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	<title>Area 5 &#8211; Storia &amp; Logistica &#8211; Gazzetta Logistica</title>
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	<description>Notizie di logistica dall&#039;Italia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 08:33:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Area 5 &#8211; Storia &amp; Logistica &#8211; Gazzetta Logistica</title>
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		<title>Come trasformare nodi inefficienti in leve strategiche</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/come-trasformare-nodi-inefficienti-in-leve-strategiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[Poli logistici in perdita sono strategici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un classico dilemma della progettazione dei network logistici è il bilanciamento tra l&#8217;efficienza locale (i costi e le performance del singolo magazzino) e l&#8217;efficienza globale o livello di servizio (il ruolo strategico di quel nodo all&#8217;interno della rete). Spesso i Logistics Manager si scontrano con un paradosso frustrante: l&#8217;abbondanza di risorse e strutture sul territorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un classico dilemma della progettazione dei network logistici è il bilanciamento tra l&#8217;efficienza locale (i costi e le performance del singolo magazzino) e l&#8217;efficienza globale o livello di servizio (il ruolo strategico di quel nodo all&#8217;interno della rete). Spesso i Logistics Manager si scontrano con un paradosso frustrante: l&#8217;abbondanza di risorse e strutture sul territorio ma una totale mancanza di coordinamento e visione d&#8217;insieme. Ci si trova così di fronte a piccoli hub regionali o depositi di ultimo miglio che, se analizzati come entità isolate, mostrano asimmetrie o costi operativi sproporzionati.</p>
<p>Il vero punto dolente risiede nella frustrazione quotidiana di dover gestire queste anomalie con un approccio tradizionale, e basato sulla silo mentality. Le decisioni vengono prese sull&#8217;onda di sensazioni personali o su calcoli manuali a posteriori, quando ormai il passivo economico sul conto economico è consolidato. Tagliare linearmente i rami giudicati &#8220;in perdita&#8221; senza comprenderne l&#8217;impatto complessivo è un errore: rischia di compromettere la capillarità della rete, aumentando i costi di trasporto o causando la perdita di contratti commerciali vitali.</p>
<p>L’alternativa è usare le informazioni già esistenti e cambiare radicalmente approccio, trasformando l&#8217;analisi del network da una mera reportistica ex-post a uno strumento predittivo quotidiano in grado di governare i flussi reali.</p>
<h2><strong>Un esempio reale: Il modello di &#8220;Last-Mile&#8221; di Amazon</strong></h2>
<p>Un caso di studio emblematico di questa dinamica è rappresentato da <strong>Amazon</strong>. Nel suo modello distributivo, i grandi centri di distribuzione beneficiano di enormi economie di scala e automazione, risultando altamente efficienti. Al contrario, i piccoli depositi di &#8220;Ultimo Miglio&#8221; situati a ridosso o all&#8217;interno delle aree metropolitane presentano costi di locazione immobiliare altissimi, spazi ridotti che limitano l&#8217;automazione e una bassissima produttività oraria per metro quadro rispetto ai poli extraurbani. Se analizzati come centri di costo isolati, questi nodi urbani risulterebbero inefficienti e perennemente in perdita; tuttavia, vengono deliberatamente mantenuti e potenziati perché sono l&#8217;unica leva strategica in grado di garantire il livello di servizio e la promessa commerciale delle consegne giornaliere.</p>
<h2><strong>Analisi dei tre pilastri operativi</strong></h2>
<p>Riconfigurare e ottimizzare la rete distributiva non richiede investimenti folli o stravolgimenti infrastrutturali. La vera efficienza parte da elementi già presenti in azienda, che aspettano solo di essere mappati e integrati attraverso tre pilastri operativi fondamentali.</p>
<h3><strong>Pilastro 1: Il dato operativo e l&#8217;asimmetria dei flussi</strong></h3>
<p>Il primo pilastro è rappresentato dai dati di flusso puri (volumi inbound e outbound). Misurare questa dinamica permette di quantificare l&#8217;impatto reale dei flussi asimmetrici, dove molta più merce entra rispetto a quella che esce. Questo sbilanciamento si traduce nel ritorno dei mezzi di trasporto parzialmente o totalmente vuoti. Monitorare questo dato consente di calcolare la saturazione teorica della flotta.</p>
<h3><strong>Pilastro 2: Il fattore umano e l&#8217;allocazione delle risorse</strong></h3>
<p>Il vero cuore dell&#8217;analisi, spesso sottovalutato, è la misurazione della produttività oraria in relazione alle risorse umane impiegate. Specialmente nei nodi periferici o di ultimo miglio, la frammentazione geografica impedisce l&#8217;adozione automazioni  ad alta velocità, costringendo a lavorazioni prevalentemente manuali e costose. Analizzare il rapporto tra ore lavorate e colli gestiti mostra l&#8217;efficienza reale dei processi di picking e smistamento, evidenziando dove e come si allocano le risorse.</p>
<h3><strong>Pilastro 3: Gli elementi di supporto</strong></h3>
<p>Nessun flusso può essere compreso senza il suo contesto. Il terzo pilastro raccoglie le anagrafiche dei clienti, i vincoli geografici, i costi fissi e semifissi di trasporto, e le specificità del territorio. Questi dati secondari definiscono l’algoritmo necessario per validare l&#8217;analisi: mantenere un polo apparentemente in perdita è spesso l&#8217;unico modo per garantire la connettività, le grandi aziende ad esempio esigono la copertura del 100% del territorio.</p>
<h2><strong>Soluzione</strong></h2>
<p>Una volta integrati i tre punti all&#8217;interno di un modello, l&#8217;output concreto si traduce in un controllo totale della filiera. Attraverso una mappatura rigorosa, i benefici e i KPI visibili diventano immediatamente analizzabili:</p>
<ul>
<li><strong>Saturazione della capacità del nodo:</strong> Controllo in tempo reale degli spazi utilizzati rispetto al layout nominale.</li>
<li><strong>KPI di Produttività Oraria:</strong> Monitoraggio del rapporto tra colli movimentati e ore/uomo per intercettare i colli di bottiglia operativi.</li>
<li><strong>Costo totale:</strong> Calcolo scientifico del punto di equilibrio ottimale tra costi di mantenimento dello stock e costi di trasporto.</li>
<li><strong>Impatto finanziario del ritorno dei mezzi vuoti:</strong> Quantificazione economica dei chilometri a vuoto generati dagli squilibri del network per ottimizzare i viaggi di ritorno.</li>
<li><strong>Livello di Servizio globale:</strong> Valutazione dell&#8217;impatto della chiusura di un polo.</li>
</ul>
<p>Grazie a questa analisi operativa, il management logistico passa finalmente dalle sensazioni soggettive ai dati concreti, potendo giustificare ogni scelta strategica in base alla logica del costo totale del sistema.</p>
<p>L&#8217;obiettivo non deve essere la creazione dell&#8217;ennesimo report consuntivo ex-post, che serve solo a registrare una perdita. Il vero traguardo è disporre di uno strumento snello, utilizzabile direttamente &#8220;sul campo&#8221; in tempo reale per correggere i flussi, riallocare le risorse e saturare i mezzi prima che i colli di bottiglia si trasformino in extra-costi insostenibili.</p>
<p>Nella logica del Trade-Off Logistico, un nodo logistico non deve necessariamente essere profittevole o efficiente se analizzato come entità isolata. Il suo successo si misura sull&#8217;efficienza totale del sistema: se la sua chiusura genera un aumento dei costi di trasporto o una perdita di fatturato commerciale superiore al risparmio operativo ottenuto, il polo deve rimanere operativo.</p>
<p>Abbandonare la silo mentality e abbracciare decisioni rigorosamente basate sui dati integrati è l&#8217;unica via per rimanere competitivi. In un mercato che non perdona i ritardi, vedere prima significa decidere meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo di <a href="https://www.linkedin.com/in/giacomo-colosimo-26b37a164/" target="_blank" rel="noopener">Giacomo Colosimo</a></p>
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		<title>Baldi srl completa l&#8217;acquisizione del marchio FIMSA: un nuovo capitolo di eccellenza italiana che prosegue nell&#8217;innovazione</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/baldi-fimsa-carrelli-elevatori-elettrici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Stampa Baldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dalle Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Visuality]]></category>
		<category><![CDATA[carrelli elevatori]]></category>
		<category><![CDATA[carrelli elevatori elettrici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato stampa 29 giugno 2026 BALDI SRL ACQUISISCE IL MARCHIO FIMSA Siamo orgogliosi di annunciare un traguardo storico per Baldi srl: il 29 giugno 2026, è stato formalizzato ufficialmente l&#8217;acquisizione del marchio FIMSA! Questo passaggio decisivo corona e consacra una sinergia straordinaria iniziata ben 11 anni fa. Una collaborazione che nel tempo ha permesso di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa 29 giugno 2026</p>
<h3>BALDI SRL ACQUISISCE IL MARCHIO FIMSA</h3>
<p>Siamo orgogliosi di annunciare un traguardo storico per Baldi srl: il 29 giugno 2026, è stato formalizzato ufficialmente l&#8217;acquisizione del marchio <a href="https://fimsa.baldisrl.com" target="_blank" rel="noopener">FIMSA</a>! Questo passaggio decisivo corona e consacra una sinergia straordinaria iniziata ben 11 anni fa. Una collaborazione che nel tempo ha permesso di unire la solida tradizione della carpenteria pesante Baldi con l&#8217;avanguardia tecnologica ed elettronica dei carrelli elevatori <a href="https://fimsa.baldisrl.com" target="_blank" rel="noopener">FIMSA</a>.</p>
<h3>FIMSA, DAL 1971. OLTRE 50 ANNI DI STORIA.</h3>
<p>Con questa operazione, una importante parte di storia della movimentazione industriale entra a far parte della nostra famiglia: nato nel 1971, il marchio FIMSA porta con sé oltre cinquant&#8217;anni di evoluzione, affidabilità e successi sul campo. Da oggi, l&#8217;anima e il futuro di <a href="https://fimsa.baldisrl.com" target="_blank" rel="noopener">FIMSA</a> sono integrati al 100% all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema Baldi Srl.</p>
<h3>Per i nostri partner e clienti, questo significa una garanzia ancora più forte di:</h3>
<ul>
<li><strong>Continuità e Solidità</strong>: un controllo totale della filiera produttiva, dalla co-progettazione iniziale fino all&#8217;assistenza specializzata.</li>
<li><strong>Ingegneria su Misura</strong>: lo sviluppo di soluzioni logistiche speciali e carrelli elettronici heavy-duty (fino a grandi portate e versioni speciali) pensati per battere l&#8217;obsolescenza programmata.</li>
<li><strong>Vero Made in Italy</strong>: un impegno ribadito verso l&#8217;eccellenza manifatturiera certificata, progettata e assemblata nel nostro stabilimento.</li>
</ul>
<p>Vogliamo ringraziare tutto il nostro team, i nostri collaboratori e i partner che hanno camminato al nostro fianco in questi 11 anni, rendendo possibile il raggiungimento di questo importante obiettivo strategico.<br />
Il futuro del sollevamento e della movimentazione industriale sostenibile ha radici ancora più solide. Guardiamo avanti, insieme, sotto un unico grande marchio di qualità.</p>
<p>La gamma completa di carrelli elevatori elettrici da 2 a 24 tonnellate e i progetti in azione sono su: <a href="https://fimsa.baldisrl.com" target="_blank" rel="noopener">fimsa.baldisrl.com</a></p>
<p>#BaldiSrl #Fimsa #MadeInItaly #MaterialHandling #LogisticaIndustriale #CarrelliElevatori #Automazione #InnovazioneItaliana #Acquisizione #CorporateNews</p>
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		<title>Droni Esplosivi e Formaggi &#8220;Intoccabili&#8221;: 5 Verità sulla Logistica che Non Ti Aspetti</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/droni-esplosivi-e-formaggi-intoccabili-5-verita-sulla-logistica-che-non-ti-aspetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 07:34:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[droni esplosivi]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi intoccabili]]></category>
		<category><![CDATA[verità sulla logistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1. Cosa succede davvero dopo il tuo &#8220;Click&#8221;? Comprare online è diventato un gesto quotidiano, avvolto in un silenzio digitale quasi magico. Ma mentre tu scivoli verso il checkout, dietro le quinte si scatena una tempesta di precisione tecnica. La semplicità di quel &#8220;click&#8221; è l&#8217;antitesi della complessità che muove merci ad alto rischio: dove [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://gazzettalogistica.it/droni-esplosivi-e-formaggi-intoccabili-5-verita-sulla-logistica-che-non-ti-aspetti/">Droni Esplosivi e Formaggi &#8220;Intoccabili&#8221;: 5 Verità sulla Logistica che Non Ti Aspetti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://gazzettalogistica.it">Gazzetta Logistica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>1. Cosa succede davvero dopo il tuo &#8220;Click&#8221;?</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Comprare online è diventato un gesto quotidiano, avvolto in un silenzio digitale quasi magico. Ma mentre tu scivoli verso il checkout, dietro le quinte si scatena una tempesta di precisione tecnica. La semplicità di quel &#8220;click&#8221; è l&#8217;antitesi della complessità che muove merci ad alto rischio: dove l&#8217;utente vede un pacco, noi vediamo il controllo di una potenziale </span><b>reazione esotermica</b><span style="font-weight: 400;"> o la prevenzione della proliferazione di </span><b>Listeria</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo viaggio analizzeremo come due realtà diverse trasformano la conformità normativa in un vantaggio competitivo. Gestire droni professionali o formaggi a latte crudo richiede una padronanza dei processi che va ben oltre la spedizione di una t-shirt: è una sfida tra stabilità chimica e sicurezza biologica.</span></p>
<h2><b>2. I Droni sono (legalmente) Merce Pericolosa</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un drone professionale è un concentrato di tecnologia, ma il suo cuore energetico lo classifica, per il legislatore, come materiale pericoloso. Le batterie agli ioni di litio non sono semplici pile: appartengono alla </span><b>Classe 9 ADR</b><span style="font-weight: 400;"> (Merci pericolose varie). Il rischio non è teorico, ma legato alla chimica stessa del litio e al fenomeno del </span><b>thermal runaway</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;In caso di urto, surriscaldamento o cortocircuito, le celle agli ioni di litio possono andare in thermal runaway: una reazione esotermica incontrollabile che genera gas infiammabili e, nei casi peggiori, incendio o esplosione.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per mitigare questo rischio, ogni lotto in ingresso nel magazzino viene validato analizzando la </span><b>Sezione 14 delle MSDS</b><span style="font-weight: 400;"> (Material Safety Data Sheets). Solo la verifica della stabilità chimica permette l&#8217;accettazione della merce, che viene poi isolata in zone dedicate per prevenire instabilità termiche a catena.</span></p>
<h2><b>3. La &#8220;Danger Zone&#8221;: Perché i +4°C sono il limite invalicabile</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Se nel mondo dei droni il nemico è il calore che genera fiamme, per </span><b>l’alimentare</b><span style="font-weight: 400;"> il nemico è il calore che genera vita invisibile. La sicurezza alimentare si regge su un equilibrio precario: l&#8217;intervallo critico tra </span><b>+2°C e +4°C</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Superare questa soglia significa entrare nella &#8220;Danger Zone&#8221;, dove la carica batterica cresce in modo esponenziale. Da esperti di strategia, non ci affidiamo alla speranza, ma al monitoraggio in tempo reale: </span><b>se la cella dei formaggi supera i +6°C per più di 15 minuti, il sistema WMS invia immediatamente un alert al responsabile.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La logistica alimentare deve neutralizzare tre tipi di minacce:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Pericoli Microbiologici:</b><span style="font-weight: 400;"> La proliferazione di patogeni come </span><i><span style="font-weight: 400;">Listeria monocytogenes</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">Salmonella</span></i><span style="font-weight: 400;"> ed </span><i><span style="font-weight: 400;">Escherichia coli</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Pericoli Chimici:</b><span style="font-weight: 400;"> Contaminazioni da residui di detergenti per la sanificazione o migrazione di sostanze dal packaging (MOCA).</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Pericoli Fisici:</b><span style="font-weight: 400;"> Corpi estranei come viti cadute dai macchinari o frammenti di pallet rotti durante la movimentazione.</span></li>
</ul>
<h2><b>4. Il paradosso del reso: Quando restituire un prodotto è un reato o un rischio sanitario</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il diritto di recesso è un pilastro dell&#8217;e-commerce, ma nella logistica ad alto rischio diventa un paradosso operativo e legale.</span></p>
<p><b>Scenario A: La Batteria Difettosa come Rifiuto Pericoloso.</b><span style="font-weight: 400;"> Se un cliente segnala una batteria gonfia, la procedura di reso standard si blocca. Quel prodotto non è più una &#8220;merce&#8221;, ma un </span><b>Hazardous Waste</b><span style="font-weight: 400;"> (rifiuto pericoloso). Spedirlo con un corriere espresso tradizionale non è solo pericoloso, è illegale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Il mancato rispetto di questa norma costituisce un illecito penale secondo la normativa ADR.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi casi, la strategia prevede l&#8217;invio al cliente di </span><b>fusti ermetici</b><span style="font-weight: 400;"> (contenitori omologati Classe 9) e il ritiro tramite un </span><b>autista certificato ADR</b><span style="font-weight: 400;"> su mezzo attrezzato.</span></p>
<p><b>Scenario B: La Sicurezza Sanitaria.</b><span style="font-weight: 400;"> Per i formaggi a latte crudo, il reso fisico è vietato per proteggere le &#8220;aree pulite&#8221; del magazzino da potenziali </span><b>contaminazioni crociate</b><span style="font-weight: 400;">. Una volta che il prodotto è uscito dal controllo della catena del freddo del venditore, l&#8217;integrità sanitaria non è più garantibile. Si applica quindi il </span><b>&#8220;rimborso senza reso&#8221;</b><span style="font-weight: 400;">: il cliente viene rimborsato e istruito sullo smaltimento domestico, eliminando costi inutili e rischi biologici per il centro di Aulla.</span></p>
<h2><b>5. L&#8217;intelligenza del magazzino: Logica FEFO e Packaging Passivo</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La vera superiorità strategica di queste realtà risiede nel </span><b>WMS (Warehouse Management System)</b><span style="font-weight: 400;">. Mentre la logistica tradizionale usa il FIFO, qui domina la logica </span><b>FEFO (First Expired, First Out)</b><span style="font-weight: 400;">. Il sistema non si limita a gestire lo stock, ma crea un ponte digitale: lega il </span><b>numero di serie</b><span style="font-weight: 400;"> del drone all&#8217;anagrafica cliente (tracciabilità tecnologica) e il </span><b>lotto alimentare</b><span style="font-weight: 400;"> alla data di scadenza (tracciabilità sanitaria).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda il trasporto, la scalabilità nazionale di una nicchia come quella di Aulla è garantita dal </span><b>packaging passivo</b><span style="font-weight: 400;">. Invece di dipendere da costose e frammentate reti di camion refrigerati, si utilizzano scatole isolanti in </span><b>EPS</b><span style="font-weight: 400;"> combinate con </span><b>gel refrigerato</b><span style="font-weight: 400;">. Il segreto tecnico? I blocchi di gel vengono </span><b>raffreddati a -20°C per almeno 48 ore</b><span style="font-weight: 400;">. Questa preparazione garantisce una stabilità termica a +4°C per una finestra di </span><b>72 ore</b><span style="font-weight: 400;">, permettendo a un prodotto della Lunigiana di raggiungere un cliente in Sicilia mantenendo la stessa qualità di quando è uscito dalla cella.</span></p>
