Fanuc Italia aggiorna il Modello 231

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Milano, 26 marzo 2026 – Fanuc Italia Srl, filiale italiana del gruppo giapponese FANUC, leader mondiale nelle tecnologie per l’automazione di fabbrica – dai sistemi di controllo numerico (CNC) ai robot industriali fino alle macchine utensili robomachine – ha adottato da poche settimane il nuovo modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, frutto di un progetto di revisione integrale realizzato con il supporto dello studio Lexant.
L’intervento, parte di un’attenzione crescente alla governance del Gruppo, ha riguardato un aggiornamento complessivo del sistema di prevenzione dei reati della società, con l’obiettivo di allineare il modello alle più recenti evoluzioni normative e organizzative, rafforzando al contempo la sua integrazione con i presidi di compliance già presenti in azienda. Il nuovo impianto recepisce inoltre le più recenti Linee guida ANAC in materia di whistleblowing, garantendo procedure e canali di segnalazione coerenti con gli standard richiesti dal quadro regolatorio europeo e italiano.
Racconta Silvia Zatti, HR Manager di Fanuc Italia: “Questo progetto ha presentato un grado di complessità specifico, legato alla natura fortemente internazionale del Gruppo e dei flussi di controllo interni. Dal punto di vista HR, l’implementazione del Modello 231 ha richiesto un importante lavoro di allineamento dei processi, di formazione e di diffusione della cultura della compliance, in un contesto cross-border in cui le interazioni coinvolgono costantemente sia l’headquarter europeo sia la casa madre giapponese”.
Aggiunge Raffaello D’Angelo, Finance Director di Fanuc Italia: “Il nostro sistema di prevenzione degli illeciti opera in un contesto articolato e internazionale, con flussi informativi e di controllo che si sviluppano su più livelli. L’adozione del nuovo Modello ha rafforzato ulteriormente la governance finanziaria e i presidi di controllo, garantendo maggiore integrazione e tracciabilità nei rapporti con le diverse entità del Gruppo, in ogni geografia del mondo in cui operiamo”.
Tra le principali sfide affrontate nel corso della revisione, c’è stata la ridefinizione della metodologia di valutazione del rischio 231, per renderla più chiara e fruibile anche per i non specialisti e più agevole da aggiornare nel corso del tempo, in parallelo all’integrazione nel sistema italiano di procedure e policy globali del gruppo Fanuc, pensate per essere applicate a livello internazionale, mantenendo al contempo un elevato livello di conformità alla normativa nazionale ed europea.
Un ulteriore obiettivo del progetto è stato quello di integrare il Modello 231 con l’architettura di compliance già esistente e con il sistema di internal audit gestito dall’headquarter, rafforzando la coerenza complessiva dei controlli e dei presidi di governance.
Il progetto, che si inserisce in una collaborazione con la società che aveva già portato al consolidamento dell’impianto privacy, è stato seguito dal team Lexant guidato da Nicola Traverso, partner, e da Federica Brochiero, senior associate. Nel corso delle attività, Lexant ha integrato in modo strutturato strumenti di intelligenza artificiale a supporto delle attività di compliance, nell’ambito di un più ampio percorso strategico dello studio nello sviluppo e applicazione di soluzioni AI per il settore legale, anche in collaborazione con partner qualificati.
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