Decarbonizzare lo shipping inizia nei porti

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Luca Brandimarte
NAPOLI – Non v’è nessun dubbio sul fatto che lo shipping sia anch’esso, al pari di molti altri settori industriali, al centro delle politiche per la decarbonizzazione, di matrice nazionale, ma più sovente europea e internazionale. Non è questa la sede per una approfondita disamina delle varie regolazioni che interessano da vicino l’armamento, ma è bene ribadirle, per quanto in breve: abbiamo l’ETS, Emission Trading System che, per quanto non ancora a pieno regime, è in vigore dallo scorso 1° gennaio; v’è poi la Fuel EU, con il suo regime sanzionatorio in caso di non ottemperanza; e infine il CII (Carbon Intensity Indicator) che prevede un rating per le navi, del tutto simile – per usare un esempio di immediata comprensione – a quello degli elettrodomestici che abbiamo in casa, che in questo caso va dalla A alla E, in cui il primo indicatore rappresenta la migliore prestazione in termini ambientali e l’ultimo la peggiore, situazione in cui l’unità non potrebbe più navigare.
Se insomma la “nave” è al centro delle politiche di sostenibilità – e gli armatori sono quindi chiamati a fare i “compiti a casa”, cosa che sta avvenendo, e più avanti vedremo come – è indiscutibile il fatto che tutti gli attori del comparto siano chiamati a fare la loro parte. Il titolo del panel che ho svolto alla Naples Week per Assarmatori è “Nessun porto è un’isola”; ebbene anche nessuna nave è un’isola, e per arrivare all’obiettivo decarbonizzazione, rispettando questo complesso impianto regolatorio, ha necessità di avere lato terra infrastrutture adeguate e funzionanti. In questo contesto si inserisce il Cold-Ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine che permette alle navi, una volta in sosta in porto, di spegnere i motori e attingere l’energia direttamente da terra. A Barcellona, è notizia recente, nei giorni scorsi per la prima volta anche una nave portacontainer ha potuto usufruire di questo servizio, per la prima volta nel Mediterraneo. Ma anche in Italia ci stiamo muovendo. Come noto, il Fondo Complementare al PNRR ha previsto 700 milioni di euro di investimenti proprio in materia di elettrificazione delle banchine e le varie AdSP, per quanto ci consta, hanno iniziato a muoversi in tal senso ai fini della realizzazione dell’infrastruttura in banchina. 
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