Piloda Group accelera lo sviluppo del porto di Manfredonia
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Contenuti Articolo
- Piano Porti: Piloda Group accelera lo sviluppo del porto di Manfredonia
- Cos’è il progetto di rifunzionalizzazione del Bacino ad Alti Fondali
- Un nuovo modello operativo per i porti italiani
- Infrastrutture portuali e transizione energetica
- Tre poli produttivi integrati
- La sfida ingegneristica del pontile offshore
- Economia circolare e sostenibilità ambientale
- Valorizzazione del territorio e occupazione locale
- Errori comuni nei grandi progetti portuali
- Soluzioni operative adottate da Piloda Group
- Un modello replicabile per i porti italiani
- FAQ
- Conclusioni
Piano Porti: Piloda Group accelera lo sviluppo del porto di Manfredonia
Il sistema portuale italiano continua a evolversi verso un modello sempre più integrato, sostenibile e strategico per la logistica nazionale. In questo scenario si inserisce il nuovo progetto di Piloda Group per la rifunzionalizzazione del Bacino ad Alti Fondali di Manfredonia, una delle operazioni infrastrutturali più innovative oggi in corso nel Mezzogiorno.
L’intervento rappresenta un caso concreto di integrazione tra costruzioni marittime, cantieristica navale, logistica industriale e sostenibilità ambientale. Il progetto si sviluppa nell’ambito del Piano Porti nazionale e introduce un approccio operativo mai applicato prima in Italia: i lavori sul pontile procederanno senza interrompere l’operatività portuale.
Cos’è il progetto di rifunzionalizzazione del Bacino ad Alti Fondali
Il Bacino ad Alti Fondali di Manfredonia è uno snodo strategico per la movimentazione di componenti industriali e per il supporto logistico ai parchi eolici della Puglia.
L’intervento prevede:
- la ricostruzione di circa 2,5 km di pontile offshore
- la sostituzione delle strutture deteriorate in calcestruzzo
- l’installazione di nuovi impalcati metallici
- il mantenimento delle attività operative del porto durante i lavori
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Piloda Group e Nautilus, società specializzata nelle costruzioni marittime. La partnership si è evoluta nella nuova società consortile NA.VE. Scarl.
Un nuovo modello operativo per i porti italiani
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda la gestione delle lavorazioni.
Per la prima volta nel Mezzogiorno, le attività di revamping vengono eseguite senza smantellare completamente la struttura esistente. Questo consente:
- continuità operativa dello scalo
- riduzione dei tempi di fermo
- minori impatti logistici
- maggiore efficienza della supply chain portuale
Dal punto di vista logistico, si tratta di una scelta estremamente strategica. Fermare un porto significa rallentare trasporti, movimentazioni industriali e attività energetiche.
Infrastrutture portuali e transizione energetica
Il progetto di Manfredonia si collega direttamente alla crescita della filiera delle energie rinnovabili.
Il porto viene infatti utilizzato per la movimentazione delle componenti eoliche destinate ai parchi della Puglia. Il potenziamento del Bacino ad Alti Fondali contribuisce quindi alla logistica della transizione energetica nazionale.
Questa integrazione tra infrastrutture portuali ed energia rappresenta uno dei pilastri del nuovo Piano Porti italiano.
Tre poli produttivi integrati
L’organizzazione del progetto si sviluppa attraverso una filiera distribuita su tre poli operativi principali:
Manfredonia
- attività offshore
- installazioni in mare
- posa delle strutture
Piloda Shipyard di Brindisi
- assemblaggio degli impalcati metallici
- lavorazioni industriali
- logistica navale
- caricamento su barge
Centri produttivi esterni
I componenti metallici vengono prodotti in diversi siti specializzati, principalmente nel Nord Italia.
Questo modello permette di:
- ridurre congestione locale
- abbattere emissioni
- ottimizzare i tempi produttivi
- migliorare il coordinamento logistico
La sfida ingegneristica del pontile offshore
L’intervento presenta una complessità tecnica elevata.
