Software logistici: cosa usano davvero le aziende italiane
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Una fotografia reale del mercato tra standard, legacy e frammentazione
Parlare di digitalizzazione logistica senza partire dai software realmente utilizzati dalle aziende rischia di rimanere un esercizio teorico, distante dalla realtà operativa quotidiana dei magazzini.
Per questo motivo risulta particolarmente interessante l’indagine avviata nei mesi scorsi da Francesco Massimo Gallo, ingegnere informatico, consulente logistico e co-founder di Gazzetta Logistica.
Attraverso LinkedIn, ha chiesto direttamente ai Responsabili di Magazzino quale software gestionale o WMS fosse utilizzato nelle aziende in cui operano.
L’iniziativa ha raccolto circa 194 risposte, offrendo uno spaccato concreto e non filtrato sulle soluzioni realmente presenti nel panorama logistico italiano.
Contenuti Articolo
- Il metodo dell’indagine
- SAP come standard dominante
- AS400: il legacy che continua a sostenere l’operatività
- Soluzioni sviluppate internamente: aderenza al processo, ma attenzione al futuro
- Un mercato frammentato, ma coerente con la realtà operativa
- Un filo conduttore: il software come supporto al processo
- Conclusione
Il metodo dell’indagine
L’indagine è stata condotta in modo informale ma strutturato.
Ogni risposta ricevuta nei messaggi è stata registrata creando progressivamente una base dati delle soluzioni adottate.
Non si tratta di un’indagine statistica in senso accademico, ma di una raccolta diretta di testimonianze operative, provenienti da chi il magazzino lo gestisce quotidianamente.
Ed è proprio questo approccio “dal campo” a rendere i dati particolarmente interessanti.
SAP come standard dominante
Il primo dato che emerge con chiarezza è la forte presenza di SAP, che risulta essere il software più citato.
La sua diffusione conferma come, soprattutto nelle aziende medio-grandi o con processi articolati, SAP venga percepito come uno standard solido e affidabile, capace di supportare integrazione tra funzioni aziendali, controllo dei flussi e scalabilità.
AS400: il legacy che continua a sostenere l’operatività
Subito dopo SAP emerge AS400, ancora oggi utilizzato da una quota significativa di aziende.
Questo dato racconta una realtà spesso poco considerata nei discorsi sulla trasformazione digitale:
molti magazzini operano su sistemi storici che, pur non essendo moderni, garantiscono stabilità, affidabilità e continuità operativa.
In questi contesti, la digitalizzazione non passa necessariamente dalla sostituzione del sistema, ma dalla capacità di integrarlo con nuove soluzioni, preservando l’equilibrio operativo costruito negli anni.
Soluzioni sviluppate internamente: aderenza al processo, ma attenzione al futuro
Una parte delle aziende dichiara di utilizzare software sviluppati internamente.
Questa scelta nasce spesso dall’esigenza di modellare il sistema informativo su processi molto specifici, difficilmente replicabili con soluzioni standard.
Un approccio che garantisce grande flessibilità, ma che introduce anche criticità legate a:
- manutenzione nel tempo
- dipendenza da competenze interne
- difficoltà di integrazione con nuovi strumenti e tecnologie
È una soluzione che funziona bene finché il contesto rimane stabile, ma che può diventare un limite in fase di crescita o trasformazione.
Un mercato frammentato, ma coerente con la realtà operativa
Al di sotto delle prime posizioni, il mercato dei software logistici appare fortemente frammentato.
Soluzioni come Dynamics 365, Gamma, Stock System, Alyante, Mexal, Navision, Sage X3, Infinity e molte altre sono presenti con numeri simili e contenuti.
Un dato che evidenzia come non esista una soluzione universalmente valida, ma un ecosistema variegato, costruito nel tempo in base a:
- dimensione aziendale
- settore merceologico
- complessità dei flussi
- competenze disponibili
Un filo conduttore: il software come supporto al processo
Osservando i dati nel loro insieme, emerge un elemento comune:
il valore del software non sta nel nome, ma nella capacità di adattarsi ai processi reali del magazzino.
Un principio che chi lavora nella consulenza logistica conosce bene e che trova riscontro anche nelle esperienze di sviluppo di soluzioni nate direttamente dall’operatività, come SWEET, il software gestionale sviluppato da Francesco Massimo Gallo.
SWEET nasce infatti dall’esperienza diretta sul campo e dall’esigenza di creare uno strumento capace di supportare non solo la gestione del magazzino, ma l’integrazione tra processi, dati e persone.
Un esempio di come la tecnologia, quando parte dalla logistica reale, possa diventare un abilitatore concreto e non un vincolo operativo.
Conclusione
L’indagine avviata da Francesco Massimo Gallo offre una fotografia credibile del panorama software logistico italiano:
un mercato fatto di standard consolidati, sistemi legacy e soluzioni specialistiche, spesso lontano dalle semplificazioni teoriche.
In questo contesto, il vero vantaggio competitivo non deriva dalla scelta del software “più noto”, ma dalla capacità di costruire un ecosistema digitale coerente, integrato e orientato ai processi reali.
Perché nella logistica moderna, come in quella di ieri, l’efficienza nasce dall’equilibrio tra tecnologia, organizzazione e operatività.
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Francesco
Ingegnere informatico, Consulente logistico e co-founder di Gazzetta Logistica. Mi occupo di Logistica dal 2012. Da alcuni anni lavoriamo alla realizzazione del software gestionale SWEET per la gestione del magazzino e dei trasporti, il quale sta riscontrando un buon successo nelle varie installazioni.
