La 31° edizione del Samoter. I mezzi del fare

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La 31° edizione del Samoter. I mezzi del fare

Dopo anni bui, il mercato delle macchine movimento terra (MMT) e dei mezzi specializzati nel trasporto di ghiaia, sabbia e cemento e tutto quanto ruota attorno alle costruzioni stradali pubbliche e alle opere civili, sta progressivamente alzando la testa. In questo contesto si è svolta la 31° edizione del veronese Samoter, in cui, oltre agli stand espositivi e alla parte dedicata ai convegni, è stato proposto un focus sulla sostenibilità ambientale e sullo sviluppo futuro del cantiere. Così digitalizzazione, smart machine, carburanti alternativi e modalità di lavoro innovative sono state al centro del Samoter Lab, area dedicata all’innovazione tecnologica.

Dopo cinque giornate, il bilancio è stato positivo, oltre che in crescita rispetto alla precedente edizione del 2017: oltre 40mila visitatori giunti da 91 nazioni (Germania, Spagna e Francia ai primi 3 posti per numero di arrivi), per scrutare da vicino quanto esposto da 536 aziende espositrici di cui 115 straniere (in arrivo da 23 paesi), distribuiti su 6 padiglioni e 2 aeree esterne.
Insomma, il marchio Samoter riscuote ancora fascino e può restare in campo assieme a Conexpo e Bauma. Lo confermano la presenza anche di costruttori di veicoli quali Astra, DAF, Renault Trucks, Tatra e Scania (con il concessionario Mantella) e tutti gli allestitori connessi ai telai da carrare. Occasione privilegiata per osservare da vicino il mercato delle vasche ribaltabili, che, dopo una forse eccessiva euforia, sta vivendo una fase di assestamento, segnata da una crescita più composta. «C’è movimento, seppure attualmente con qualche rallentamento– sintetizza Federico Salvi, direttore vendite Italia di Menci – che porterà alla fine dell’anno a un numero di immatricolazioni in linea con lo scorso anno». Sulla stessa lunghezza anche Luca De Angelis dell’omonima società di allestimenti, che registra un portafoglio clienti per il 2023 già pieno, ma un rallentamento delle nuove domande dei clienti. «Anche in attesa dei nuovi incentivi del governo», precisa Alberto Maggi, amministratore delegato di Multitrax, in fiera con un nuovo semirimorchio D-Tec dotato di gru scorrevole idoneo allo scarico di pallet o big bag nei cantieri (vedi box a p. 54).

MENCI

Menci, il primo costruttore nazionale, ha introdotto la nuova gamma Giove. «Abbiamo ripensato in toto il nostro long seller», spiega Salvi, «migliorandolo in tutte le parti più sensibili e utili a chi ne fa un uso intensivo». Il che si traduce lavorare solo con l’Hardox 500 (4,5 mm di fondo, 3,5 sulle pareti e 4 per testata e portello) e progettare un’apertura di 115 gradi che parte alle spalle del longherone posteriore, donando 50 gradi in più di spazio per lo scarico. Il telaio, di 7 metri di lunghezza su cui innestare una cassa da 7,20 metri (o 7,45), offre ancora più sbalzo posteriore per il lavoro in finitrice, che aumenta ancora se si monta il codino posteriore. In più, il nuovo tetto scorrevole Cramaro dispone di un carter per offrire maggiore superficie di carico e completa manutenzione dal basso, senza smontare la struttura del telo. Il tutto per una tara di 6.800 kg per un volume da 30,5 m3 e una lunghezza totale di 8.840 mm.