<h2><b>6. Documentazione: Il passaporto invisibile delle merci</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza la documentazione corretta, la logistica si ferma. Ogni spedizione deve essere accompagnata da un kit documentale che è il vero &#8220;garante&#8221; della legalità del viaggio:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>CMR:</b><span style="font-weight: 400;"> La lettera di vettura internazionale per i trasporti su gomma.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>DDT:</b><span style="font-weight: 400;"> Il documento di trasporto fondamentale per la tracciabilità fiscale e merceologica.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>MSDS (Sezione 14):</b><span style="font-weight: 400;"> La carta d&#8217;identità di sicurezza per le batterie al litio.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Sopra ogni scatola, la </span><b>&#8220;losanga&#8221; ADR Classe 9</b><span style="font-weight: 400;"> con il numero ONU (tipicamente </span><b>UN 3481</b><span style="font-weight: 400;"> per i droni) e le etichette di tracciabilità del lotto per il cibo non sono semplici adesivi: sono dichiarazioni di responsabilità che proteggono la pubblica sicurezza.</span></p>
<h2><b>7. Conclusione: La logistica come fattore competitivo</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La gestione integrata di normative, sicurezza e tecnologia non è un mero onere burocratico. Per realtà di questa natura, è il fattore che permette di competere con i giganti del web, offrendo una garanzia di professionalità che il &#8220;prezzo più basso&#8221; non può comprare. La responsabilità del venditore moderno non finisce alla transazione, ma prosegue finché la merce non è al sicuro nelle mani del consumatore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prossima volta che scarterai un pacco, guarderai con occhi diversi le etichette sulla scatola? Se sono quelle giuste, dietro c&#8217;è un esperto che ha protetto il tuo acquisto (e la tua sicurezza) ben prima che tu premessi &#8220;Click&#8221;.</span></p>
<p>Autore dell&#8217;articolo: <a href="https://www.linkedin.com/in/danilo-puglisi/" target="_blank" rel="noopener">Danilo Puglisi</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I Carrelli portabagagli ferroviari: una storia su ruote</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/i-carrelli-portabagagli-ferroviari-una-storia-su-ruote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 08:21:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carrelli portabagagli ferroviari: una storia su ruote Quando si parla di origine del carrello elevatore, si pensa alle fabbriche del Secondo dopoguerra. In realtà, la storia  parte dalle stazioni ferroviarie di primo Novecento. Prima ancora della nascita dei moderni carrelli industriali, infatti, esistevano mezzi utilizzati per movimentare bagagli e merci nelle stazioni ferroviarie. I [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-rm-block-id="block-1"><strong>I Carrelli portabagagli ferroviari: una storia su ruote</strong></h1>
<p data-rm-block-id="block-2">Quando si parla di <strong>origine del carrello elevatore</strong>, si pensa alle fabbriche del Secondo dopoguerra. In realtà, la storia  parte dalle stazioni ferroviarie di primo Novecento.</p>
<p data-rm-block-id="block-3">Prima ancora della nascita dei moderni carrelli industriali, infatti, esistevano mezzi utilizzati per movimentare bagagli e merci nelle stazioni ferroviarie.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-4"><strong>I Carrelli</strong><strong> portabagagli</strong></h2>
<p data-rm-block-id="block-5">All&#8217;inizio del XX secolo, le compagnie ferroviarie utilizzavano <strong>carrelli portabagagli a quattro ruote</strong> per il trasporto dei bagagli dei passeggeri.</p>
<p data-rm-block-id="block-6">Si trattava di mezzi molto semplici con:</p>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-7">struttura in <strong>legno</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-8"><strong>quattro ruote in ferro pieno</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-9">piattaforma di carico con <strong>doghe in legno</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-10">movimentazione <strong>interamente manuale</strong></li>
</ul>
<p data-rm-block-id="block-11">Questi carrelli, anche se semplici nella struttura, erano una soluzione fondamentale per gestire i flussi di bagagli nelle grandi stazioni ferroviarie.</p>
<p data-rm-block-id="block-12"><strong>Mahatma Gandhi alla stazione Termini </strong><strong>nel 1931</strong></p>
<p data-rm-block-id="block-14">Una fotografia molto interessante del 1931 mostra i bagagli di <strong>Mahatma Gandhi</strong> caricati su un carrello manuale al suo arrivo in Italia, alla <strong>stazione Termini di Roma</strong><strong>:</strong></p>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-15"><strong>valigie, sacchi, utensili domestici e bollitori, oggetti trasportati all’epoca</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-16">la <strong>semplicità del bagaglio personale di Gandhi</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-17">la struttura essenziale del carrello utilizzato</li>
</ul>
<p data-rm-block-id="block-18"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-141496" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/7a-gandi-Immagine.png" alt="" width="267" height="218" /></p>
<p data-rm-block-id="block-19">Il carrello presenta, infatti, una piattaforma con <strong>doghe in legno</strong> e robuste <strong>ruote in ferro pieno</strong>, che lo rendono resistente, ma pesante da movimentare.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-20"><strong>I Carrelli </strong><strong>elettrici nelle stazioni ferroviarie</strong></h2>
<p data-rm-block-id="block-21">A inizio Novecento questi carrelli vengono modificati con:</p>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-22"><strong>piattaforme più ampie</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-23">sistemi di <strong>movimentazione meccanica</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-24"><strong>propulsione elettrica</strong></li>
</ul>
<p data-rm-block-id="block-25">I primi carrelli sono prodotti dalla società inglese <strong>Ransomes, Sims &amp; Jefferies </strong><strong>e</strong> utilizzati nelle stazioni ferroviarie britanniche: un primo tentativo di applicare l’energia elettrica alla movimentazione dei carichi.</p>
<p data-rm-block-id="block-26"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141494" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/7b-ramson-Immagine-300x136.png" alt="" width="300" height="136" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/7b-ramson-Immagine-300x136.png 300w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/7b-ramson-Immagine.png 529w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2 data-rm-block-id="block-28"><strong>Il Carrello elettrico</strong><strong> del 1906</strong></h2>
<p data-rm-block-id="block-29">Nel <strong>1906 negli Stati Uniti: l</strong>a compagnia ferroviaria <strong>Pennsylvania Railroad </strong>installa <strong>una batteria elettrica su un carrello portabagagli</strong> nella stazione ferroviaria di <strong>Altoona, in Pennsylvania: il </strong>carrello manuale diventa, così, <strong>un carrello industriale a motore.</strong></p>
<p data-rm-block-id="block-30"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-141497" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/7c-1906Immagine.png" alt="" width="282" height="244" /></p>
<h2 data-rm-block-id="block-32"><strong>Altoona: Centro logistico degli Stati Uniti</strong></h2>
<p data-rm-block-id="block-33">La scelta di Altoona non è casuale. La città si trova in una posizione strategica all’interno della rete ferroviaria della costa orientale, a metà strada tra i <strong>porti dell&#8217;Atlantico </strong>e i <strong>Grandi Laghi, </strong>centro di sviluppo di nuove tecnologie durante l&#8217;espansione verso ovest degli Stati Uniti.</p>
<p data-rm-block-id="block-34"><strong>Le Locomotive</strong><strong> della <em>Pennsylvania Railroad</em></strong></p>
<p data-rm-block-id="block-35">La <strong>Pennsylvania Railroad</strong> era la più grande compagnia ferroviaria del paese e un’eccellenza dell’<strong>industria americana</strong>. Tra il 1914 e il 1956, i treni passeggeri della compagnia sono trainati dalla locomotiva la <strong>K4s Class</strong>. Progettata ad Altoona, questa locomotiva a vapore era una notevole innovazione ingegneristica attraversando:</p>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-36">le due Guerre mondiali</li>
<li data-rm-block-id="block-37">la Grande Depressione</li>
<li data-rm-block-id="block-38">il boom economico del Dopoguerra</li>
</ul>
<h2 data-rm-block-id="block-39"><strong>Dal </strong><strong>Carrello</strong><strong> portabagagli al</strong><strong> C</strong><strong>arrello elevatore</strong></h2>
<p data-rm-block-id="block-40">L&#8217;introduzione della propulsione elettrica nei carrelli portabagagli segna un passaggio importante nella movimentazione dei materiali.</p>
<p data-rm-block-id="block-41">Per la prima volta, infatti, c’è il passaggio da <strong>carrelli completamente manuali </strong>a <strong>mezzi motorizzati per il trasporto dei carichi.</strong></p>
<p data-rm-block-id="block-42">Nel <strong>1909,</strong> <strong>carrelli industriali completamente in acciaio</strong> sostituiscono progressivamente le strutture in legno, utilizzate sino a quel momento.</p>
<p data-rm-block-id="block-43">Grazie alla maggiore robustezza dei materiali metallici è possibile:</p>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-44">movimentare <strong>carichi più pesanti</strong></li>
<li data-rm-block-id="block-45">aumentare l&#8217;affidabilità dei mezzi</li>
<li data-rm-block-id="block-46">sviluppare nuovi sistemi di <strong>sollevamento verticale e orizzontale</strong></li>
</ul>
<p data-rm-block-id="block-47">La diffusione di questi mezzi è rapida: un sondaggio del <strong>1914</strong> indica negli <strong>Stati Uniti e in Canada</strong> <strong>oltre 1.000 carrelli elettrici già operativi: si arriva ai primi carrelli elevatori industriali</strong>.</p>
<p data-rm-block-id="block-48">Molti carrelli portabagagli motorizzati dell&#8217;epoca, guidati da un operatore, ricordano i <strong>moderni transpallet elettrici con pedana</strong>, ricostruiamo, così, le radici di una storia che si è diramata lungo i binari delle ferrovie americane, sino all’industria moderna.</p>
<p data-rm-block-id="block-49">&#8212;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fimsa: una storia italiana di carrelli elevatori, passione industriale e continuità familiare</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/storia-carrelli-elevatori-fimsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 12:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fimsa: una storia italiana di carrelli elevatori, passione industriale e continuità familiare Nel mondo della movimentazione industriale esistono aziende che non raccontano solo tecnologia, ma vere storie di famiglia, lavoro e visione imprenditoriale.La storia di Fimsa è una di queste. È una storia che attraversa oltre cinquant’anni di industria italiana, fatta di officine, progettazione meccanica, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-section-id="1edt5iu" data-start="0" data-end="96">Fimsa: una storia italiana di carrelli elevatori, passione industriale e continuità familiare</h2>
<p data-start="98" data-end="301">Nel mondo della movimentazione industriale esistono aziende che non raccontano solo tecnologia, ma <strong data-start="197" data-end="258">vere storie di famiglia, lavoro e visione imprenditoriale</strong>.<br data-start="259" data-end="262" />La storia di <strong data-start="275" data-end="284">Fimsa</strong> è una di queste.</p>
<p data-start="98" data-end="301"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-141441" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-18.04.53.jpg" alt="" width="301" height="109" /></p>
<p data-start="303" data-end="562">È una storia che attraversa oltre cinquant’anni di industria italiana, fatta di officine, progettazione meccanica, export internazionale e soprattutto di <strong data-start="457" data-end="561">persone che hanno dedicato la propria vita alla costruzione di macchine e di relazioni professionali</strong>.</p>
<p data-start="564" data-end="694">Un racconto che nasce negli anni Settanta e che ancora oggi continua, grazie alla passione trasmessa da una generazione all’altra.</p>
<h2 data-section-id="13hkgyu" data-start="701" data-end="746">Le origini: l’intuizione di Florindo Rando</h2>
<p data-start="748" data-end="957">All’origine di tutto c’è l’idea di <strong data-start="783" data-end="801">Florindo Rando</strong> e dei suoi fratelli, che negli anni della crescita industriale italiana decisero di intraprendere un percorso nel settore della movimentazione industriale.</p>
<p data-start="959" data-end="1279">Erano anni in cui molte aziende meccaniche nascevano dall’iniziativa di famiglie e artigiani con una forte competenza tecnica e una grande capacità di lavoro. In questo contesto prende forma il progetto che darà vita al marchio <strong data-start="1187" data-end="1196">Fimsa</strong>, destinato a diventare negli anni un riferimento nel mondo dei carrelli elevatori.</p>
<p data-start="1281" data-end="1472">La costruzione dei primi mezzi avveniva in un contesto produttivo dove la progettazione e la realizzazione erano strettamente legate alla manualità e all’esperienza delle officine meccaniche.</p>
<h2 data-section-id="1ou801d" data-start="1479" data-end="1535">1971: una fotografia che segna l’inizio di una storia</h2>
<p data-start="1537" data-end="1626">Una fotografia scattata nel <strong data-start="1565" data-end="1573">1971</strong> racconta uno dei momenti simbolici di questa storia.</p>
<p data-start="1628" data-end="1838">Nell’immagine compare uno dei primi carrelli elevatori Fimsa. Alla guida c’è un giovane <strong data-start="1716" data-end="1733">Massimo Rando</strong>, che all’epoca non poteva immaginare quanto quella macchina avrebbe segnato il suo futuro professionale.</p>
<p data-start="1628" data-end="1838"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141435" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/1693143944265-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/1693143944265-300x300.jpg 300w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/1693143944265-150x150.jpg 150w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/1693143944265-768x768.jpg 768w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/1693143944265.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="1840" data-end="2065">Quella fotografia oggi rappresenta molto più di un semplice ricordo: è l’inizio di <strong data-start="1923" data-end="1966">oltre quarant’anni di lavoro quotidiano</strong>, di crescita industriale e di sviluppo tecnologico nel settore della movimentazione dei materiali.</p>
<h2 data-section-id="1mzljg0" data-start="2072" data-end="2121">Gli anni ’70: le prime commesse internazionali</h2>
<p data-start="2123" data-end="2245">Con il passare degli anni l’azienda consolida la propria esperienza tecnica e inizia a guardare ai mercati internazionali.</p>
<p data-start="2247" data-end="2422">Tra le esperienze più significative di quel periodo vi è la realizzazione, alla fine degli anni Settanta, di una <strong data-start="2360" data-end="2421">mini serie di carrelli elevatori destinati ai Paesi Arabi</strong>.</p>
<p data-start="2247" data-end="2422"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141433" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/2-arabi-1759309988082-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/2-arabi-1759309988082-225x300.jpg 225w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/2-arabi-1759309988082-769x1024.jpg 769w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/2-arabi-1759309988082-768x1022.jpg 768w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/2-arabi-1759309988082.jpg 800w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p data-start="2424" data-end="2687">Le immagini dell’epoca mostrano diversi carrelli allineati nel piazzale dell’azienda, pronti per essere spediti all’estero.<br data-start="2547" data-end="2550" />Era un momento importante per molte imprese italiane della meccanica: la capacità di esportare tecnologia e know-how verso nuovi mercati.</p>
<p data-start="2689" data-end="2825">Questi progetti dimostravano la flessibilità dell’azienda e la capacità di sviluppare <strong data-start="2775" data-end="2824">soluzioni adatte a contesti operativi diversi</strong>.</p>
<h2 data-section-id="15drsjj" data-start="2832" data-end="2901">L’evoluzione tecnologica: il carrello da 16 tonnellate elettronico</h2>
<p data-start="2903" data-end="3048">Nel corso degli anni Fimsa continua a sviluppare nuovi modelli e soluzioni tecniche, arrivando a progettare anche macchine di <strong data-start="3029" data-end="3047">grande portata</strong>.</p>
<p data-start="3050" data-end="3245">Tra i traguardi più significativi vi è la realizzazione del <strong data-start="3110" data-end="3174">carrello elevatore da 16 tonnellate con gestione elettronica</strong>, presentato in occasione del venticinquesimo anniversario del marchio.</p>
<p data-start="3247" data-end="3439">Entrare nel segmento delle grandi portate rappresentava una sfida tecnica importante: questi mezzi richiedono strutture robuste, sistemi idraulici sofisticati e controlli estremamente precisi.</p>
<p data-start="3441" data-end="3548">Il modello da 16 tonnellate segnò quindi un passaggio fondamentale nello sviluppo tecnologico dell’azienda.</p>
<p data-start="3441" data-end="3548"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141437" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/16t-elettornico-1753282292691-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/16t-elettornico-1753282292691-300x246.jpg 300w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/16t-elettornico-1753282292691-768x631.jpg 768w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/16t-elettornico-1753282292691.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2 data-section-id="18om20g" data-start="3555" data-end="3619">Le macchine speciali: il valore della progettazione su misura</h2>
<p data-start="3621" data-end="3764">Uno degli elementi che hanno caratterizzato la storia di Fimsa è la realizzazione di <strong data-start="3706" data-end="3763">macchine speciali progettate su richiesta del cliente</strong>.</p>
<p data-start="3766" data-end="3934">Nel corso di oltre cinquant’anni l’azienda ha sviluppato numerosi carrelli destinati ad applicazioni particolari, spesso adattati a esigenze operative molto specifiche.</p>
<p data-start="3766" data-end="3934"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141439" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/4-1731612785009-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/4-1731612785009-300x169.jpg 300w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/4-1731612785009-768x432.jpg 768w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/4-1731612785009.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="3936" data-end="4153">Questa capacità di progettare soluzioni personalizzate rappresenta una delle caratteristiche più tipiche della meccanica italiana: la combinazione tra competenza tecnica, esperienza sul campo e creatività progettuale.</p>
<h2 data-section-id="1txc0c7" data-start="4160" data-end="4211">La crescita produttiva: il report dell’anno 2000</h2>
<p data-start="4213" data-end="4291">Un documento interessante racconta anche l’evoluzione produttiva dell’azienda.</p>
<p data-start="4293" data-end="4460">Il <strong data-start="4296" data-end="4338">diagramma di produzione dell’anno 2000</strong>, realizzato manualmente dal responsabile di produzione dell’epoca, mostra l’andamento mensile delle attività industriali.</p>
<p data-start="4462" data-end="4546">Il risultato finale è significativo: <strong data-start="4499" data-end="4545">224 carrelli elevatori prodotti in un anno</strong>.</p>
