Pacchetto investimenti 2023 di Regione Lombardia per le industrie: istruzioni per l’uso

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Pacchetto investimenti 2023 di Regione Lombardia per le industrie: istruzioni per l’uso

Ci sono 210 milioni di euro a disposizione degli investimenti in innovazione e sostenibilità delle imprese lombarde. Si tratta del Pacchetto investimenti, una misura di finanziamento agevolato che rientra nel Fesr – Fondo europeo di sviluppo regionale: «ed è il primo bando italiano della nuova programmazione europea al 2027 – dice a Industria Italiana Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia – L’intenzione da parte di Regione Lombardia è di spendere e investire tutte le risorse messe a disposizione dalla Commissione. Il pacchetto viene da una programmazione fatta a luglio, per cui è un piano condiviso con il sistema lombardo, il cui obiettivo primario è risolvere le criticità strutturali delle imprese abilitando soluzioni di economia circolare ed efficienza energetica».

La misura si articola su tre linee di finanziamento: la Linea sviluppo aziendale, che partirà a giugno e le Linea green e Linea attrazione investimenti, avviate il 17 maggio. I bandi si chiudono a esaurimento delle risorse e sono rivolti alle pmi, con una finestra aperta anche alle grandi imprese fino al 28 luglio.

«Da gennaio 2021 la regione ha stanziato 360 milioni a fondo perduto e 1,5 miliardi compresi i finanziamenti – dice Guidesi – una potenza di fuoco con effetti benefici misurabili. I numeri mostrano che siamo riusciti a mettere a terra il 94% delle risorse che avevamo a disposizione per il 2022, ma che soprattutto queste risorse hanno avuto un effetto moltiplicatore di 4,5 volte, per i beneficiari diretti ma anche per l’indotto».

 

Il pacchetto investimenti 2023: una guida ai nuovi finanziamenti europei della Regione Lombardia

Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia

Con questo articolo intendiamo fornire una guida snella ai nuovi finanziamenti di Regione Lombardia, non prima di aver inquadrato l’approccio generale e la strategia che sta dietro all’ondata di investimenti che il bando intende stimolare.

«Il tema della sostenibilità è nell’impostazione generale del pacchetto ed è un commitment strategico e istituzionale della Regione – dice Guidesi –Siamo molto convinti di poter raggiungere la neutralità carbonica attraverso lo sviluppo economico e tecnologico. Avevamo già avviato nel biennio precedente un bando green riservato a commercianti e settore terziario poi una linea dedicata al piccolo manifatturiero partendo dagli artigiani: con questa misura estendiamo a tutte le pmi ma anche alle grandi».

 

L’obiettivo: trasformare ogni pmi lombarde in smart factory a zero impatto ambientale

Il bando si rivolge però per gran parte alle pmi: l’intenzione è aiutare le imprese e di più quelle con minori risorse «a continuare a investire, anche in momenti di crisi o di difficoltà perché il fattore che determina per il tessuto industriale locale vantaggi competitivi rilevanti è capacità degli imprenditori di innovare e anticipare i tempi». Un altro tratto distintivo è l’effetto moltiplicatore: «l’innovazione ottenuta con questi interventi genera sull’indotto diretto e indiretto un valore molto maggiore rispetto all’investimento pubblico».

Tutti gli interventi hanno «due ramificazioni: una è quella del fondo perduto e la seconda è quella dei fondi messi a disposizione come garanzia dei finanziamenti pubblici». Il pacchetto è invece tripartito: la prima linea, relativa allo sviluppo industriale, riguarda investimenti sulla linea produttiva (in impianti, strutture e digitalizzazione); la seconda è la linea green, dedicata all’efficientamento energetico e alla riduzione della bolletta energetica. E la linea “attrazione investimenti”, focalizzata sull’ampliamento dell’attività con criterio di premialità rispetto al recupero di aree dismesse – e questa è una novità importante.