OFFICINE PASTORE

Medesimo impeto a mettere in mostra una gamma nuova proviene dallo storico marchio piemontese Officine Pastore, giunto alla terza generazione con la guida di Giacomo Maria Pastore e suo fratello, per la prima volta a Verona. «Stiamo assistendo anche noi a un rallentamento del mercato per il 2023», spiega Pastore, «ma va bene così: è coerente alla situazione in corso». In fiera hanno esposto una vasca tonda, anche isolata, più conica (chiamata Konic da 18 m3) che facilita lo scarico del materiale. «Ha un telaio molto corto, fatto dalla Austeras, che richiama il vecchio Pellicano della Minerva, ma è un concentrato di novità, dice Pastore. «Monta un nuovo fulcro posteriore con snodi più larghi per offrire maggiore stabilità, uno stabilizzatore meccanico centrale, la prolunga posteriore e pesa 150 kg in meno del modello precedente, arrivando a 3.850 kg con spessori 6/4 e sponde da 1.540 mm». Esposto anche il Colibrì, ribaltabile standardizzato e industrializzato per Daily. «Ne facciamo oltre 600 l’anno», prosegue Pastore. «Ha il controtelaio zincato, 12 strati di vernice a polvere, i cavalletti portapali anteriore e posteriore con lamiera di protezione, sponde in lega TR5 da 40 mm o in ferro da 45, un doppio sistema di sgancio delle sponde (alto o basso) e una tara di 520 kg».

TECNOKAR-EMILCAMION

Altro colosso nazionale del settore resta la spoletina Tecnokar che acquisita anni fa l’Emilcamion, fondata da Marco Bettini, ha sempre più un peso specifico significativo nel panorama europeo dei mezzi cava-cantiere. «Noi ci siamo riservati in seno al Gruppo umbro – spiega Gianmarco Bettini – l’esclusiva per le vasche Emilcamion in Italia e nei Balcani (circa 450 allestimenti all’anno fra fissi e in kit), e in questa veste portiamo avanti l’evoluzione anche del nostro modello di punta, l’S5 ora diventato S5X. La cassa coprirà lo spazio che la S5 EVO, con la sola apertura della sponda posteriore ad ala di gabbiano, lasciava aperto. La richiesta raccolta sul mercato era di dotare anche la vasca ribaltabile tonda dell’apertura della sponda posteriore a libro/bandiera, soluzione già presente nei prodotti P6 Export e T5. Con questo nuovo progetto si è voluto andare oltre, decidendo di dotare la S5X di una versione denominata Triplex che contiene tutte e tre le soluzioni possibili, in un unico allestimento». E quindi: apertura solo basculante, quella ad ala di gabbiano e quella manuale a libro, con in più, nella versione esposta in fiera, una nuova prolunga idraulica posteriore e una cappottina proteggi telo del copricarico. La nuova S5X ha inoltre differente configurazione geometrica e conformazione delle pareti laterali e della sponda posteriore, che la fanno distinguere dalla sorella maggiore S5 Evo. Le capacità di carico restano comprese tra i 15 e 25 m3 e gli spessori variano per il fondo da 5 a 12 mm, per le pareti da 3 a 10 mm.
Come Tecnokar, oltre alla tradizionale produzione di ribaltabili, si segnala una cassa tonda Supertop F1 lunga 7.600 mm da 28 m3 di volume, ma sono in fase di elaborazione altre gamme da dedicare alla raccolta rifiuti, affiancando quel rimorchio scarrabile da 7 metri di lunghezza visto in fiera, omologato Adr e con 4.300 kg di tara, 770 mm di altezza da terra e 1.960 del timone.

DRAGO RIBALTABILI

Classica in fiera la produzione della Drago Ribaltabili con tre vasche esposte, fra cui la versione in kit imbullonata da esportazione. «Un progetto da 150 allestimenti all’anno che ha trovato molta richiesta in Irlanda», dice Marco Franceschetti a capo della società mantovana. Il Gruppo, oltre a commercializzare vasche a nome proprio, ne realizza altre su richiesta di clienti, come quella montata sul nuovo camion da cava Newton 350/450 di Maurizio Perlini.

CARDI-VIBERTI

Bel ritorno a Verona dello storico marchio scaligero Cardi in abbinata alla Viberti (entrambe ora parte del gruppo polacco Wielton). Il primo con una cassa quadra in lega leggera, il secondo con il centinato 38S20PR. «La vasca rappresenta un nuovo progetto di telaio con il collo d’oca – spiega Roberto Mollo, direttore commerciale Viberti, in modo da posizionare la vasca stessa più in basso nel telaio, con il vantaggio di avere una struttura più leggera e un baricentro migliorato. A Verona volevamo rappresentare il binomio fra un marchio storico e una nuova tecnologia, sinonimo di affidabilità. Mentre con Viberti volevamo mettere in mostra la gamma standard di centinati per il lavoro europeo in grado di combinare peso ottimizzato e robustezza». Per quanto concerne il mercato, Mollo sostiene che «l’anno passato si è chiuso bene. E per la prima parte del 2023 noi siamo in linea con l’anno scorso, con un più 2,9% di crescita a marzo. Ma poi si scenderà. La domanda si sta stabilizzando, resta buona ma se non diminuisce almeno un poco non riuscirà a essere continua».