<p data-start="4462" data-end="4546"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141443" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/report-1742033285012-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/report-1742033285012-300x211.jpg 300w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/report-1742033285012-768x540.jpg 768w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/report-1742033285012.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="4548" data-end="4724">Oggi questo grafico rappresenta una piccola testimonianza storica del modo in cui venivano monitorati i processi produttivi prima della diffusione dei moderni sistemi digitali.</p>
<h2 data-section-id="10y1diu" data-start="4731" data-end="4760">Il passaggio generazionale</h2>
<p data-start="4762" data-end="4964">A partire dagli anni 2000 la gestione dell’azienda viene portata avanti con la stessa passione dai figli del fondatore, <strong data-start="4882" data-end="4907">Massimo e Laura Rando</strong>, che proseguono il percorso iniziato dal padre Florindo.</p>
<p data-start="4966" data-end="5137">Massimo Rando ricopre negli anni diversi ruoli all’interno dell’azienda, tra cui <strong data-start="5047" data-end="5075">responsabile commerciale</strong> e, dal <strong data-start="5083" data-end="5136">2010, Presidente del Consiglio di Amministrazione</strong>.</p>
<p data-start="5139" data-end="5323">Questo passaggio generazionale rappresenta la continuità di una tradizione imprenditoriale fondata su valori solidi: lavoro, competenza tecnica e passione per la meccanica industriale.</p>
<h2 data-section-id="12klkd1" data-start="5330" data-end="5380">Il 2015: la fine della produzione diretta Fimsa</h2>
<p data-start="5382" data-end="5478">Dopo decenni di attività, nel <strong data-start="5412" data-end="5477">2015 Fimsa conclude la propria attività diretta di produzione</strong>.</p>
<p data-start="5480" data-end="5644">Si chiude così una fase importante della storia industriale del marchio, che per oltre quarant’anni ha contribuito allo sviluppo del settore dei carrelli elevatori.</p>
<h2 data-section-id="1pn70kj" data-start="5651" data-end="5687">2016: la continuità con Baldi Srl</h2>
<p data-start="5689" data-end="5814">Nel <strong data-start="5693" data-end="5749">2016 la Baldi Srl riprende le attività di produzione</strong>, dando continuità all’esperienza maturata negli anni precedenti.</p>
<p data-start="5816" data-end="5953">Massimo e Laura Rando concedono alla Baldi Srl l’utilizzo del marchio <strong data-start="5886" data-end="5952">Fimsa esclusivamente per finalità di marketing e comunicazione</strong>.</p>
<p data-start="5955" data-end="6133">Il marchio Fimsa rimane tuttavia <strong data-start="5988" data-end="6029">di proprietà di Massimo e Laura Rando</strong>, custodendo così la continuità e il valore storico di un nome legato a decenni di attività industriale.</p>
<p data-start="6135" data-end="6328">Oggi <strong data-start="6140" data-end="6261">Massimo Rando opera all’interno di Baldi Srl occupandosi esclusivamente della parte commerciale legata al brand Fimsa</strong>, mantenendo vivo il legame con la storia e l’identità del marchio.</p>
<p data-start="6330" data-end="6403">Laura Rando, invece, ha lasciato il settore della logistica nel <strong data-start="6394" data-end="6402">2014</strong>.</p>
<h2 data-section-id="dtnwxx" data-start="6410" data-end="6454">Una storia che è anche una storia di vita</h2>
<p data-start="6456" data-end="6683">Guardando oggi le fotografie del passato — i primi carrelli degli anni Settanta, le serie destinate all’export, le macchine speciali e i documenti di produzione — emerge con chiarezza il valore di questa esperienza industriale.</p>
<p data-start="6685" data-end="6761">La storia di Fimsa non è soltanto la storia di una fabbrica o di un marchio.</p>
<p data-start="6763" data-end="6910">È la storia di una famiglia, di collaboratori, di dipendenti e di clienti che nel corso degli anni hanno contribuito a costruire un percorso unico.</p>
<p data-start="6912" data-end="7094">Un percorso iniziato grazie all’intuizione di <strong data-start="6958" data-end="6976">Florindo Rando</strong>, portato avanti con passione dai suoi figli e diventato parte della storia della movimentazione industriale italiana.</p>
<p data-start="7096" data-end="7292">E forse è proprio questo il significato più profondo di quelle vecchie fotografie: ricordarci che dietro ogni macchina industriale esiste sempre <strong data-start="7241" data-end="7291">una storia di persone, di lavoro e di passione</strong>.</p>
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		<title>Marcel Braud, il fondatore di Manitou: la storia dell’uomo che inventò il carrello elevatore fuoristrada</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/marcel-braud-il-fondatore-di-manitou/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 10:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[carrelli elevatori]]></category>
		<category><![CDATA[industria macchine]]></category>
		<category><![CDATA[logistica industriale]]></category>
		<category><![CDATA[Manitou]]></category>
		<category><![CDATA[movimentazione materiali]]></category>
		<category><![CDATA[movimento terra]]></category>
		<category><![CDATA[Sollevatori telescopici]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell’industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marcel Braud, il fondatore di Manitou: la storia dell’uomo che inventò il carrello elevatore fuoristrada Il mondo della movimentazione dei materiali e della logistica industriale perde uno dei suoi grandi protagonisti. Marcel Braud, fondatore del gruppo Manitou Group, è scomparso all’età di 93 anni. Con lui se ne va uno degli imprenditori europei che più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-section-id="knosit" data-start="0" data-end="107" data-rm-block-id="block-1">Marcel Braud, il fondatore di Manitou: la storia dell’uomo che inventò il carrello elevatore fuoristrada</h1>
<p data-start="109" data-end="566" data-rm-block-id="block-2">Il mondo della movimentazione dei materiali e della logistica industriale perde uno dei suoi grandi protagonisti. <strong data-start="223" data-end="239">Marcel Braud</strong>, fondatore del gruppo <strong data-start="262" data-end="303"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Manitou Group</span></span></strong>, è scomparso all’età di 93 anni. Con lui se ne va uno degli imprenditori europei che più hanno contribuito a trasformare la movimentazione industriale, introducendo una macchina destinata a cambiare il lavoro nei cantieri, nelle aziende agricole e nei magazzini.</p>
<p data-start="568" data-end="807" data-rm-block-id="block-3">La storia di Marcel Braud è quella di un imprenditore nato letteralmente dentro un’officina meccanica e capace, partendo da un’intuizione tecnica, di costruire uno dei marchi più riconosciuti nel mondo delle macchine per la movimentazione.</p>
<h2 data-section-id="194s42f" data-start="814" data-end="878" data-rm-block-id="block-4">Dall’officina familiare all’idea che cambiò la movimentazione</h2>
<p data-start="880" data-end="1109" data-rm-block-id="block-5">La storia dell’azienda inizia nel dopoguerra, quando la madre di Marcel Braud fonda una piccola officina meccanica nella Francia occidentale. Il giovane Marcel cresce tra saldature, tornitura e riparazioni di macchine agricole.</p>
<p data-start="1111" data-end="1337" data-rm-block-id="block-6">Rimasto orfano di padre da adolescente, entra presto nell’attività di famiglia e impara tutti i mestieri dell’officina: meccanico, montatore, saldatore. Questo percorso tecnico sarà determinante per la sua visione industriale.</p>
<p data-start="1339" data-end="1403" data-rm-block-id="block-7">Alla fine degli anni ’50 arriva l’intuizione che cambierà tutto.</p>
<p data-start="1405" data-end="1629" data-rm-block-id="block-8">Nel <strong data-start="1409" data-end="1417">1958</strong>, Braud osserva una difficoltà tipica delle aziende agricole: i carrelli elevatori tradizionali funzionano bene nei magazzini, ma <strong data-start="1547" data-end="1598">non sono adatti ai terreni irregolari o fangosi</strong> delle campagne e dei cantieri.</p>
<p data-start="1631" data-end="1725" data-rm-block-id="block-9">Decide quindi di modificare un trattore agricolo invertendone la configurazione e installando:</p>
<ul data-start="1727" data-end="1867">
<li data-section-id="7pr54r" data-start="1727" data-end="1767">
<p data-start="1729" data-end="1767" data-rm-block-id="block-10">un sistema di sollevamento idraulico</p>
</li>
<li data-section-id="1yf539c" data-start="1768" data-end="1805">
<p data-start="1770" data-end="1805" data-rm-block-id="block-11">ruote adatte ai terreni difficili</p>
</li>
<li data-section-id="1g5ltko" data-start="1806" data-end="1867">
<p data-start="1808" data-end="1867" data-rm-block-id="block-12">una struttura più robusta per la movimentazione dei carichi</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1869" data-end="1932" data-rm-block-id="block-13">Nasce così <strong data-start="1880" data-end="1931">il primo carrello elevatore fuoristrada Manitou</strong>.</p>
<p data-start="1934" data-end="2076" data-rm-block-id="block-14">Il nome stesso dell’azienda deriva da <strong data-start="1972" data-end="1986">“Mani-tou”</strong>, abbreviazione di <em data-start="2005" data-end="2032">manipulateur tout terrain</em>, cioè <strong data-start="2039" data-end="2075">manipolatore per tutti i terreni</strong>.</p>
<h2 data-section-id="z84o4z" data-start="2083" data-end="2116" data-rm-block-id="block-15">La nascita di un nuovo mercato</h2>
<p data-start="2118" data-end="2255" data-rm-block-id="block-16">Quella che inizialmente sembrava una soluzione per l’agricoltura si rivela rapidamente una <strong data-start="2209" data-end="2254">innovazione industriale di grande portata</strong>.</p>
<p data-start="2257" data-end="2322" data-rm-block-id="block-17">Le macchine Manitou iniziano a diffondersi in tre settori chiave:</p>
<ul data-start="2324" data-end="2364">
<li data-section-id="4j7h7r" data-start="2324" data-end="2339">
<p data-start="2326" data-end="2339" data-rm-block-id="block-18">agricoltura</p>
</li>
<li data-section-id="1x3zcc7" data-start="2340" data-end="2352">
<p data-start="2342" data-end="2352" data-rm-block-id="block-19">edilizia</p>
</li>
<li data-section-id="ghl0sj" data-start="2353" data-end="2364">
<p data-start="2355" data-end="2364" data-rm-block-id="block-20">industria</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2366" data-end="2473" data-rm-block-id="block-21">Il concetto di <strong data-start="2381" data-end="2420">movimentazione su terreni difficili</strong> diventa un vero e proprio nuovo segmento di mercato.</p>
<p data-start="2475" data-end="2733" data-rm-block-id="block-22">Negli anni successivi l’azienda continua a sviluppare nuove soluzioni, fino a introdurre una macchina destinata a diventare iconica: <strong data-start="2608" data-end="2638">il sollevatore telescopico</strong>, oggi uno degli strumenti più diffusi nei cantieri e nelle aziende agricole di tutto il mondo.</p>
<h2 data-section-id="1473yfg" data-start="2740" data-end="2780" data-rm-block-id="block-23">Da azienda familiare a gruppo globale</h2>
<p data-start="2782" data-end="2906" data-rm-block-id="block-24">Sotto la guida di Marcel Braud, Manitou cresce progressivamente da officina artigianale a gruppo industriale internazionale.</p>
<p data-start="2908" data-end="2940" data-rm-block-id="block-25">Nel corso dei decenni l’azienda:</p>
<ul data-start="2942" data-end="3156">
<li data-section-id="kbuwo2" data-start="2942" data-end="2995">
<p data-start="2944" data-end="2995" data-rm-block-id="block-26">amplia la gamma di macchine per la movimentazione</p>
</li>
<li data-section-id="119fesk" data-start="2996" data-end="3036">
<p data-start="2998" data-end="3036" data-rm-block-id="block-27">sviluppa piattaforme di lavoro aeree</p>
</li>
<li data-section-id="15fyogt" data-start="3037" data-end="3096">
<p data-start="3039" data-end="3096" data-rm-block-id="block-28">entra nel settore delle macchine per il movimento terra</p>
</li>
<li data-section-id="3bjtz0" data-start="3097" data-end="3156">
<p data-start="3099" data-end="3156" data-rm-block-id="block-29">espande la propria presenza commerciale in tutto il mondo</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3158" data-end="3181" data-rm-block-id="block-30">Oggi il gruppo produce:</p>
<ul data-start="3183" data-end="3314">
<li data-section-id="ei3lv6" data-start="3183" data-end="3210">
<p data-start="3185" data-end="3210" data-rm-block-id="block-31">sollevatori telescopici</p>
</li>
<li data-section-id="1gwfk8b" data-start="3211" data-end="3245">
<p data-start="3213" data-end="3245" data-rm-block-id="block-32">carrelli elevatori fuoristrada</p>
</li>
<li data-section-id="rmnx0" data-start="3246" data-end="3267">
<p data-start="3248" data-end="3267" data-rm-block-id="block-33">piattaforme aeree</p>
</li>
<li data-section-id="1nvyevd" data-start="3268" data-end="3314">
<p data-start="3270" data-end="3314" data-rm-block-id="block-34">macchine compatte per edilizia e agricoltura</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3316" data-end="3461" data-rm-block-id="block-35">Manitou è presente in oltre <strong data-start="3344" data-end="3357">140 paesi</strong> e rappresenta uno dei marchi europei più riconosciuti nel settore delle macchine per la movimentazione.</p>
<p data-start="3463" data-end="3586" data-rm-block-id="block-36">Marcel Braud ha guidato l’azienda per decenni, rimanendo presidente fino al 2017 e successivamente <strong data-start="3562" data-end="3585">presidente onorario</strong>.</p>
<h2 data-section-id="czmd6z" data-start="3593" data-end="3619" data-rm-block-id="block-37">Un imprenditore tecnico</h2>
<p data-start="3621" data-end="3750" data-rm-block-id="block-38">Uno degli aspetti più particolari della figura di Braud è che non era solo un manager, ma prima di tutto <strong data-start="3726" data-end="3749">un uomo di officina</strong>.</p>
<p data-start="3752" data-end="3790" data-rm-block-id="block-39">Aveva imparato direttamente sul campo:</p>
<ul data-start="3792" data-end="3864">
<li data-section-id="116y87x" data-start="3792" data-end="3819">
<p data-start="3794" data-end="3819" data-rm-block-id="block-40">progettazione meccanica</p>
</li>
<li data-section-id="1ot4fb7" data-start="3820" data-end="3834">
<p data-start="3822" data-end="3834" data-rm-block-id="block-41">produzione</p>
</li>
<li data-section-id="i191x" data-start="3835" data-end="3864">
<p data-start="3837" data-end="3864" data-rm-block-id="block-42">manutenzione delle macchine</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3866" data-end="3997" data-rm-block-id="block-43">Questa conoscenza pratica gli ha permesso di sviluppare innovazioni concrete, pensate per risolvere problemi reali degli operatori.</p>
<p data-start="3999" data-end="4143" data-rm-block-id="block-44">Il successo di Manitou nasce proprio da questo approccio: <strong data-start="4057" data-end="4142">macchine progettate partendo dall’uso reale nei cantieri e nelle aziende agricole</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1406ml5" data-start="4150" data-end="4174" data-rm-block-id="block-45">L’eredità industriale</h2>
<p data-start="4176" data-end="4301" data-rm-block-id="block-46">Con la scomparsa di Marcel Braud si chiude una pagina importante dell’industria europea delle macchine per la movimentazione.</p>
<p data-start="4303" data-end="4493" data-rm-block-id="block-47">La sua intuizione del 1958 ha dato origine a un intero segmento industriale e ha contribuito a migliorare la produttività in moltissimi settori: logistica, agricoltura, edilizia e industria.</p>
<p data-start="4495" data-end="4691" data-rm-block-id="block-48">Oggi il marchio <a href="https://www.manitou.com/it-IT" target="_blank" rel="noopener">Manitou</a> continua a rappresentare <strong data-start="4544" data-end="4618">innovazione, robustezza e capacità di lavorare in condizioni difficili</strong>, valori che affondano le radici proprio nella visione del suo fondatore.</p>
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		<item>
		<title>I primi Transpallet a pedana: l’origine della movimentazione moderna</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/i-primi-transpallet-a-pedana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto Walter Knight 1902]]></category>
		<category><![CDATA[carrelli industriali storici]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione movimentazione merci]]></category>
		<category><![CDATA[primi transpallet]]></category>
		<category><![CDATA[storia del transpallet]]></category>
		<category><![CDATA[transpallet a pedana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima delle forche: una pedana su ruote Quando si parla di storia del Transpallet, si pensa a forche e idraulica. In realtà, l’origine della movimentazione moderna è molto semplice e affascinante. Prima dei Transpallet a forche, troviamo i Transpallet a pedana: carrellini dotati di piattaforma rettangolare, progettati per inserirsi sotto slitte  (chiamate skid) in legno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Prima delle forche: una pedana su ruote</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di </span><b>storia del </b><b>T</b><b>ranspallet</b><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">si pensa a </span><span style="font-weight: 400;">forche e idraulica. In realtà, l’origine della movimentazione moderna è molto </span><span style="font-weight: 400;">semplice e affascinante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima dei</span><span style="font-weight: 400;"> T</span><span style="font-weight: 400;">ranspallet a forche</span><span style="font-weight: 400;">, troviamo</span><span style="font-weight: 400;"> i </span><b>Transpallet a pedana</b><span style="font-weight: 400;">: carrelli</span><span style="font-weight: 400;">ni</span><span style="font-weight: 400;"> dotati di piattaforma rettangolare, progettati per inserirsi </span><span style="font-weight: 400;">sotto slitte  (chiamate </span><span style="font-weight: 400;"><em>skid</em>)</span><span style="font-weight: 400;"> in legno</span><span style="font-weight: 400;"> a quattro piedi o con traverse, </span><span style="font-weight: 400;">per </span><span style="font-weight: 400;">sostenere il carico e spostarlo in sicurezza. Non </span><span style="font-weight: 400;">si tratta di</span><span style="font-weight: 400;"> strumenti per la logistica distributiva</span><span style="font-weight: 400;">. Nascevano</span><span style="font-weight: 400;"> per officine meccaniche, magazzini di tabacco e ambienti industriali</span><span style="font-weight: 400;">,</span><span style="font-weight: 400;"> dove il carico doveva essere trasportato e</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">lavorato.</span></p>
<h2><b>Il primo brevetto: Walter Knight (1902)</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo brevetto riconducibile a un</span> <span style="font-weight: 400;"> <strong>T</strong></span><b>ranspallet a pedana</b><span style="font-weight: 400;"> è </span><span style="font-weight: 400;">attribuito a </span><span style="font-weight: 400;"> </span><b>Walter Knight</b><span style="font-weight: 400;">, depositato il 13 gennaio 1902 a Hamilton, Ohio, </span><span style="font-weight: 400;">con il numero seriale 702969.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per </span><span style="font-weight: 400;">Knight</span><span style="font-weight: 400;">, un transpallet è:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">capace di muoversi in qualsiasi direzione</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">utilizzabile come base di lavoro</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">progettato per resistere a </span><span style="font-weight: 400;">sollevamenti gravosi</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Transpallet per Knight era composto da</span><span style="font-weight: 400;"> una piattaforma montata su ruote piroettanti, sostenuta da barre mobili con supporti a manovella. Il sollevamento avveniva tramite un unico albero continuo a doppia manovella.</span></p>