Ci sono 210 milioni di euro a disposizione degli investimenti in innovazione e sostenibilità delle imprese lombarde. Si tratta del Pacchetto investimenti, una misura di finanziamento agevolato che rientra nel Fesr – Fondo europeo di sviluppo regionale

I bandi complementari su Formazione e nuove imprese, per valorizzare il lavoro

Quasi contestualmente Regione Lombardia ha avviato altri due bandi “complementari” al pacchetto investimenti: si tratta del bando Nuova Impresa 2023, che sostiene l’avvio di nuove aziende e l’autoimprenditorialità, e ha dotazione finanziaria iniziale di due milioni di euro. E del bando Competenze per l’innovazione green e digitale delle imprese lombarde, per lo sviluppo delle competenze delle Pmi lombarde per la transizione industriale e la sostenibilità ambientale, con dotazione finanziaria 5 milioni di euro.

«Il bando Competenze – dice Guidesi – consiste nell’erogazione di un voucher formativo utile per le aziende per fare formazione attiva sui nuovi impianti integrati in fabbrica nel momento dell’ordine, in modo che alla consegna ci sia la possibilità di metterlo subito a regime: la Regione sta lavorando tanto sul tema della formazione per ridurre il mismatch tre domanda e offerta e offerta di lavoro». E poiché la creazione di lavoro è una priorità strategica, il Bando Nuove imprese quadra il cerchio: è ormai un bando «strutturale, confermato per il terzo anno, e ha un aspetto culturale: la Regione vede nella possibilità di lavoro autonomo un sostegno all’economia. È un aiuto economico sostanziale, un sostegno immediato della regione a qualsiasi attività. Sosteniamo l’avvio di nuove imprese e l’autoimprenditorialità anche in forma di lavoro autonomo individuale attraverso l’erogazione di contributi sui costi connessi all’avvio delle attività per un valore complessivo di 2 milioni di euro: la Lombardia è una casa delle idee e noi vogliamo alimentare questa sua funzione».

Regione Lombardia ha avviato altri due bandi “complementari” al pacchetto investimenti: si tratta del bando Nuova Impresa 2023, che sostiene l’avvio di nuove aziende e l’autoimprenditorialità, e ha dotazione finanziaria iniziale di due milioni di euro. E del bando Competenze per l’innovazione green e digitale delle imprese lombarde, per lo sviluppo delle competenze delle PMI lombarde per la transizione industriale e la sostenibilità ambientale, con dotazione finanziaria 5 milioni di euro

Il Pacchetto Investimenti: i criteri generali e le tre linee di investimenti

Possono partecipare ai diversi bandi pmi (ma anche in parte large cap) in possesso di precisi requisiti. Ovvero devono essere iscritte e attive nel Registro delle Imprese con almeno due bilanci depositati alla data di presentazione della domanda di finanziamento; devono avere una sede operativa in Lombardia e devono essere in possesso con rating da 1 a 10 secondo la metodologia di Credit Scoring su dati storici del Modello di valutazione per il calcolo della probabilità di inadempimento del Fondo Centrale di Garanzia. Vediamo le linee una per una.

La Linea Sviluppo aziendale: stanziamento e criteri di partecipazione e selezione

Alla linea sviluppo aziendale fanno capo 115 milioni di euro, di cui 46 a fondo perduto: le domande si potranno presentare dalle ore 10.30 del 13 giugno 2023 fino ad esaurimento risorse, esclusivamente in forma telematica sulla piattaforma bandi online della Regione (allo stesso link Pacchetto investimenti – Linea sviluppo aziendale è possibile scaricare l’intera documentazione). Le domande saranno selezionate tramite una procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione. «La linea sviluppo aziendale riguarda prevalentemente l’innovazione dal punto di vista degli impianti – spiega Guidesi – è una linea che avevamo già sperimentato sull’artigianato sia nel 2021 sia nel 2022 e adesso, estesa a tutti i settori, consente di potenziare la produttività attraverso il rafforzamento della flessibilità produttiva e organizzativa anche in ottica di crescita dimensionale e attraverso il potenziamento dell’efficienza, che passa soprattutto dal digitale».

