per abbassare le tariffe tra la Sardegna e la Sicilia e l’Italia continentale, sia aumentare il numero di voli offerti. È inspiegabile che il Governo Italiano continui a ignorare questi principi economici fondamentali perseguendo invece politiche illogiche ed illegali che non fanno nulla per aumentare l’offerta di posti tra le Isole e la terraferma”.
La richiesta guarda anche all’addizionale municipale che aggiunge 6,50 euro al prezzo pagato da ogni uomo, donna e bambino che viaggia dalle Isole alla terraferma, che il Governo, dicono dalla compagnia aerea, potrebbe abolire.
“Se l’addizionale municipale venisse abolita, Ryanair avrebbe le risorse e gli aerei per reagire immediatamente e aggiungere fino a 2 milioni di posti in più per la Sardegna e 3 milioni di posti in più per la Sicilia a partire dal 2024”.
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