<a href="https://gazzettalogistica.it/i-primi-transpallet-a-pedana/kingt-immagine/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/kingt-Immagine-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p><span style="font-weight: 400;">Non era </span><span style="font-weight: 400;">solo </span><span style="font-weight: 400;">un </span><span style="font-weight: 400;">mezzo di trasporto, ma </span><span style="font-weight: 400;">un </span><b>piano operativo mobile</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un’epoca in cui il pallet standardizzato non esiste</span><span style="font-weight: 400;">va</span><span style="font-weight: 400;"> ancora, il piano di lavoro </span><span style="font-weight: 400;">era sollevato in </span><span style="font-weight: 400;">altezza e </span><span style="font-weight: 400;">posizione necessaria.</span></p>
<h2><b>Transpallet a pedana: L’evoluzione</b><b> americana:</b><b> John B. Martin (1918)</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo la Prima guerra mondiale, un brevetto analogo viene depositato da </span><b>John B. Martin</b><span style="font-weight: 400;">, anch’egli residente a Cincinnati, nella contea d</span><span style="font-weight: 400;">i Hamilton. La coincidenza</span><span style="font-weight: 400;"> geografica non è casuale: l’area dell’Oh</span><span style="font-weight: 400;">io, fortemente industrializzata, rappres</span><span style="font-weight: 400;">entava un laboratorio di</span><span style="font-weight: 400;"> innovazioni</span><span style="font-weight: 400;"> legate </span><span style="font-weight: 400;">alla movimentazione merci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><span style="font-weight: 400;">T</span><span style="font-weight: 400;">ranspallet a pedana inizia</span><span style="font-weight: 400;">,</span><span style="font-weight: 400;"> cos</span><span style="font-weight: 400;">ì,</span><span style="font-weight: 400;"> a diffondersi come soluzione trasversale per:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">officine meccaniche</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">magazzini industriali</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">impianti di imballaggio</span></li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-141058" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/martin-Immagine-221x300.png" alt="" width="221" height="300" srcset="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/martin-Immagine-221x300.png 221w, https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/martin-Immagine.png 269w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si consolida il concetto di piattaforma mobile inseribile sotto il carico.</span></p>
<h2><b>L’interpretazione inglese: Donald Munro (1922)</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1922, in Inghilterra, </span><b>Donald Munro</b><span style="font-weight: 400;"> propone un </span><span style="font-weight: 400;">transpallet</span><span style="font-weight: 400;">  più evoluto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La base rettangolare è ben definita. Il </span><span style="font-weight: 400;">transpallet</span><span style="font-weight: 400;"> viene spinto sotto il pianale del carico </span><span style="font-weight: 400;">e una componente elevatrice integrata</span> <span style="font-weight: 400;">ne </span><span style="font-weight: 400;">consente il sollevamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Munro </span><span style="font-weight: 400;">evidenzia</span><span style="font-weight: 400;"> tre elementi fondamentali:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">semplicità costruttiva</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">robustezza</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">affidabilità nel sollevamento</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Compare</span><span style="font-weight: 400;"> il riferimento a un controllo idraulico: </span><span style="font-weight: 400;">porterà ai transpallet </span><span style="font-weight: 400;">con</span><span style="font-weight: 400;"> forche e sistemi idraulici moderni.</span></p>