Tra gli investimenti finanziabili, l’assessore cita l’acquisto di «macchinari, impianti di produzione, attrezzature, arredi, software a licenza chiusa, Marchi e brevetti, licenze di produzione e anche opere murarie e opere di riqualifica e impiantistiche». L’intensità del contributo a fondo perduto varia in ragione dell’area di riferimento dell’impresa e del regime di aiuto applicato e varia dal 15% al 30%. L’importo minimo dell’investimento deve essere di euro 100.000, mentre l’ importo massimo agevolabile (tra finanziamento supportato da garanzia e contributo a fondo perduto) è di euro 3 milioni.

Alla linea sviluppo aziendale fanno capo 115 milioni di euro, di cui 46 a fondo perduto: le domande si potranno presentare dalle ore 10.30 del 13 giugno 2023 fino ad esaurimento risorse

La linea Green: stanziamento criteri e presentazione delle domande

È aperta dal 17 maggio la Linea green, per cui sono previsti 65 milioni di euro di stanziamenti, di cui 34 a fondo perduto. Il bando è rivolto alle pmi e alle grandi imprese per investimenti dedicati all’efficientamento energetico degli impianti produttivi per favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi, sia attraverso la riduzione dei consumi energetici sia attraverso il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra dai cicli produttivi esistenti. Le grandi imprese possono presentare domanda di finanziamento entro il 28 luglio 2023. «Tra le spese ammissibili – spiega Guidesi – ci sono impianti di produzione, attrezzature, hardware, impianti rinnovabili, refrigeranti, impianti di cogenerazioni e di trigenerazione, sistemi di accumulo dell’energia, caldaie ad alta efficienza, domotica a basso consumo: per cui la direzione è quella di decarbonizzare ma anche risolvere i problemi emergenziali che abbiamo sperimentato per il balzo della bolletta energetica»

Per la Linea Green è necessario allegare alla domanda di partecipazione una diagnosi energetica che dettagli il progetto di investimento da presentare. L’importo minimo dell’investimento deve essere di euro 100.000, mentre l’intensità del contributo a fondo perduto varia in ragione dell’area di riferimento dell’impresa e del regime di aiuto applicato. In particolare, l’importo massimo agevolabile -tra finanziamento supportato da garanzia e contributo a fondo perduto – è di 10 milioni per le concessioni entro il 31 dicembre 2023 (con domanda presentata entro il 28 luglio) e di 3 milioni per le concessioni successive al 31 dicembre 2023 (con domanda presentata dopo il 28 luglio). Anche in questo caso la domanda di partecipazione al bando, oltre a tutti gli altri documenti indicati nell’avviso, deve essere presentata esclusivamente in forma telematica sulla piattaforma Bandi online (Pacchetto Investimenti – Linea green).

Il bando è rivolto alle pmi e alle grandi imprese per investimenti dedicati all’efficientamento energetico degli impianti produttivi per favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi, sia attraverso la riduzione dei consumi energetici sia attraverso il recupero di energia e/o la cattura dei gas serra dai cicli produttivi esistenti

La linea Attrazione investimenti

Si è esaurito in due giorni il plafond (30 milioni di euro di cui 14 a fondo perduto) della linea Attrazione investimenti, rivolta alle pmi per l’avvio di uno stabilimento produttivo in una nuova sede operativa o all’ampliamento di uno stabilimento già operativo.

«L’ottica è quella di attrarre nuovi investimenti in Regione, ma sempre nell’alveo della sostenibilità – precisa Guidesi – infatti il bando aveva previsto di dare priorità alle aree dismesse per evitare il consumo di suolo e per abilitare la rigenerazione urbana. È una novità perché è stata la prima volta che abbiamo mettiamo a disposizione uno strumento che aiuta le organizzazioni dal punto di vista localizzativo rispetto agli stabilimenti: una sperimentazione che ha avuto un’accoglienza calorosa e che speriamo possa produrre anche nuova occupazione sul territorio. Molto importante: abbiamo escluso la grande distribuzione e le logistiche pure».

linea Attrazione investimenti, rivolta alle pmi per l’avvio di uno stabilimento produttivo in una nuova sede operativa o all’ampliamento di uno stabilimento già operativo

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