MANTELLA

Una buona crescita la manifesta Andrea Mantella che abbina all’attività di concessionario Scania quella di produttore di vasche ribaltabili. «Stiamo assistendo a una crescita dei camion da cava Scania – spiega – grazie ai nuovi motori Super. Il mercato sta ancora tirando e da tre anni stiamo migliorando le quote, anche per i ribaltabili registriamo una crescita del 20%. Sono tutti allestimenti che per la maggior parte vendiamo nel Nord d’Italia, per cui ad aprile abbiamo inaugurato una nuova sede a Piacenza per seguire meglio il settore». Il Gruppo, fondato nel 2015, attualmente costruisce circa 200 allestimenti all’anno. In fiera era con i modelli Dominator e Stratosphere, abbinati a due Scania (un trattore V8 mezzo d’opera da 590 cv e un ribaltabile XT da 460 CV.

BECCHETTI

All’esordio veronese anche la perugina Becchetti, nata nel 1955 e giunta ora alla quarta generazione. «La nostra presenza a Verona – spiega Alberto Becchetti – è dovuta alla volontà di espandere il nostro mercato. Siamo legati al Centro Italia e al Sud, avendo buoni rapporti con i concessionari di telai fino alla Sardegna, esportiamo, spesso in cordate legate a Iveco e Astra, nell’Africa francofona. Ma adesso vogliamo affacciarci al Nord-Est e, con una produzione annua di 120-140 vasche, abbiamo i numeri per farlo». A Verona era esposta una vasca da 20 m3 da 7/5 mm di spessori in Hardox 500.

DE ANGELIS

Solo due i costruttori di carrelloni per il trasporto dei mezzi d’opera, De Angelis e il turco Ozgül. Il costruttore di Ravenna, forte di circa 300 allestimenti all’anno, ha messo in mostra un 3 assi della nuova gamma G Light con telaio di nuova generazione progettato in 3D e ottimizzato con la tecnologia Fem/Fea per ottenere migliori prestazioni. Portata di 42,5 ton, lunghezza di 13.270 mm, peso di 7.500 kg, rampe da 40.000 kg. Accanto a questo il 5 assi 5S950 dotato di nuove sospensioni idrauliche indipendenti OneScopic per un’altezza del pianale di carico di 85 mm, una portata di 95 ton e una tara di 15.500 kg. Infine, il 4R400, un rimorchio a 4 assi che, rispetto a un modello analogo a 3 assi, distribuisce meglio il peso sull’avantreno senza pesare eccessivamente sul timone e sulla campana, avendo davanti 2 assali da 12 ton l’uno. Il modello esposto pesava 9,7 ton con una portata tecnica di 34,2.

OZGÜL

Il costruttore turco Ozgül, importato dalla Ets, in fiera ha mostrato la propria gamma di semirimorchi a pianale ribassato. «Li offriamo – spiega Aliaksei Mangiatordi – con molti optional compresi, come gli allargatori laterali, i cassetti portattrezzi, il doppio attacco dell’occhione, oppure le rampe idrauliche che traslano anche in orizzontale. Le consegne sono abbastanza rapide e per essere più vicini ai clienti abbiamo aperto una nuova sede a Cremona da pochi mesi». Alla gamma dei pianali affiancano poi quella delle vasche su motrice.

MASSENZA

Come unico allestitore di cisterne era presente Massenza, con un modello di botte dedicato al carico e allo spargimento di bitume modificato. Una cisterna in grado di mantenere la temperatura del prodotto a 180° grazie a una caldaia da 150 mila calorie all’ora, munita di agitatore e barra posteriore allargabile equipaggiata di particolari ugelli per l’aspersione del bitume. «Atto – precisa Andrea Menetti, sales manager della società parmigiana – alla messa in opera degli asfalti drenanti. In pratica, questo bitume crea una membrana elastica e protettiva sul manto stradale e ne favorisce il prolungamento d’uso».

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