Crolli e Near Miss in Magazzino: obblighi del Preposto, verifiche delle scaffalature e responsabilità

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​Crolli e Near Miss in Magazzino: perché il silenzio può trasformarsi in una tragedia

di Mattia Facchini

Nel quotidiano di un magazzino, il confine tra una normale giornata di lavoro e un grave incidente può essere estremamente sottile. Un carrello elevatore che urta una spalla della scaffalatura, una manovra imprecisa durante un prelievo in quota, un pallet instabile che perde equilibrio: sono situazioni che ogni Warehouse Manager conosce bene.

Quando si verifica un danno materiale, l’attenzione si concentra immediatamente sui costi. Ma cosa accade quando un crollo o un cedimento non provocano feriti?

Troppo spesso la risposta è una sola: nulla.

Ed è proprio questo il problema.

Nel linguaggio della sicurezza questi eventi vengono definiti Near Miss o mancati incidenti: situazioni che avrebbero potuto provocare danni a persone, impianti o merci, ma che per una combinazione di circostanze fortunate non hanno prodotto conseguenze immediate.

Ignorare un Near Miss significa rinunciare a una delle più preziose opportunità di prevenzione disponibili in azienda.

La segnalazione degli eventi: un passaggio fondamentale

Il D.Lgs. 81/08 attribuisce al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti il compito di garantire la sicurezza dei lavoratori attraverso attività di vigilanza, controllo e prevenzione.

Per questo motivo ogni evento anomalo, crollo, urto significativo o mancato incidente dovrebbe essere immediatamente registrato e analizzato attraverso una procedura aziendale formalizzata.

La documentazione dell’evento consente infatti di:

  • ricostruire con precisione la dinamica;
  • individuare le cause tecniche e organizzative;
  • attivare tempestivamente le misure correttive;
  • dimostrare l’adozione di un sistema di prevenzione efficace.

La cultura del “non è successo niente” rappresenta uno dei principali fattori di rischio nei magazzini moderni.

Cosa fare immediatamente dopo un crollo o un urto significativo

Dopo un evento che coinvolga scaffalature, carrelli elevatori o strutture portanti, la priorità assoluta deve essere la messa in sicurezza dell’area.

Le operazioni dovrebbero prevedere:

1. Blocco immediato dell’area interessata

La zona coinvolta deve essere delimitata e resa inaccessibile fino al completamento delle verifiche tecniche.

2. Ispezione delle scaffalature

La norma UNI EN 15635 prevede controlli periodici delle scaffalature industriali e l’intervento di personale competente in presenza di danni strutturali.

Urti, deformazioni, piegature dei montanti o dei correnti non devono mai essere sottovalutati.

3. Verifica del carrello elevatore coinvolto

Anche il mezzo deve essere sottoposto a controllo straordinario per verificare eventuali danni ai sistemi di sicurezza, alle forche, al montante o all’impianto idraulico.

Consentire l’utilizzo di un mezzo potenzialmente danneggiato può aumentare significativamente il rischio di ulteriori incidenti.

Scaffalature industriali: quando il problema nasce molto prima del crollo

Spesso il crollo rappresenta soltanto l’ultimo anello di una catena di criticità che si trascina da tempo.

Una corretta Root Cause Analysis deve verificare se la scaffalatura fosse mantenuta in conformità alle prescrizioni tecniche e alle indicazioni del costruttore.

Ancoraggio delle spalle

Le piastre di base devono essere fissate alla pavimentazione mediante sistemi di ancoraggio idonei e conformi alle specifiche progettuali.

Un ancoraggio insufficiente può compromettere la stabilità dell’intera struttura.

Sistemi di sicurezza dei correnti

Le travi orizzontali devono essere dotate dei dispositivi di bloccaggio previsti dal costruttore.

L’assenza o il danneggiamento di tali sistemi può provocare lo sganciamento accidentale del corrente e il conseguente collasso della campata.

Protezioni contro gli urti

Paracolpi, protezioni dei montanti e sistemi anticollisione rappresentano strumenti essenziali per limitare i danni provocati dai carrelli elevatori.

Le responsabilità del Preposto

La figura del Preposto assume un ruolo centrale nella gestione della sicurezza.

L’articolo 19 del D.Lgs. 81/08 gli attribuisce il compito di vigilare sul rispetto delle procedure aziendali e delle disposizioni di sicurezza.

Ciò significa che il Preposto deve:

  • segnalare immediatamente situazioni di pericolo;
  • interrompere attività potenzialmente rischiose;
  • richiedere gli interventi necessari per la messa in sicurezza;
  • vigilare sul rispetto delle procedure operative.

Ignorare una scaffalatura danneggiata, tollerare l’utilizzo di pallet non idonei o omettere la segnalazione di un evento significativo può comportare gravi responsabilità in caso di successivo incidente.

Come dovrebbe essere strutturato un verbale di Near Miss

Per essere realmente utile, la segnalazione deve raccogliere informazioni precise e verificabili.

Dati dell’evento

  • Data e ora.
  • Area o corsia interessata.
  • Mezzi e strutture coinvolte.

Descrizione oggettiva

  • Ricostruzione dei fatti.
  • Sequenza temporale dell’evento.
  • Eventuali testimoni presenti.

Analisi delle cause

  • Errori operativi.
  • Carenze procedurali.
  • Problemi strutturali o manutentivi.

Azioni correttive

  • Misure immediate adottate.
  • Attività di verifica programmate.
  • Responsabili delle azioni e tempistiche.

La vera differenza tra fortuna e prevenzione

Ogni Near Miss rappresenta un avvertimento.

Quando una scaffalatura non crolla per pochi centimetri o un pallet sfiora un operatore senza colpirlo, non significa che il sistema abbia funzionato: significa semplicemente che si è stati fortunati.

Le organizzazioni più mature non misurano la sicurezza contando gli incidenti avvenuti, ma analizzando sistematicamente quelli che avrebbero potuto accadere.

Solo attraverso la registrazione degli eventi, le verifiche tecniche e l’analisi delle cause è possibile trasformare un mancato incidente in un’opportunità di miglioramento continuo e di tutela della vita dei lavoratori.


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Davide Lega

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