<a href="https://gazzettalogistica.it/i-primi-transpallet-a-pedana/munroimmagine/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://gazzettalogistica.it/wp-content/uploads/2026/03/munroImmagine-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<h2><b>I </b><b>T</b><b>ranspallet a pedana: fondamenti della logistica</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">I primi </span><span style="font-weight: 400;">T</span><span style="font-weight: 400;">ranspallet a pedana rappresentano un passaggio cruciale </span><span style="font-weight: 400;">perché:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>i</b><b>ntroducono il concetto di carrello</b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>i</b><b>ntegrano trasporto e funzione operativa</b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>p</b><b>reparano la strada </b><b>alla standardizzazione </b><b>del pallet</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Transpallet a pedana</span> <span style="font-weight: 400;">precede quello a forche.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’esigenza produttiva di movimentazione favorisce i flussi logistici.</span></p>
<p><b>Dalla pedana alle forche: </b><b>l’inizio della logistica moderna</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la diffusione del pallet standardizzato nel </span><span style="font-weight: 400;">S</span><span style="font-weight: 400;">econdo dopoguerra</span><span style="font-weight: 400;">, la piattaforma a pedana</span> <span style="font-weight: 400;">lascia progressivamente spazio alle forche, più leggere e funzionali </span><span style="font-weight: 400;">al</span><span style="font-weight: 400;">l’inserimento sotto i carichi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Senza i primi transpallet a pedana però:                                                                 </span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">non ci sarebbe stato il sollevamento</span><span style="font-weight: 400;"> integrato</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">non ci sarebbe stat</span><span style="font-weight: 400;">a l’abbinamento </span><span style="font-weight: 400;">tra movimentazione e processo produttivo</span></li>
</ul>
<p><em><strong>La storia del Transpallet inizia molto prima delle forche: una pedana su ruote, pensata per resistere al lavoro nella nascente industria.</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Logistica nella Storia volume 2</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/logistica-nella-storia-volume-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 18:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettalogistica.it/?p=139702</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando pensiamo alla storia immaginiamo imperi, scoperte, guerre e commerci. Quasi mai pensiamo alla logistica. Eppure, dietro ogni civiltà, ogni grande impresa e ogni rivoluzione, c’è sempre stata la capacità di organizzare risorse, muovere merci e coordinare persone. È proprio da questa idea che nasce Logistica nella Storia – Volume 2, il nuovo capitolo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando pensiamo alla storia immaginiamo imperi, scoperte, guerre e commerci. Quasi mai pensiamo alla logistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, dietro ogni civiltà, ogni grande impresa e ogni rivoluzione, c’è sempre stata la capacità di organizzare risorse, muovere merci e coordinare persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio da questa idea che nasce <strong>Logistica nella Storia – Volume 2</strong>, il nuovo capitolo di una collana che racconta la storia dell’umanità da una prospettiva diversa, sorprendente e poco esplorata.</p>





