Interporti italiani: nel 2024 utili in crescita e oltre 52.800 treni movimentati
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Gli interporti italiani confermano il loro ruolo strategico nella logistica nazionale. Secondo una nuova analisi del Centro Studi di Fedespedi, nel 2024 le società di gestione degli interporti hanno registrato un fatturato aggregato di 214 milioni di euro e utili netti in crescita dell’8,7%. Un dato particolarmente significativo riguarda il traffico intermodale, che oggi rappresenta circa il 60% del traffico ferroviario merci nazionale.
Lo studio è stato presentato a Milano durante Transpotec & Logitec 2026 nell’ambito di un workshop promosso da Fedespedi dedicato all’evoluzione del sistema interportuale italiano. Interporti italiani: un settore centrale per la logistica
L’analisi ha coinvolto 24 società operative e fotografa un comparto composto complessivamente da 27 interporti distribuiti sul territorio nazionale.
Le strutture interportuali italiane sviluppano oltre 33,8 milioni di metri quadrati di superficie operativa e rappresentano uno snodo fondamentale per:
– trasporto intermodale – logistica ferroviaria – distribuzione merci – connessioni porto-ferrovia – integrazione ferro-gomma
Secondo lo studio, il settore continua a svolgere un ruolo decisivo per la competitività della supply chain italiana e per lo sviluppo dell’intermodalità. Fatturato 2024 in crescita e utili positivi
Nel 2024 il sistema interportuale italiano ha raggiunto:
– 214 milioni di euro di fatturato aggregato – crescita dello 0,8% rispetto al 2023 – utili netti pari a 10,6 milioni di euro – crescita degli utili dell’8,7%
Le società analizzate impiegano complessivamente 742 dipendenti, con un fatturato pro capite di circa 288.000 euro.
Tra gli interporti con i maggiori ricavi emergono:
– Interporto Rivalta Scrivia con 52,9 milioni di euro – Interporto di Padova con 40,1 milioni di euro – Interporto Sud Europa con 18 milioni di euro
Dal punto di vista economico-finanziario, i dieci principali interporti italiani mostrano un ROI intorno al 2% e un ROS dell’8%. Cresce il traffico intermodale ferro-gomma
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il trasporto intermodale.
Negli ultimi anni il traffico merci ferroviario italiano è cresciuto moderatamente. Tuttavia, la quota dell’intermodale sul totale ferroviario ha raggiunto circa il 60%, rispetto a meno della metà registrata nel 2010.
Questo dato conferma il consolidamento del modello ferro-gomma come soluzione strategica per:
– ridurre congestione stradale – migliorare sostenibilità – aumentare efficienza logistica – ottimizzare i corridoi europei
Nel 2024 gli interporti italiani hanno movimentato complessivamente oltre 52.800 treni. Verona e Padova guidano il traffico ferroviario
L’analisi evidenzia una forte concentrazione geografica del traffico nel Nord Italia.
L’82% del trasporto ferroviario e il 68% di quello stradale si concentrano infatti nelle regioni settentrionali.
Interporto di Verona si conferma il primo operatore nazionale con 14.600 treni movimentati, pari al 27,6% del totale.
Seguono:
– Interporto di Padova con 8.000 treni – Interporto Sud Europa con 4.000 treni – CIM Interporto di Novara con 3.800 treni – CEPIM Interporto di Parma con 3.800 treni – Interporto di Bologna con 3.000 treni
Complessivamente Verona, Padova e Novara movimentano circa il 50% dell’intero traffico ferroviario interportuale italiano. Il nuovo quadro normativo sugli interporti
Lo studio approfondisce anche l’impatto della nuova Legge quadro n. 177/2025, che definisce gli interporti come infrastrutture di rilevanza nazionale a gestione imprenditoriale.
La normativa introduce inoltre il Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica, con l’obiettivo di coordinare sviluppo infrastrutturale, competitività e pianificazione strategica del settore.
Per la logistica italiana si tratta di un passaggio importante, soprattutto in un contesto europeo sempre più orientato verso:
– sostenibilità – digitalizzazione – trasporto ferroviario – intermodalità – resilienza della supply chain
Errori comuni nello sviluppo dell’intermodalità
Molte aziende e territori continuano a sottovalutare alcuni aspetti chiave:
– scarsa integrazione ferro-gomma – limitato utilizzo del trasporto ferroviario – carenza di digitalizzazione – frammentazione infrastrutturale – mancanza di pianificazione intermodale
Questi elementi rallentano la competitività della logistica nazionale. Soluzioni operative per migliorare il sistema interportuale
Per aumentare l’efficienza degli interporti italiani sarà fondamentale:
– investire in infrastrutture ferroviarie – digitalizzare i flussi logistici – sviluppare piattaforme interoperabili – incentivare il trasporto intermodale – rafforzare i collegamenti con porti e terminal
Anche l’integrazione tra WMS, TMS e sistemi ferroviari potrà contribuire a migliorare la gestione dei flussi merci. FAQ Cosa sono gli interporti?
Gli interporti sono infrastrutture logistiche integrate dedicate allo scambio intermodale delle merci tra trasporto ferroviario e stradale. Quanti treni hanno movimentato gli interporti italiani nel 2024?
Nel 2024 il sistema interportuale italiano ha movimentato oltre 52.800 treni. Qual è il principale interporto italiano?
L’Interporto di Verona è il principale operatore nazionale per traffico ferroviario intermodale. Quanto pesa oggi l’intermodale sul traffico ferroviario merci?
L’intermodale rappresenta circa il 60% del traffico ferroviario merci italiano. Conclusioni
I dati presentati da Fedespedi confermano la centralità degli interporti nello sviluppo della logistica italiana.
