Giorni di copertura scorte: come calcolarli e interpretarli correttamente
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I giorni di copertura scorte indicano per quanto tempo il magazzino può sostenere il consumo previsto.
Una giacenza di mille pezzi può sembrare elevata. Tuttavia, potrebbe coprire soltanto pochi giorni di vendita.
Al contrario, cento pezzi possono rappresentare una disponibilità sufficiente per diversi mesi.
Il valore assoluto della giacenza non basta quindi a descrivere la situazione.
La copertura trasforma la quantità presente in un indicatore temporale. Questo rende più comprensibili priorità e rischi.
Contenuti Articolo
- Che cosa sono i giorni di copertura delle scorte
- Un esempio di calcolo
- Giacenza e disponibilità non sono la stessa cosa
- Come calcolare il consumo medio giornaliero
- Perché la copertura non deve essere uguale per tutti
- Copertura residua e copertura obiettivo
- Come interpretare l’indice di copertura scorte
- Quando una copertura elevata diventa un problema
- Errori comuni nel calcolo della copertura
- Soluzioni operative per usare bene la copertura
- Domande frequenti sui giorni di copertura
- Conclusioni
- Vuoi restare aggiornato sul mondo della logistica?
Che cosa sono i giorni di copertura delle scorte
I giorni di copertura misurano quanti giorni di domanda possono essere soddisfatti con la disponibilità attuale.
La formula semplificata è:
Giorni di copertura = disponibilità di magazzino ÷ consumo medio giornaliero
Il risultato deve essere confrontato con il tempo necessario per ricevere nuova merce.
Un articolo può avere quindici giorni di copertura. Il dato sembra positivo, ma cambia significato con un lead time di venti giorni.
In quella situazione, la copertura è già insufficiente.
Un esempio di calcolo
Un articolo presenta una disponibilità di 480 unità.
Il consumo medio giornaliero è di 32 unità.
Il calcolo diventa:
480 ÷ 32 = 15 giorni
Il magazzino può quindi sostenere circa quindici giorni di consumo.
Il fornitore impiega dodici giorni per consegnare. Restano soltanto tre giorni di margine.
Un ritardo, una promozione o un aumento degli ordini potrebbero annullare rapidamente quel margine.
La lettura dell’indice deve quindi includere sempre il tempo di approvvigionamento.
Giacenza e disponibilità non sono la stessa cosa
Il calcolo non dovrebbe utilizzare automaticamente la giacenza fisica.
Una parte dei prodotti può essere già destinata agli ordini acquisiti. Altri pezzi potrebbero essere bloccati o non utilizzabili.
La disponibilità effettiva può essere calcolata considerando:
- giacenza presente;
- quantità impegnate;
- ordini clienti aperti;
- prodotti danneggiati;
- merce in controllo qualità;
- trasferimenti pianificati;
- ordini fornitori confermati;
- date previste di consegna.
La merce in arrivo può essere considerata soltanto quando la data è compatibile con il fabbisogno.
Cento pezzi attesi tra trenta giorni non risolvono una mancanza prevista per la prossima settimana.
Come calcolare il consumo medio giornaliero
Il consumo medio giornaliero sembra un dato semplice. In realtà può cambiare molto secondo il periodo osservato.
La formula base è:
Consumo medio giornaliero = quantità venduta o consumata ÷ giorni del periodo
Un articolo con 900 vendite in trenta giorni registra una media di trenta pezzi giornalieri.
La media deve però essere interpretata. Potrebbe includere promozioni, giornate senza disponibilità o ordini eccezionali.
È utile confrontare più periodi:
- ultimi trenta giorni;
- ultimi tre mesi;
- ultimi sei mesi;
- stesso periodo dell’anno precedente;
- periodo precedente a una promozione;
- andamento recente degli ordini.
La finestra corretta dipende dal comportamento dell’articolo.
Perché la copertura non deve essere uguale per tutti
Non esiste un numero di giorni valido per ogni prodotto.
Un articolo economico, veloce e strategico può richiedere una copertura elevata.
Un prodotto costoso e facilmente reperibile può essere gestito con una copertura più bassa.
La copertura desiderata dipende da:
- velocità di rotazione;
- valore unitario;
- ingombro;
- stagionalità;
- affidabilità del fornitore;
- lotti minimi;
- conseguenze dello stock-out;
- rischio di obsolescenza.
Mantenere sessanta giorni di copertura su tutto il catalogo può generare forti squilibri.
Alcuni prodotti rimarranno fermi. Altri continueranno a esaurirsi.
Copertura residua e copertura obiettivo
La copertura residua descrive quanti giorni restano con la disponibilità attuale.
La copertura obiettivo indica invece quanti giorni l’azienda desidera garantire dopo il nuovo acquisto.
Questa distinzione aiuta a calcolare la quantità da ordinare.