<h2 class="wp-block-heading">Un libro di storia… che non sembra un libro di storia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo volume non è un manuale tecnico e non è un saggio accademico. È un viaggio narrativo pensato per essere letto con curiosità e piacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La logistica diventa una lente attraverso cui osservare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la nascita delle città</li>



<li>l’evoluzione del commercio</li>



<li>le grandi esplorazioni</li>



<li>le rivoluzioni industriali</li>



<li>la modernità</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è un racconto divulgativo che unisce storia, cultura e mondo della supply chain in modo accessibile anche a chi non lavora nel settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sei tappe per attraversare i millenni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro accompagna il lettore attraverso sei grandi periodi storici. Ogni tappa rappresenta un momento in cui la logistica ha cambiato il destino delle società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non troverai formule o grafici, ma episodi, scenari e intuizioni che mostrano come organizzazione, trasporto e pianificazione abbiano sempre influenzato la vita quotidiana delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un modo nuovo di guardare alla storia: non dal punto di vista dei re o delle battaglie, ma da quello delle reti che hanno reso possibile la civiltà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché leggere un libro sulla storia della logistica?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché conoscere il passato aiuta a comprendere il presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La logistica di oggi – digitale, automatizzata, globale – è il risultato di un percorso lungo millenni. Capire da dove nasce significa osservare con occhi nuovi il mondo in cui viviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo libro è pensato per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chi lavora nella logistica e vuole riscoprirne le radici</li>



<li>chi ama la storia e cerca un punto di vista originale</li>



<li>chi è curioso di capire come si è costruita la globalizzazione</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un viaggio che continua</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il secondo passo di una collana che accompagnerà il lettore attraverso i momenti chiave in cui la logistica ha plasmato la civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la storia non è fatta solo di eventi memorabili, ma anche di sistemi invisibili che hanno reso possibile ogni progresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la logistica è uno di questi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia del mondo ha un protagonista invisibile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando pensiamo alla storia immaginiamo imperi, scoperte, guerre e commerci. Quasi mai pensiamo alla logistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, dietro ogni civiltà, ogni grande impresa e ogni rivoluzione, c’è sempre stata la capacità di organizzare risorse, muovere merci e coordinare persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio da questa idea che nasce <strong>Logistica nella Storia – Volume 2</strong>, il nuovo capitolo di una collana che racconta la storia dell’umanità da una prospettiva diversa, sorprendente e poco esplorata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un libro di storia… che non sembra un libro di storia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo volume non è un manuale tecnico e non è un saggio accademico. È un viaggio narrativo pensato per essere letto con curiosità e piacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La logistica diventa una lente attraverso cui osservare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la nascita delle città</li>



<li>l’evoluzione del commercio</li>



<li>le grandi esplorazioni</li>



<li>le rivoluzioni industriali</li>



<li>la modernità</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è un racconto divulgativo che unisce storia, cultura e mondo della supply chain in modo accessibile anche a chi non lavora nel settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sei tappe per attraversare i millenni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro accompagna il lettore attraverso sei grandi periodi storici. Ogni tappa rappresenta un momento in cui la logistica ha cambiato il destino delle società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non troverai formule o grafici, ma episodi, scenari e intuizioni che mostrano come organizzazione, trasporto e pianificazione abbiano sempre influenzato la vita quotidiana delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un modo nuovo di guardare alla storia: non dal punto di vista dei re o delle battaglie, ma da quello delle reti che hanno reso possibile la civiltà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché leggere un libro sulla storia della logistica?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché conoscere il passato aiuta a comprendere il presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La logistica di oggi – digitale, automatizzata, globale – è il risultato di un percorso lungo millenni. Capire da dove nasce significa osservare con occhi nuovi il mondo in cui viviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo libro è pensato per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chi lavora nella logistica e vuole riscoprirne le radici</li>



<li>chi ama la storia e cerca un punto di vista originale</li>



<li>chi è curioso di capire come si è costruita la globalizzazione</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un viaggio che continua</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è il secondo passo di una collana che accompagnerà il lettore attraverso i momenti chiave in cui la logistica ha plasmato la civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la storia non è fatta solo di eventi memorabili, ma anche di sistemi invisibili che hanno reso possibile ogni progresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la logistica è uno di questi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">DavideLega.com</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Carrelli elevatori: le novità del 2026 viste al LogiMAT</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/carrelli-elevatori-novita-2026-logimat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 19:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[carrelli elevatori]]></category>
		<category><![CDATA[logimat]]></category>
		<category><![CDATA[LogiMAT 2026]]></category>
		<category><![CDATA[logistica di magazzino]]></category>
		<category><![CDATA[Mesto Carrelli Elevatori]]></category>
		<category><![CDATA[novità carrelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettalogistica.it/?p=139538</guid>