La crescita degli utili, l’aumento del traffico intermodale e il rafforzamento del trasporto ferroviario rappresentano segnali positivi per un settore chiamato a sostenere la competitività della supply chain nazionale nei prossimi anni.
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Lo studio è stato presentato a Milano durante Transpotec & Logitec 2026 nell’ambito di un workshop promosso da Fedespedi dedicato all’evoluzione del sistema interportuale italiano. Interporti italiani: un settore centrale per la logistica
L’analisi ha coinvolto 24 società operative e fotografa un comparto composto complessivamente da 27 interporti distribuiti sul territorio nazionale.
Le strutture interportuali italiane sviluppano oltre 33,8 milioni di metri quadrati di superficie operativa e rappresentano uno snodo fondamentale per:
– trasporto intermodale – logistica ferroviaria – distribuzione merci – connessioni porto-ferrovia – integrazione ferro-gomma
Secondo lo studio, il settore continua a svolgere un ruolo decisivo per la competitività della supply chain italiana e per lo sviluppo dell’intermodalità. Fatturato 2024 in crescita e utili positivi
Nel 2024 il sistema interportuale italiano ha raggiunto:
– 214 milioni di euro di fatturato aggregato – crescita dello 0,8% rispetto al 2023 – utili netti pari a 10,6 milioni di euro – crescita degli utili dell’8,7%
Le società analizzate impiegano complessivamente 742 dipendenti, con un fatturato pro capite di circa 288.000 euro.
Tra gli interporti con i maggiori ricavi emergono:
– Interporto Rivalta Scrivia con 52,9 milioni di euro – Interporto di Padova con 40,1 milioni di euro – Interporto Sud Europa con 18 milioni di euro
Dal punto di vista economico-finanziario, i dieci principali interporti italiani mostrano un ROI intorno al 2% e un ROS dell’8%. Cresce il traffico intermodale ferro-gomma
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il trasporto intermodale.
Negli ultimi anni il traffico merci ferroviario italiano è cresciuto moderatamente. Tuttavia, la quota dell’intermodale sul totale ferroviario ha raggiunto circa il 60%, rispetto a meno della metà registrata nel 2010.
Questo dato conferma il consolidamento del modello ferro-gomma come soluzione strategica per:
– ridurre congestione stradale – migliorare sostenibilità – aumentare efficienza logistica – ottimizzare i corridoi europei
Nel 2024 gli interporti italiani hanno movimentato complessivamente oltre 52.800 treni. Verona e Padova guidano il traffico ferroviario
L’analisi evidenzia una forte concentrazione geografica del traffico nel Nord Italia.
L’82% del trasporto ferroviario e il 68% di quello stradale si concentrano infatti nelle regioni settentrionali.
Interporto di Verona si conferma il primo operatore nazionale con 14.600 treni movimentati, pari al 27,6% del totale.
Seguono:
– Interporto di Padova con 8.000 treni – Interporto Sud Europa con 4.000 treni – CIM Interporto di Novara con 3.800 treni – CEPIM Interporto di Parma con 3.800 treni – Interporto di Bologna con 3.000 treni
Complessivamente Verona, Padova e Novara movimentano circa il 50% dell’intero traffico ferroviario interportuale italiano. Il nuovo quadro normativo sugli interporti
Lo studio approfondisce anche l’impatto della nuova Legge quadro n. 177/2025, che definisce gli interporti come infrastrutture di rilevanza nazionale a gestione imprenditoriale.
La normativa introduce inoltre il Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica, con l’obiettivo di coordinare sviluppo infrastrutturale, competitività e pianificazione strategica del settore.
Per la logistica italiana si tratta di un passaggio importante, soprattutto in un contesto europeo sempre più orientato verso:
– sostenibilità – digitalizzazione – trasporto ferroviario – intermodalità – resilienza della supply chain
Errori comuni nello sviluppo dell’intermodalità
Molte aziende e territori continuano a sottovalutare alcuni aspetti chiave:
– scarsa integrazione ferro-gomma – limitato utilizzo del trasporto ferroviario – carenza di digitalizzazione – frammentazione infrastrutturale – mancanza di pianificazione intermodale
Questi elementi rallentano la competitività della logistica nazionale. Soluzioni operative per migliorare il sistema interportuale
Per aumentare l’efficienza degli interporti italiani sarà fondamentale:
– investire in infrastrutture ferroviarie – digitalizzare i flussi logistici – sviluppare piattaforme interoperabili – incentivare il trasporto intermodale – rafforzare i collegamenti con porti e terminal
Anche l’integrazione tra WMS, TMS e sistemi ferroviari potrà contribuire a migliorare la gestione dei flussi merci. FAQ Cosa sono gli interporti?
Gli interporti sono infrastrutture logistiche integrate dedicate allo scambio intermodale delle merci tra trasporto ferroviario e stradale. Quanti treni hanno movimentato gli interporti italiani nel 2024?
Nel 2024 il sistema interportuale italiano ha movimentato oltre 52.800 treni. Qual è il principale interporto italiano?
L’Interporto di Verona è il principale operatore nazionale per traffico ferroviario intermodale. Quanto pesa oggi l’intermodale sul traffico ferroviario merci?
L’intermodale rappresenta circa il 60% del traffico ferroviario merci italiano. Conclusioni
I dati presentati da Fedespedi confermano la centralità degli interporti nello sviluppo della logistica italiana.
La crescita degli utili, l’aumento del traffico intermodale e il rafforzamento del trasporto ferroviario rappresentano segnali positivi per un settore chiamato a sostenere la competitività della supply chain nazionale nei prossimi anni.
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