Gli elementi esistenti in calcestruzzo armato, alcuni fino a 150 tonnellate, vengono sostituiti con nuove strutture metalliche da circa 60 tonnellate.
La scelta dell’acciaio segue le tendenze più avanzate dell’ingegneria marittima moderna:
- maggiore durabilità
- minore manutenzione
- riduzione dei costi futuri
- migliori performance strutturali
Secondo Antonio Di Palo, Project Manager di Piloda, uno degli aspetti più importanti è stato garantire la continuità delle attività di scarico delle componenti eoliche durante tutte le fasi operative.
Economia circolare e sostenibilità ambientale
Il progetto integra anche un approccio avanzato alla sostenibilità ambientale.
Il materiale demolito viene completamente recuperato attraverso processi di trattamento degli inerti da demolizione. Il calcestruzzo viene quindi riutilizzato come materia prima seconda.
Questo approccio consente di:
- ridurre i rifiuti speciali
- limitare l’impatto ambientale
- favorire l’economia circolare
- diminuire il consumo di nuove materie prime
Valorizzazione del territorio e occupazione locale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’impatto occupazionale.
Circa il 90% della forza lavoro impiegata opera sul territorio locale. Tra attività dirette e indotto, il progetto potrebbe coinvolgere fino a 200 addetti.
Questo approccio rafforza:
- competenze territoriali
- occupazione specializzata
- filiera industriale locale
- crescita economica regionale
Errori comuni nei grandi progetti portuali
Nei progetti infrastrutturali complessi vengono spesso commessi errori che generano ritardi e inefficienze.
- blocco totale delle attività portuali
- scarsa integrazione della filiera
- logistica di cantiere inefficiente
- utilizzo di materiali poco durevoli
- mancata pianificazione ambientale
- scarso coinvolgimento del territorio
Soluzioni operative adottate da Piloda Group
Piloda Group ha adottato diverse soluzioni operative avanzate:
- prefabbricazione esterna degli impalcati
- utilizzo di acciaio di nuova generazione
- logistica navale integrata
- coordinamento continuo con le autorità portuali
- recupero completo dei materiali demoliti
- utilizzo di competenze multisettoriali
Un modello replicabile per i porti italiani
L’ultimazione dell’opera è prevista entro metà 2027.
Il progetto potrebbe diventare un modello replicabile per altri porti italiani, soprattutto nelle aree strategiche del Mediterraneo.
FAQ
Cos’è il Bacino ad Alti Fondali di Manfredonia?
È un’infrastruttura portuale strategica utilizzata per attività industriali, logistiche ed energetiche, in particolare per il settore eolico.
Qual è la principale innovazione del progetto Piloda?
I lavori vengono eseguiti senza interrompere le attività operative del porto, evitando lo smantellamento completo della struttura esistente.
Quale ruolo ha la sostenibilità nel progetto?
Il progetto utilizza materiali riciclabili, recupera il calcestruzzo demolito e riduce l’impatto ambientale grazie alla prefabbricazione fuori sito.
Quando termineranno i lavori?
L’ultimazione dell’intervento è prevista entro la metà del 2027.
Chi sono i soggetti coinvolti?
Il progetto è sviluppato da Piloda Group insieme a Nautilus attraverso la società consortile NA.VE. Scarl.
Conclusioni
Il progetto del Bacino ad Alti Fondali di Manfredonia rappresenta un esempio concreto di come i porti italiani possano evolversi verso modelli più moderni, sostenibili e integrati.
La combinazione tra competenze industriali, continuità operativa e attenzione ambientale mostra una direzione chiara per il futuro della logistica marittima italiana.
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TAG: logistica portuale, piano porti, piloda group, porto di manfredonia, infrastrutture portuali, cantieristica navale, supply chain, transizione energetica, porti italiani, nautilus
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