					<description><![CDATA[<p>LogiMAT 2026, fiera di Logistica in Stoccarda più importante in Europa, ha confermato che il carrello elevatore non è più un semplice mezzo operativo, ma un elemento strutturale del modello logistico. Le novità presentate puntano a migliorare spazi sempre più compressi, flussi più veloci, meno personale disponibile, sicurezza e continuità operativa. In fiera non si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">LogiMAT 2026, fiera di Logistica in Stoccarda più importante in Europa, ha confermato che il carrello elevatore non è più un semplice mezzo operativo, ma un </span><b style="font-size: 16px;">elemento strutturale del modello logistico</b><span style="font-weight: 400;">. Le novità presentate puntano a </span><span style="font-weight: 400;">migliorare </span><span style="font-weight: 400;">spazi sempre più compressi, flussi più veloci, meno personale disponibile</span><span style="font-weight: 400;">,</span><span style="font-weight: 400;"> sicurezza e continuità operativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In fiera non si è parlato di </span><span style="font-weight: 400;">un </span><span style="font-weight: 400;">futuro lontano, </span><span style="font-weight: 400;">bensì </span><span style="font-weight: 400;">di </span><b>macchine già pronte </b><b>a</b><b> lavorare </b><span style="font-weight: 400;">in maniera concreta, senza descrizioni irrealistiche</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h3>Toyota Material Handling e la  gamma BT</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Toyota Material Handling ha portato al</span><span style="font-weight: 400;">la</span><span style="font-weight: 400;"> LogiMAT 2026 una strategia chiara: </span><b>raffinare l’esistente</b><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">seguendo </span><span style="font-weight: 400;">le esigenze operative attuali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gamma </span><b>BT</b><span style="font-weight: 400;"> ne è un esempio emblematico. Il </span><b>BT L</b><b>evio LSI200</b><span style="font-weight: 400;">, transpallet elettrico da 2.000 kg, è stato uno dei modelli più </span><span style="font-weight: 400;">interessanti, </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">sia per la portata, che per la</span> <b>fluidità di marcia e la manovrabilità</b><span style="font-weight: 400;">, elementi fondamentali in magazzini dove i percorsi</span><span style="font-weight: 400;"> sono sempre più ristretti e, talvolta, congestionati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre</span><span style="font-weight: 400;"> al Levio, Toyota ha mostrato gli aggiornamenti dei </span><b>BT Staxio SSI200D</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>SSI160LN</b><span style="font-weight: 400;">, stoccatori progettati per contesti di </span><b>cross-docking </b><b>(</b><span style="font-weight: 400;">scambio/incrocio diretto tra le banchine, senza stoccaggio) e </span><b>picking </b><b>(prelievo veloce) </b><b>veloce</b><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Il</span><span style="font-weight: 400;"> tema è </span><b>ridurre i tempi di ciclo</b><span style="font-weight: 400;"> e limitare micro-errori che, sommati, rallentano l’intero magazzino. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sempre nello stand Toyota, il </span><b>Traigo80</b><span style="font-weight: 400;"> ha rappresentato </span><span style="font-weight: 400;">uno dei collegamenti più riusciti </span><span style="font-weight: 400;">tra magazzino e area esterna: un controbilanciato pensato per </span><span style="font-weight: 400;">confini “sfumati” t</span><span style="font-weight: 400;">ra indoor e outdoor  come hub logistici, stabilimenti produttivi e piattaforme distributive.</span></p>
<h3>Jungheinrich: precisione prima della forza</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Jungheinrich </span><span style="font-weight: 400;">si è concentrata</span><span style="font-weight: 400;"> al</span><span style="font-weight: 400;">la</span><span style="font-weight: 400;"> LogiMAT </span><span style="font-weight: 400;">su </span><b>controllo, precisione, integrazione nei flussi</b><span style="font-weight: 400;">. La serie </span><b>EFG C20–C40</b><span style="font-weight: 400;"> (spesso citata come C20–C30–C40) </span><span style="font-weight: 400;">è pensata per lavorare in ambienti interni complessi, con:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">corsie ridotte</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">alte scaffalature</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">traffico di persone e mezzi</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui il carrello non deve “impressionare”, ma </span><b>rispondere esattamente a ciò che l’operatore chiede</b><span style="font-weight: 400;">, riducendo oscillazioni, correzioni inutili </span><span style="font-weight: 400;">e incidenti. È un obiettivo che va diffondendosi nei magazzini in crescita.</span></p>
<h3>Still e Linde: ergonomia come leva produttiva</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche </span><b>Still</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Linde</b><span style="font-weight: 400;"> hanno mostrato evoluzioni significative </span><span style="font-weight: 400;">in</span><span style="font-weight: 400;"> modelli già </span><span style="font-weight: 400;">da tempo </span><span style="font-weight: 400;">affermati</span><span style="font-weight: 400;">si</span><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lo </span><b>Still RX 20</b><span style="font-weight: 400;"> e la serie </span><b>Linde E14–E20</b><span style="font-weight: 400;"> sono stati aggiornati su aspetti spesso sottovalutati: </span><b>visibilità, postura di guida, sicurezza attiva</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Limitazione automatica della velocità in curva, assistenza alla frenata, sistemi anticollisione e migliore disposizione dei comandi </span><b>permettono all’operatore di lavorare </b><b>in maniera più adeguata</b><span style="font-weight: 400;">, riducendo affaticamento e cali di attenzione.</span></p>
<h3>Il carrello è un generatore di informazioni</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Una delle vere novità trasversali del</span><span style="font-weight: 400;">la</span><span style="font-weight: 400;"> LogiMAT 2026 è </span><span style="font-weight: 400;">la</span> <b>telematica di bordo</b><span style="font-weight: 400;">. Sempre più carrelli sono in grado di raccogliere dati su:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">utilizzo reale</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">urti</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">stili di guida</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">pause</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Informazioni che, se lette correttamente, permettono di </span><b>capire dove il magazzino </b><b>perda </b><b>efficienza</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h3>Appunti per il nuovo anno</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">LogiMAT 2026 ha mostrato </span><span style="font-weight: 400;">che </span><span style="font-weight: 400;">il carrello elevatore </span><span style="font-weight: 400;">segue</span> <b>scelt</b><b>e</b><b> di metodo</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Che si tratti di </span><b>BT Levio</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Staxio</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Toyota Traigo80</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Jungheinrich EFG</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Still RX</b><span style="font-weight: 400;">,</span> <b>Linde E-Series</b><span style="font-weight: 400;">, la domanda  </span><span style="font-weight: 400;">è </span><b>come </b><b>possano migliorare il </b><b>modo di lavorare</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed è proprio qui che, nel 2026, si gioca la partita della </span><span style="font-weight: 400;">L</span><span style="font-weight: 400;">ogistica.</span></p>
<p><a href="https://www.mestocarrellielevatori.com/" target="_blank" rel="noopener">Mesto Carrelli Elevatori</a></p>
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		<title>BUSINESS, INNOVAZIONE E RICERCA: DRONITALY A BOLOGNA DALL’11 AL 13 MARZO 2026</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/dronitaly-business-innovazione-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[dronitaly]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione e ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dronitaly, su richiesta degli operatori, torna in primavera: l’undicesima edizione si terrà dall’11 al 13 marzo 2026 presso l’EX-GAM del Bologna Congress Center. Diverso dai padiglioni tradizionali, l’EX-GAM offre un ambiente di design, accogliente e riservato, capace di valorizzare l’esperienza di espositori e visitatori, offrendo un ambiente ideale per incontri mirati e opportunità di collaborazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dronitaly</strong>, su richiesta degli operatori, torna in primavera: l’<strong>undicesima edizione </strong>si terrà <strong>dall’11 al 13 marzo 2026</strong> <strong>presso l’EX-GAM del Bologna Congress Center</strong>. Diverso dai padiglioni tradizionali, l’EX-GAM offre un ambiente di design, accogliente e riservato, capace di valorizzare l’esperienza di espositori e visitatori, offrendo un ambiente ideale per incontri mirati e opportunità di collaborazione strategica.</p>
<p>Organizzata da <strong>BolognaFiere Water&amp;Energy</strong> in collaborazione con <strong>Mirumir</strong>, l’edizione 2026 prosegue il percorso avviato con l’<strong>evento speciale ospitato nel settembre 2025 presso il Centro Ricerche ENEA del Brasimone</strong>, confermando il ruolo di Dronitaly come occasione di incontro e confronto tra imprese, istituzioni, Pubbliche Amministrazioni e mondo della ricerca, grazie a un format che integra area espositiva, contenuti di approfondimento e networking qualificato.</p>
<p>L’<strong>area espositiva, che vedrà la partecipazione di oltre 40 aziende</strong> italiane e internazionali, consentirà di toccare con mano gli strumenti utili allo svolgimento delle attività negli ambiti di applicazione civile individuati con il supporto del Comitato Tecnico Scientifico di manifestazione (<a href="https://www.dronitaly.it/it/Chi-siamo/Comitato-scientifico#comitato" target="_blank" rel="noopener">https://www.dronitaly.it/it/Chi-siamo/Comitato-scientifico#comitato</a>). L’obiettivo è favorire un confronto concreto tra domanda e offerta di soluzioni, anche in chiave <strong>B2B e B2G</strong>, valorizzando competenze e casi d’uso ad alto impatto operativo.</p>
<p>Proseguendo la collaborazione con le principali associazioni di settore, oltre che dei più importanti centri universitari e altri stakeholder interessati al ruolo dei droni all’interno delle loro attività, nell’ambito di Dronitaly sarà realizzato l’<strong>Hub Ricerca e Innovazione</strong>: in questo ampio spazio ricercatori, studenti, start-up saranno invitati a presentare soluzioni innovative che prevedono l’utilizzo dei droni in ambito professionale e civile.</p>
<p>Nelle tre giornate, l’area espositiva sarà affiancata da un importante programma convegnistico nel quale verranno approfonditi i principali ambiti applicativi dei droni civili a uso professionale.<br />
I droni si confermano validi strumenti in ambito agro-forestale, nelle attività di sicurezza, nella progettazione, monitoraggio e verifica delle infrastrutture, nelle attività di monitoraggio, ricerca e soccorso, facendo della precisione, dell’abbattimento dei costi e del miglioramento dei risultati i loro punti di forza.</p>
<p>Un’attenzione particolare sarà dedicata all’acquisizione e gestione dei dati raccolti tramite droni e alla loro integrazione con quelli provenienti da altre fonti, anche grazie all’impiego dell’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>Il futuro del settore vede i droni entrare anche a far parte di un sistema integrato che avrà come obiettivo l’unione di tre dimensioni operative – terra, aria e orbita – per rendere la logistica più efficiente. In una tavola rotonda di apertura, operatori e rappresentanti della Pubblica Amministrazione saranno protagonisti di un dibattito volto a capire come questi mezzi possono consentire di ridurre i tempi di consegna, raggiungere aree difficilmente accessibili, abbattere i costi operativi e, soprattutto, rispondere alle nuove esigenze di consumatori e Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Il <strong>programma convegnistico</strong> di Dronitaly 2026, già disponibile sul sito ufficiale della manifestazione e attualmente in fase di definizione, include alcuni appuntamenti già strutturati con il contributo anche di CNR, ISPRA e Ordine degli Ingegneri, ai quali si affiancheranno ulteriori iniziative (<a href="https://www.dronitaly.it/it/Programma/Calendario#programApp" target="_blank" rel="noopener">https://www.dronitaly.it/it/Programma/Calendario#programApp</a>).</p>
<p>Il CNR curerà tre giornate dedicate a “Droni e Ambiente: Ricerca, Applicazioni e Prospettive”, con focus sulle soluzioni in ambito agro-forestale (11 marzo), sulle soluzioni in ambito geo-ambientale (12 marzo) e su “Droni e Dati: gestione, sicurezza e reti del futuro” (13 marzo).</p>
<p>Nel pomeriggio dell’11 e del 12 marzo, ISPRA proporrà, nell’ambito del convegno “I nuovi ‘occhi’ del monitoraggio ambientale”, due sessioni dedicate all’impiego degli UAS nel Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale e alle sinergie istituzionali per il monitoraggio e il controllo del territorio, la ricerca e il supporto alle emergenze.</p>
<p>L’Ordine degli Ingegneri collaborerà all’organizzazione del convegno “Droni nei Cantieri: Sicurezza, Monitoraggio, Ingegneria” (12 marzo). Il convegno sarà occasione di formazione per i professionisti dell’ingegneria e gli operatori specializzati, chiamati a comprendere come l’impiego degli UAV per raggiungere aree critiche, raccogliere dati in tempo reale ed effettuare controlli possano essere un prezioso supporto per ridurre gli incidenti sul lavoro e ottimizzare tempi e costi per il presidio delle aree a rischio (grandi infrastrutture e cantieri).</p>
<p><strong>Dronitaly 2026</strong> si conferma così come un contesto qualificato per sviluppare relazioni, trasferire competenze e costruire progettualità, con un’impostazione orientata ai bisogni reali dei settori utilizzatori e della Pubblica Amministrazione. L’ingresso alla manifestazione è gratuito per i visitatori professionali, previa registrazione online (<a href="https://www.dronitaly.it/it/Area-visitatori" target="_blank" rel="noopener">https://www.dronitaly.it/it/Area-visitatori</a>).</p>
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		<item>
		<title>E-Trade Show Varsavia: e-commerce, logistica e spedizioni in Europa</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/e-trade-show-varsavia-e-commerce-logistica-e-spedizioni-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 17:26:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-trade show]]></category>
		<category><![CDATA[fiera varsavia]]></category>
		<category><![CDATA[fiere europa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[fulfillment]]></category>
		<category><![CDATA[logistica e-commerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La E-Trade Show di Varsavia si conferma come uno degli eventi più rilevanti per il mondo dell’e-commerce, della logistica e del cross-border selling in Europa. Questa manifestazione, conosciuta anche come International E-commerce Industry Trade Fair, è diventata una piattaforma strategica dove aziende digitali, fornitori di servizi logistici, operatori di fulfillment e tecnologie si incontrano per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="425" data-end="962">La <strong data-start="428" data-end="456">E-Trade Show di Varsavia</strong> si conferma come uno degli eventi più rilevanti per il mondo dell’e-commerce, della logistica e del cross-border selling in Europa.</p>
<p data-start="425" data-end="962">Questa manifestazione, conosciuta anche come <em data-start="634" data-end="680">International E-commerce Industry Trade Fair</em>, è diventata una piattaforma strategica dove aziende digitali, fornitori di servizi logistici, operatori di fulfillment e tecnologie si incontrano per creare nuove relazioni commerciali e confrontarsi sulle sfide della crescita internazionale.</p>
<h3 data-start="964" data-end="1010">Un evento che supera i confini dei mercati</h3>
<p data-start="1012" data-end="1478">La E-Trade Show è un’occasione concreta per superare <strong data-start="1128" data-end="1164">barriere operative e commerciali</strong> che molti shop online incontrano quando cercano di espandersi oltre i propri confini nazionali. Le sfide tipiche includono costi di spedizione competitivi, gestione efficiente dei resi, ottimizzazione dei tempi di consegna e visibilità nei motori di ricerca dei Paesi target.</p>
<p data-start="1480" data-end="1716">Per molte aziende del settore e-commerce questo evento rappresenta una <strong data-start="1551" data-end="1573">tappa fondamentale</strong> per comprendere come affrontare con successo il mercato europeo, collegandosi direttamente con partner logistici e tecnologie all’avanguardia.</p>
<h3 data-start="1718" data-end="1771">Logistica e fulfillment al centro dell’attenzione</h3>
<p data-start="1773" data-end="2083">Uno degli aspetti più significativi della E-Trade Show è l’attenzione ai servizi di <strong data-start="1857" data-end="1901">fulfillment e logistica per l’e-commerce</strong>. La manifestazione riunisce contrattisti logistici, operatori 3PL (Third Party Logistics) e gestori di magazzini multi-cliente con l’obiettivo di creare connessioni operative reali.</p>
<p data-start="2085" data-end="2138">Questo approccio diretto permette agli e-commerce di:</p>
<ul data-start="2139" data-end="2422">
<li data-start="2139" data-end="2214">
<p data-start="2141" data-end="2214">valutare modelli di fulfillment adeguati per l’espansione internazionale;</p>
</li>
<li data-start="2215" data-end="2293">
<p data-start="2217" data-end="2293">definire reti di magazzini locali con servizi di cross-docking e stoccaggio;</p>
</li>
<li data-start="2294" data-end="2422">
<p data-start="2296" data-end="2422">comprendere come gestire in modo efficiente ordini, spedizioni e resi nel nuovo mercato.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2424" data-end="2649">A differenza di molte fiere generiche, la E-Trade Show combina <strong data-start="2487" data-end="2561">proposte tecnologiche, soluzioni di processo e opportunità commerciali</strong>, creando uno spazio dove l’incontro tra domanda e offerta diventa realmente produttivo.</p>
<h3 data-start="2651" data-end="2699">Incontri strutturati e opportunità operative</h3>
<p data-start="2701" data-end="3071">La fiera non si limita alla semplice esposizione di stand. È un evento ricco di conferenze, workshop e momenti di discussione focalizzati sui temi chiave del business digitale. I partecipanti possono assistere a presentazioni su strategie di vendita internazionale, automazione dei processi, nuove tecnologie per l’e-commerce e modelli innovativi di customer experience.</p>
<p data-start="3073" data-end="3337">Particolare attenzione viene data anche ai temi dell’<strong data-start="3126" data-end="3166">integrazione dei sistemi informativi</strong>, della digitalizzazione dei processi e dell’utilizzo di strumenti avanzati per il miglioramento delle performance di vendita online.</p>
<h3 data-start="3339" data-end="3389">Perché l’Italia non può ignorare questo evento</h3>
<p data-start="3391" data-end="3512">Per le aziende italiane del settore logistico e dell’e-commerce, la E-Trade Show rappresenta un’opportunità concreta per:</p>
<ul data-start="3513" data-end="3763">
<li data-start="3513" data-end="3573">
<p data-start="3515" data-end="3573">stringere relazioni con potenziali clienti internazionali;</p>
</li>
<li data-start="3574" data-end="3647">
<p data-start="3576" data-end="3647">trovare partner logistici in grado di supportare traffici cross-border;</p>
</li>
<li data-start="3648" data-end="3763">
<p data-start="3650" data-end="3763">scoprire soluzioni tecnologiche in grado di potenziare le operazioni di magazzino, spedizione e customer service.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3765" data-end="3958">La partecipazione a eventi di questo tipo è essenziale per chi desidera sviluppare modelli di business orientati all’export digitale e consolidare la propria presenza oltre i confini nazionali.</p>
<h3 data-start="3960" data-end="3994">Costruire relazioni che durano</h3>
<p data-start="3996" data-end="4287">Un altro elemento di valore della E-Trade Show è la possibilità di trasformare <strong data-start="4075" data-end="4122">contatti in collaborazioni di lungo termine</strong>. Le relazioni avviate durante l’evento possono portare alla definizione di accordi operativi e progetti concreti che vanno oltre il singolo appuntamento fieristico.</p>
<p data-start="4289" data-end="4464">In un mercato in rapida evoluzione come quello dell’e-commerce, creare una rete di partner affidabili è uno dei fattori determinanti per la crescita sostenibile di un’azienda.</p>
<h3 data-start="2137" data-end="2199">Iportali e le community</h3>
<p data-start="2201" data-end="2538">Alla E-Trade Show di Varsavia è presente anche <strong data-start="2248" data-end="2272">Logistics Publishing</strong>, editore specializzato nei temi di e-commerce, logistica e <strong data-start="2332" data-end="2360">cross-border fulfillment </strong>con cui collaboriamo.</p>
<p data-start="2201" data-end="2538">L’approccio del gruppo non è puramente espositivo, ma orientato a creare <strong data-start="2435" data-end="2478">connessioni reali tra domanda e offerta</strong>, in particolare tra web shop e operatori logistici europei.</p>
<p data-start="2540" data-end="2639">Ecco i principali portali e community che fanno parte di questo ecosistema editoriale e di mercato:</p>
<p data-start="2641" data-end="3673"><strong data-start="2641" data-end="2666">• <a href="https://logistiknachrichten.de/" target="_blank" rel="noopener">LogistikNachrichten</a></strong> – portale di notizie focalizzato sui provider logistici, operatori di fulfillment e decision maker del mercato DACH (Germania, Austria, Svizzera).<br data-start="2813" data-end="2816" /><strong data-start="2816" data-end="2840">• <a href="https://gazetalogistyka.pl/" target="_blank" rel="noopener">GazetaLogistyka.pl</a></strong> – piattaforma dedicata ai web shop polacchi e ai decision maker logistici nel mercato polacco.<br data-start="2935" data-end="2938" /><strong data-start="2938" data-end="2964">• GazzettaLogistica.it</strong> – il portale con una prospettiva internazionale, che mette in relazione esigenze di logistica cross-border con soluzioni operative e tecnologiche.<br data-start="3111" data-end="3114" /><strong data-start="3114" data-end="3146">• Warehouse Automation Guide</strong> – guida e riferimento per operatori di magazzino e investitori sulla <strong data-start="3216" data-end="3244">automazione dei processi</strong> e tecnologie di avanzata.<br data-start="3270" data-end="3273" /><strong data-start="3273" data-end="3293">• PalettenReport</strong> – strumento di analisi sui pallet, costi di gestione e trasporti per operatori logistici e industriali.<br data-start="3397" data-end="3400" /><strong data-start="3400" data-end="3423">• Palettensymposium</strong> – piattaforma dedicata a produttori e operatori di pallet e sistemi di carico.<br data-start="3502" data-end="3505" /><strong data-start="3505" data-end="3523">• PetfoodIndex</strong> – unità di analisi dati focalizzata sul mercato petfood, combinando <strong data-start="3592" data-end="3619">intelligence di mercato</strong>, prezzi e dinamiche di vendita nel canale e-commerce.</p>
<p data-start="3675" data-end="3955">Queste piattaforme sono progettate per supportare aziende, venditori online e operatori logistici nell’accesso a <strong data-start="3788" data-end="3876">informazioni, market intelligence, visibilità e strumenti di crescita internazionale</strong>, con un equilibrio tra contenuti editoriali e servizi di sviluppo commerciale.</p>