Supponiamo che un articolo venda dieci pezzi al giorno.
La copertura residua è di otto giorni. L’obiettivo aziendale è raggiungere trenta giorni.
Servono quindi altri ventidue giorni di consumo, pari a 220 pezzi.
Il calcolo reale dovrà poi considerare lotti, ordini aperti e quantità già in arrivo.
Come interpretare l’indice di copertura scorte
L’indice non deve essere letto isolatamente.
Può essere confrontato con tre riferimenti principali:
- lead time del fornitore;
- frequenza con cui vengono preparati gli ordini;
- scorta di sicurezza desiderata.
Se il fornitore consegna in dieci giorni, una copertura di dodici giorni lascia poco margine.
Se gli ordini vengono elaborati soltanto ogni venerdì, bisogna considerare anche il ciclo di revisione.
Un prodotto controllato oggi potrebbe non essere riesaminato prima di altri sette giorni.
La copertura minima dovrebbe quindi includere il tempo fino alla prossima revisione.
Quando una copertura elevata diventa un problema
Più giorni di copertura non significano sempre maggiore efficienza.
Una copertura eccessiva può indicare:
- acquisti sovradimensionati;
- riduzione della domanda;
- previsioni non aggiornate;
- prodotti a bassa rotazione;
- lotti minimi troppo elevati;
- articoli vicini all’obsolescenza;
- errori nella distinta o nei consumi.
L’eccesso di scorte occupa spazio e assorbe liquidità.
Può inoltre nascondere problemi commerciali. Un articolo fermo non diventa utile soltanto perché è disponibile.
Errori comuni nel calcolo della copertura
Usare la giacenza lorda
Le quantità già impegnate rendono il risultato troppo ottimistico.
Calcolare il consumo su un periodo non rappresentativo
Una media annuale può nascondere picchi stagionali e cambiamenti recenti.
Ignorare i giorni senza disponibilità
Le vendite registrate durante uno stock-out non rappresentano la domanda reale.
Considerare tutta la merce ordinata come disponibile
Una consegna prevista troppo tardi non protegge dal rischio immediato.
Impostare la stessa copertura per ogni articolo
Il catalogo contiene prodotti con rischi, valori e velocità differenti.
Controllare l’indice troppo raramente
La copertura cambia ogni giorno con vendite, prelievi e nuovi ordini.
Soluzioni operative per usare bene la copertura
L’indicatore deve essere aggiornato con dati affidabili e coerenti.
Una procedura efficace può prevedere:
- calcolare la disponibilità netta;
- scegliere una media adatta all’articolo;
- confrontare periodi recenti e storici;
- associare ogni prodotto al proprio lead time;
- definire una copertura obiettivo;
- evidenziare gli articoli sotto soglia;
- controllare separatamente prodotti stagionali;
- riesaminare gli articoli con copertura eccessiva.
L’obiettivo non è produrre un numero. Serve trasformare il dato in una priorità operativa.
Quando il catalogo cresce, può essere utile automatizzare il calcolo del fabbisogno di magazzino.
Un software può aggiornare l’indice usando vendite, ordini, giacenze e tempi dei fornitori.
Il responsabile può così concentrarsi sugli articoli critici, senza controllare manualmente ogni referenza.
Domande frequenti sui giorni di copertura
Come si calcolano i giorni di copertura delle scorte?
Si divide la disponibilità utilizzabile per il consumo medio giornaliero dell’articolo.
Qual è una buona copertura di magazzino?
Non esiste un valore universale. Dipende da lead time, rotazione, valore e rischio dello stock-out.
La merce ordinata deve essere inclusa nel calcolo?
Può essere inclusa nella disponibilità prevista. Occorre però verificare la data effettiva di consegna.
Una copertura elevata è sempre positiva?
No. Può indicare sovrascorta, bassa rotazione, previsioni errate o prodotti prossimi all’obsolescenza.
Ogni quanto bisogna aggiornare l’indice?
Gli articoli veloci richiedono aggiornamenti quotidiani. I prodotti lenti possono essere controllati con frequenza inferiore.
Conclusioni
I giorni di copertura rendono leggibile la relazione tra scorte e consumo.
L’indicatore permette di distinguere una giacenza abbondante da una disponibilità realmente sufficiente.
Il dato deve però essere collegato a lead time, ordini aperti e domanda futura.
Usato correttamente, aiuta a prevenire carenze e accumuli. Usato senza contesto può generare decisioni sbagliate.
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Francesco
Ingegnere informatico, Consulente logistico e co-founder di Gazzetta Logistica. Mi occupo di Logistica dal 2012. Da alcuni anni lavoriamo alla realizzazione del software gestionale SWEET per la gestione del magazzino e dei trasporti, il quale sta riscontrando un buon successo nelle varie installazioni.