<h3 data-start="4466" data-end="4481">Conclusione</h3>
<p data-start="4483" data-end="4831">La E-Trade Show di Varsavia si conferma un evento di riferimento per l’intero ecosistema dell’e-commerce e della logistica in Europa. Per operatori italiani e internazionali, è una piattaforma strategica per <strong data-start="4691" data-end="4830">condividere know-how, scoprire tecnologie emergenti e consolidare relazioni commerciali in un mercato sempre più competitivo e connesso</strong>.</p>
<p data-start="4483" data-end="4831">Vi invitiamo quindi a venirci a trovare allo stand in fiera.</p>
<p data-start="4483" data-end="4831">Quando: dal 27 al 29 Gennaio 2026 a Varsavia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prima del carrello elevatore</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/gli-antenati-del-carrello-elevatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 12:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
		<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[carrello elevatore]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione industriale]]></category>
		<category><![CDATA[logistica storica]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione carrelli elevatori]]></category>
		<category><![CDATA[Mesto Carrelli Elevatori]]></category>
		<category><![CDATA[montacarichi]]></category>
		<category><![CDATA[movimentazione materiali]]></category>
		<category><![CDATA[pallet]]></category>
		<category><![CDATA[storia logistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima del carrello elevatore I progenitori del Carrello Elevatore  La storia e l’invenzione del Pallet e del Carrello Elevatore appaiono relativamente incerte e suscettibili di dibattiti. In verità durante le ricerche, come era presumibile, gli studiosi del tema hanno scoperto una continuità storica impressionante nello sviluppo delle invenzioni che hanno portato alla nascita di questi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Prima del carrello elevatore</strong></h1>
<p><strong>I progenitori del Carrello Elevatore </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L</span><span style="font-weight: 400;">a storia e l’invenzione del </span><span style="font-weight: 400;">P</span><span style="font-weight: 400;">allet e del </span><span style="font-weight: 400;">C</span><span style="font-weight: 400;">arrello </span><span style="font-weight: 400;">E</span><span style="font-weight: 400;">levatore appaiono relativamente incerte e suscettibili di dibattiti. In verità durante le ricerche, come era presumibile, gli studiosi del tema hanno scoperto una continuità storica impressionante nello sviluppo delle invenzioni che hanno portato alla nascita di questi due </span><span style="font-weight: 400;">oggetti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che i ricercatori hanno scoperto è che c’è continuità</span> <span style="font-weight: 400;">nel miglioramento dei brevetti, e che </span><span style="font-weight: 400;">i Carrelli Elevatori e i P</span><span style="font-weight: 400;">allet sono nati da diversi approcci al problema del trasporto logistico. Ci sono infatti inventori e aziende che potremmo raggruppare idealmente in gruppi di origine: di fatto questi inventori e queste aziende sono arrivati alla stessa soluzione del </span><span style="font-weight: 400;">problema logistico del trasporto</span><span style="font-weight: 400;">, partendo da ambienti produttivi diversi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una prima origine è quella riferito allo sviluppo dei </span><span style="font-weight: 400;">C</span><span style="font-weight: 400;">arrelli, legato al momento in cui nascono i primi depositi  quando i commercianti inviavano i loro prodotti a destinazione a proprie spese, di solito via nave. Per il carico, trasporto e scarico, le persone sperimentarono vari contenitori: botti, casse, sacchi (che nel 1946 guadagnarono popolarità con l’invenzione della macchina da cucire) e fusti venivano usati per trasportare, immagazzinare e spostare le merci e </span><span style="font-weight: 400;">questo veniva ritenuto </span><span style="font-weight: 400;">un sistema adeguatamente efficiente almeno fino alla prima metà del 1800.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la metà del 19° secolo, la produzione industriale stava incrementando</span> <span style="font-weight: 400;">rapidamente, di conseguenza, necessitavano</span> <span style="font-weight: 400;">meccanismi più veloci, più sicuri e più efficienti per spostare i materiali nei loro </span><span style="font-weight: 400;">contenitori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per soddisfare queste richieste, gli inventori </span><span style="font-weight: 400;">pensarono varie macchine progenitrici</span> <span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">della attuali macchine da movimentazione, come ad esempio, tra i primi, il carrello per sacchi a propulsione manuale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché per i sacchi? Meno dei barili e ancor meno delle casse, i sacchi erano un imballaggio poco costoso. Una delle prime invenzioni fu un </span><span style="font-weight: 400;">carrello costituito </span><span style="font-weight: 400;">da una manovella fissata ai montanti che permetteva ai lavoratori di sollevare oggetti pesanti come sacchi di grano e bidoni per il latte alti fino a un metro e mezzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi carrelli per sacchi, che sono stati continuamente modificati, erano</span> <span style="font-weight: 400;">particolarmente utili per industrie come quella chimica, del gas e dell’agricoltura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altri tipi di attrezzature per la movimentazione dei materiali utilizzati durante questo periodo includevano:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;</span><span style="font-weight: 400;">Montacarichi con catene e verricelli;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-Autocarri a quattro ruote azionati manualmente;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">-Rimorchi e cassoni con assi in ferro battuto e ruote in ghisa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi anni ogni inventore si dedica con passione allo studio di macchine per la movimentazione sia orizzontale che verticale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I brevetti sono quotidiani</span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarà proprio dall’unione</span> <span style="font-weight: 400;">di queste invenzioni (carrelli, montacarichi, verricelli, rimorchi, trattori, elevatori) che nascerà il moderno carrello elevatore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vuoi garantire efficienza e sicurezza ai tuoi Carrelli Elevatori? Affidati a <a href="https://www.mestocarrellielevatori.com/Post?postid=14" target="_blank" rel="noopener">Mesto </a></span><span style="font-weight: 400;">esperto </span><span style="font-weight: 400;">nella manutenzione e assistenza in Campania. Controlli regolari e interventi tempestivi assicurano prestazioni ottimali e lunga vita alle tue attrezzature</span><span style="font-weight: 400;"> di movimentazione..</span></p>
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		<title>Le origini dei carrelli elevabili</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/origini-carrello-elevatore-carrelli-elevabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 12:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🏗️ Le origini dei carrelli elevabili Dai ponti mobili al carrello elevatore moderno 🛒 Prima dell′affermazione del carrello elevatore moderno, l′industria aveva gia′ iniziato a rispondere a un′esigenza fondamentale: sollevare e movimentare carichi pesanti riducendo lo sforzo umano. In questo articolo entriamo nell′epoca dei progenitori del carrello elevatore, concentrandoci in particolare sugli elevatori a piattaforma, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="240" data-end="282"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3d7.png" alt="🏗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Le origini dei carrelli elevabili</h2>
<h3 data-start="283" data-end="333">Dai ponti mobili al carrello elevatore moderno</h3>
<p data-start="335" data-end="692"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f6d2.png" alt="🛒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Prima dell′affermazione del carrello elevatore moderno, l′industria aveva gia′ iniziato a rispondere a un′esigenza fondamentale: sollevare e movimentare carichi pesanti riducendo lo sforzo umano. In questo articolo entriamo nell′epoca dei progenitori del carrello elevatore, concentrandoci in particolare sugli elevatori a piattaforma, antenati diretti delle attuali PLE Piattaforme di Lavoro Elevabili. Queste macchine, oggi utilizzate soprattutto per il lavoro in quota, nascono in realta′ come soluzioni di sollevamento industriale e rappresentano vere e proprie cugine storiche del carrello elevatore, con cui condividono principi meccanici, logica operativa ed evoluzione tecnica. Attraverso brevetti, inventori e contesto storico, ripercorriamo le radici di una tecnologia che ha cambiato per sempre il lavoro nei magazzini e nelle fabbriche.</p>
<p data-start="335" data-end="692"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3ed.png" alt="🏭" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="338" data-end="389">Nelle aziende e nei magazzini di fine Ottocento</strong>, la movimentazione di merci pesanti era una necessità quotidiana. Spostare sacchi, carbone, ferro o prodotti agricoli come grano e tabacco richiedeva soluzioni che andassero oltre la sola forza umana. Nascono così i primi carrelli di servizio, utilizzati nelle miniere, nelle fonderie e in agricoltura.</p>
<p data-start="694" data-end="1118"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f6d2.png" alt="🛒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="697" data-end="744">Gli antenati del carrello elevatore moderno</strong> erano inizialmente carrelli che lavoravano su superfici orizzontali, ma già progettati per agevolare il sollevamento. Il primo brevetto riconducibile a un carrello elevabile risale al <strong data-start="929" data-end="937">1902</strong>, ad opera di <strong data-start="951" data-end="970">William T. Buck</strong> (New Jersey). Il suo dispositivo utilizzava ingranaggi azionati da una leva esterna e permetteva di sollevare il carico appoggiato su due traverse.</p>
<p data-start="1120" data-end="1463"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9f1.png" alt="🧱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1123" data-end="1167">Poco dopo entra in scena Alexander Scott</strong>, inventore del Tennessee. I suoi carrelli erano pensati per il settore dei laterizi: una piattaforma regolabile consentiva di movimentare pallet di mattoni appena stampati. L’obiettivo era chiaro:<br data-start="1364" data-end="1367" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2714.png" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> semplicità costruttiva<br data-start="1391" data-end="1394" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2714.png" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> costi contenuti<br data-start="1411" data-end="1414" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2714.png" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> capacità di trasportare carichi molto pesanti</p>
<p data-start="1465" data-end="1803"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f30d.png" alt="🌍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1468" data-end="1506">Il contesto storico è fondamentale</strong>: gli Stati Uniti stavano vivendo una forte espansione edilizia per accogliere milioni di migranti. Automatizzare la movimentazione di pietre e mattoni diventò una priorità. Non è un caso che molti inventori operassero sulla <strong data-start="1731" data-end="1750">costa orientale</strong>, vicino ai porti e ai principali centri industriali.</p>
<p data-start="1805" data-end="1982"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f527.png" alt="🔧" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="1808" data-end="1851">È l’epoca degli elevatori a piattaforma</strong>: manovelle, pulegge, catene e ruote dentate dominano la scena. Gli inventori sperimentano e lasciano spazio alla fantasia tecnica.</p>
<p data-start="1984" data-end="2396"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f69b.png" alt="🚛" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Un esempio affascinante è il <strong data-start="2016" data-end="2051">ponte mobile di Willard Norcoot</strong> (1905). Si trattava di un ascensore mobile progettato per sollevare casse e bauli da un carro a un veicolo. La struttura, con pattino inclinabile e sistemi di bloccaggio, ricorda soluzioni moderne come le rulliere o i ponti di sollevamento da officina. Curioso notare come l’inventore parli di <strong data-start="2346" data-end="2354">skid</strong> e non di pallet, che ancora non esisteva.</p>
<p data-start="2398" data-end="2728"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2b06.png" alt="⬆" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2401" data-end="2430">Un ulteriore passo avanti</strong> arriva con <strong data-start="2442" data-end="2464">Charles Beierstorf</strong> (Missouri), che nel 1901 brevetta un sollevatore verticale con cremagliera, leva e cricchetto. A mio parere, questo dispositivo rappresenta il vero progenitore degli <strong data-start="2631" data-end="2663">impilatori manuali verticali</strong>, anche grazie ai piedi stabilizzatori indipendenti dalla pedana.</p>
<p data-start="2730" data-end="2911"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f477.png" alt="👷" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Dietro queste macchine non ci sono solo brevetti, ma <strong data-start="2786" data-end="2823">uomini, lavoro e bisogni concreti</strong>. Lo stesso principio che guida ancora oggi l’evoluzione dei carrelli elevatori moderni.</p>
<hr data-start="2913" data-end="2916" />
<p data-start="3494" data-end="3835"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f529.png" alt="🔩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Oggi i carrelli elevatori sono strumenti affidabili, sicuri ed efficienti grazie a oltre un secolo di evoluzione tecnica.<br data-start="3618" data-end="3621" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="3624" data-end="3663">Affidati a <a href="https://www.mestocarrellielevatori.com/" target="_blank" rel="noopener">Mesto Carrelli Elevatori</a></strong> per assistenza, manutenzione, noleggio e consulenza specializzata: l’esperienza di chi conosce a fondo la storia per offrirti soluzioni concrete e affidabili nel presente.</p>
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		<title>Mesto Carrelli Elevatori: da oltre 25 anni, il partner di fiducia per chi lavora ogni giorno con la logistica</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/mesto-carrelli-elevatori-25-anni-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Lega]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 12:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalle Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dietro ogni pallet spostato, c’è una macchina affidabile. Dietro quella macchina, c’è una squadra che lavora con passione.” C’è un filo che unisce le aziende che crescono, innovano e mantengono le promesse: la capacità di muovere le cose nel modo giusto. Questa è la storia di Mesto Carrelli Elevatori, (https://www.mestocarrellielevatori.com/)  una realtà da oltre 25 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dietro ogni pallet spostato, c’è una macchina affidabile.<br />
Dietro quella macchina, c’è una squadra che lavora con passione.”</p>
<p>C’è un filo che unisce le aziende che crescono, innovano e mantengono le promesse: la capacità di <strong>muovere le cose nel modo giusto</strong>.</p>
<p>Questa è la storia di <strong>Mesto Carrelli Elevatori</strong>, (<a href="https://www.mestocarrellielevatori.com/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mestocarrellielevatori.com/</a>)  una realtà da oltre 25 anni al fianco delle imprese campane nel mondo della <strong>movimentazione industriale</strong>.</p>
<h3><strong>Un punto di riferimento nel mondo dei carrelli</strong></h3>
<p>Fondata nei primi anni Ottanta (nasce come piccola officina meccanica), <strong>Mesto</strong> ha costruito la propria credibilità su <strong>competenza tecnica</strong>, <strong>serietà commerciale</strong> e <strong>assistenza post-vendita di qualità</strong>.</p>
<p>Oggi è il vostro referente per chi cerca:</p>
<ul>
<li><strong>Carrelli elevatori  usati</strong><strong> e revisionati</strong></li>
<li><strong>Assistenza tecnica specializzata</strong></li>
<li><strong>Servizi di noleggio flessibile</strong></li>
<li><strong>Ricambi originali e garantiti</strong></li>
<li><strong>Batterie certificate</strong></li>
<li><strong>Programmi di manutenzione</strong></li>
</ul>
<p>L’esperienza maturata nel tempo permette di offrire <strong>soluzioni su misura</strong> per ogni tipo di impresa, dal piccolo artigiano, passando dalle grandi piattaforme logistiche  per arrivare alle filiere di produzione).</p>
<h3><strong>Tecnologia, sicurezza e sostenibilità</strong></h3>
<p>Il mondo della movimentazione sta cambiando rapidamente: l’<strong>elettrico, l’efficienza energetica e sicurezza</strong> sono oggi le parole chiave.</p>
<p><strong>Mesto Carrelli Elevatori</strong> affronta questa evoluzione con uno sguardo al futuro, selezionando <strong>marchi affidabili</strong>, introducendo <strong>tecnologie di ultima generazione</strong> e la <strong>manutenzione preventiva</strong> per ridurre costi e fermi macchina.</p>
<p>“Innovazione e sicurezza non sono solo slogan  sono il cuore del nostro lavoro quotidiano.”</p>
<h3><strong>Oltre la vendita c’è il servizio</strong></h3>
<p>Per <strong>Mesto,</strong> vendere un carrello elevatore non è mai un punto d’arrivo, ma <strong>l’inizio di una relazione</strong>.<br />
Chi sceglie Mesto può contare su:</p>
<ul>
<li><strong>Assistenza rapida e puntuale</strong></li>
<li><strong>Contratti di manutenzione personalizzati</strong></li>
<li><strong>Supporto costante</strong> <strong>nel tempo</strong></li>
<li><strong>Garanzia</strong></li>
</ul>
<p>È questa <strong>attenzione quotidiana che distingue Mesto, </strong> un’azienda che <strong>ascolta, consiglia e accompagna</strong>, con l’obiettivo di costruire rapporti di fiducia e valore.</p>
<p>Aiutiamo i nostri clienti a diventare protagonisti della manutenzione quotidiana: con poche e semplici attenzioni possono prevenire guasti e mantenere l’efficienza della macchina nel tempo.</p>
<h3><strong>Un nuovo percorso di comunicazione</strong></h3>
<p>Con questo articolo prende il via una nuova iniziativa editoriale dedicata al mondo della <strong>logistica e dei carrelli elevatori</strong>.<br />
Ogni mese parleremo di <strong>innovazione, sicurezza, manutenzione e tecnologia</strong>, raccontando storie di aziende e persone che, come Mesto, credono nella qualità e nella crescita continua.</p>
<p>Seguici qui sul blog e sui canali di <strong>Gazzetta Logistica</strong>: ti porteremo dentro un mondo che si muove ogni giorno grazie alla passione, alla tecnica e alla professionalità.</p>
<p>Link esterni: <a href="https://www.mestocarrellielevatori.com/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mestocarrellielevatori.com/</a></p>
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		<title>Lean Excellence Center: quando la formazione fa la differenza. Gli eventi del 2025</title>
		<link>https://gazzettalogistica.it/lean-excellence-center-quando-la-formazione-fa-la-differenza-gli-eventi-del-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Bloise]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 14:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area 5 - Storia & Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Top Stories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I corsi di formazione e gli appuntamenti del 2025 organizzati da Lean Excellence Center di Reggio Emilia per conoscere i principi Lean e migliorare le performance industriali La formazione prima di tutto. Oggi per lavorare bene ed in modo efficiente, restando sempre al passo con i tempi, è necessario studiare e rimanere sempre aggiornato sulle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I corsi di formazione e gli appuntamenti del 2025 organizzati da Lean Excellence Center di Reggio Emilia per conoscere i principi Lean e migliorare le performance industriali</strong></p>
<p>La formazione prima di tutto. Oggi per lavorare bene ed in modo efficiente, restando sempre al passo con i tempi, è necessario studiare e <strong>rimanere sempre aggiornato</strong> sulle novità del settore nel quale si opera. Niente di più vero e necessario se si guarda alla <strong>logistica</strong>, ambito in grande espansione e per troppo tempo sottovalutato.</p>
<p>Modelli organizzativi, metodologie e strumenti, tra innovazione e digitalizzazione, consentono di <strong>migliorare le performance industriali</strong> eliminando gli sprechi e rendendo efficiente e flessibile il proprio lavoro.</p>
<p>Lo spiega il <strong>Lean Excellence Center di Reggio Emilia</strong>, cuore della filosofia Lean in Italia e che <strong><a href="https://gazzettalogistica.it/alla-scoperta-del-lean-excellence-center-di-reggio-emilia/" target="_blank" rel="noopener">noi di GazzettaLogistica abbiamo visitato</a></strong>, un luogo dove l&#8217;efficienza e l&#8217;innovazione si fondono per trasformare il modo in cui le aziende lavorano. Punto di riferimento per chiunque voglia approfondire i principi del Lean e applicarli nella propria realtà aziendale, il centro ha organizzato per il <strong>2025</strong> <strong><a href="https://leanexcellencecenter.com/it/prossimi-eventi/" target="_blank" rel="noopener">una serie di eventi</a></strong>, che tra <strong>teoria e pratica</strong>, puntano a trasmettere gli elementi chiave del proprio metodo.</p>
<p>Dopo quello del 20 marzo dal titolo <strong><a href="https://gazzettalogistica.it/alla-scoperta-del-lean-factory-design-levento-a-marzo-a-reggio-emilia/" target="_blank" rel="noopener">“LEAN FACTORY DESIGN – Il miglioramento continuo a portata di tutti”</a>, </strong>si continua con una tabellone denso di appuntamenti. Qui di seguito li indichiamo tutti (lista in aggiornamento).</p>
<h3><strong>Digital Lean Management – 17 Aprile </strong></h3>
<p>Il 17 aprile, dalle 10 alle 13, presso il Lean Excellence Center di Reggio Emilia, si parla di <strong>digitalizzazione</strong> e del perché attuarla in azienda nel corso dell’appuntamento intitolato <strong>“Agilità ed innovazione per il Futuro digitale”. </strong></p>
<p>Una panoramica sulle barriere che ancora esistono verso questo ambito per poi passare a capirne i benefici, come aumentare il coinvolgimento del personale e quali sono i principali software a cui fare riferimento.</p>
<h3><strong>Lean Digital Supply Chain &#8211; 22 Maggio</strong></h3>
<p><strong>“Trasformazione digitale nella supply chain &#8211; Innovare, ottimizzare e guidare il cambiamento” </strong>è questo il titolo dell’appuntamento organizzato per il 22 maggio nel quale si continua a parlare di digitalizzazione scoprendo le <strong>tecnologie di ultima generazione, </strong>dai dispositivi IoT ai sensori intelligenti ma anche i <strong>software </strong>per digitalizzare integrando processi e flussi informativi<strong>. </strong></p>
<h3><strong>Behavior of Intralogistic vehicles &#8211; 19 Giugno</strong></h3>
<p>Il 19 giugno nello showroom di Reggio Emilia si aprono le porte per scoprire i vari veicoli per l&#8217;intralogistica ed il software che aiuta a configurarli. “Intralogistic vehicles” è il titolo dell’appuntamento che approfondisce il tipo di rimorchi, la configurazioni delle ruote ed i  punti di collegamento.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://gazzettalogistica.it/lean-excellence-center-quando-la-formazione-fa-la-differenza-gli-eventi-del-2025/">Lean Excellence Center: quando la formazione fa la differenza. Gli eventi del 2025</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://gazzettalogistica.it">Gazzetta Logistica</a>.</p>
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